Rateizzazioni — Come e quando si può ottenere un pagamento rateale dei debiti? (Scheda riassuntiva Cassa Edile)

Ulti­mo aggior­na­men­to 26/03/2021

Le Impre­se che han­no dei debi­ti arre­tra­ti pos­so­no rego­la­riz­za­re la pro­pria posi­zio­ne pagan­do il debi­to a rate e rice­ven­do il Durc posi­ti­vo nel perio­do del­la rateizzazione.

Le rego­le e i cri­te­ri sono sta­te sta­bi­li­te a livel­lo nazio­na­le (Comi­ta­to del­la Bilateralità).

Requisiti

L’Im­pre­sa:

  1. deve esse­re iscrit­ta alla Cas­sa Edile/Edilcassa a cui chie­de la rateiz­za­zio­ne da alme­no dodi­ci mesi;
  2. deve ave­re con­clu­so da alme­no dodi­ci mesi le pre­ce­den­ti rateiz­za­zio­ni atti­va­te pres­so la stes­sa Cas­sa Edile;
  3. deve ave­re con­clu­so posi­ti­va­men­te tut­te le ratiz­za­zio­ni atti­va­te in pre­ce­den­za pres­so tut­to il  siste­ma nazio­na­le del­le Cas­se Edili;
  4. deve esse­re in rego­la con gli obbli­ghi deri­van­ti dal­la deli­be­ra del Comi­ta­to del­la Bila­te­ra­li­tà n. 2/2015, in par­ti­co­la­re per quan­to attie­ne alle nor­me ripor­ta­te al  pun­to 2 (Ore denunciate);
  5. deve sot­to­scri­ve­re un accor­do sin­da­ca­le azien­da­le, se del caso assi­sti­ta dal­la pro­pria asso­cia­zio­ne, con la RSU se pre­sen­te, oppu­re in assen­za di que­sta, con tut­te le OO.SS. ter­ri­to­ria­li, par­ti costi­tu­ti­ve del­la Cas­sa Edile/Edilcassa, entro e non oltre 10 gior­ni lavo­ra­ti­vi dal­la richie­sta (requi­si­to richie­sto solo nel caso in cui la dura­ta del­la rateiz­za­zio­ne vada oltre le sca­den­ze uti­li per il paga­men­to agli ope­rai degli accan­to­na­men­ti nei ter­mi­ni pre­vi­sti dai CCNL e dal­la con­trat­ta­zio­ne col­let­ti­va inte­gra­ti­va territoriale)
  6. non deve risul­ta­re già moro­sa pres­so la Cas­sa Edile/Edilcassa per perio­di pre­ce­den­ti per cui sia sta­ta già atti­va­ta la pro­ce­du­ra esecutiva;

Garanzie

L’im­pre­sa deve pre­sta­re ido­nee garan­zie fide­ius­so­rie o una cam­bia­le cor­re­da­ta da bol­lo di dura­ta equi­va­len­te a quel­la del pia­no di rateizzazione.

Procedura

La doman­da va pre­sen­ta­re alla Cas­sa Edi­le e deve contenere:

  • L’im­pe­gno a ver­sa­re le rate pre­vi­ste per la fascia di debi­to da rateizzare.
  • L’Im­pe­gno a sot­to­scri­ve­re l’ac­cor­do sin­da­ca­le, se dovu­to, nei ter­mi­ni di 10 gior­ni dal­la domanda.
  • L’im­pe­gno a pre­sta­re le ido­nee garan­zie fide­ius­so­rie e la cambiale.
  • Il rico­no­sci­men­to for­ma­le del debi­to con­tri­bu­ti­vo ver­so la Cas­sa Edi­le e la rinun­cia a suc­ces­si­va azio­ne di oppo­si­zio­ne nel caso in cui la Cas­sa Edi­le doves­se suc­ces­si­va­men­te pro­ce­de­re, per man­ca­to rispet­to del pia­no di rateiz­zo, all’a­zio­ne di recu­pe­ro cre­di­to tra­mi­te azio­ne esecutiva;
  • L’im­pe­gno alla cor­ren­tez­za nel­le denun­ce e nei ver­sa­men­ti duran­te il perio­do di rateiz­za­zio­ne stessa.
  • una auto­cer­ti­fi­ca­zio­ne del­l’Im­pre­sa nel­la qua­le ven­go­no dichia­ra­te le even­tua­li rateiz­za­zio­ni in esse­re pres­so altre Cas­se Edili/Edilcasse e il rela­ti­vo valo­re economico;

La doman­da, dopo la neces­sa­ria istrut­to­ria, vie­ne sot­to­po­sta all’e­sa­me del Comi­ta­to di Pre­si­den­za, che se ritie­ne ne deli­be­ra l’approvazione.

La pro­ce­du­ra deve con­clu­der­si in un tem­po mas­si­mo di 20 giorni.

A pro­ce­du­ra ulti­ma­ta, il Comi­ta­to di Pre­si­den­za deve comu­ni­ca­re al Comi­ta­to di Gestio­ne la pra­ti­ca con­cer­nen­te la dila­zio­ne del paga­men­to deli­be­ra­ta, invian­do­ne copia alle par­ti socia­li ter­ri­to­ria­li costi­tuen­ti l’Ente;

Alla sot­to­scri­zio­ne del­la rateiz­za­zio­ne L’impresa vie­ne con­si­de­ra­ta imme­dia­ta­men­te in rego­la ai fini del DURC;

Decadenza

Il bene­fi­cio del­la rateiz­za­zio­ne deca­de in caso di:

  • man­ca­to ver­sa­men­to del­le rate alla scadenza
  • non cor­ren­tez­za nel­le denun­ce e nei ver­sa­men­ti duran­te il perio­do di rateiz­za­zio­ne stessa

Conseguenza della decadenza

La Cas­sa Edi­le atti­va le pro­ce­du­re lega­li per il recu­pe­ro dei cre­di­ti e per l’eventuale atti­va­zio­ne del­la respon­sa­bi­li­tà in soli­do, dan­do­ne imme­dia­ta evi­den­za alle par­ti socia­li ter­ri­to­ria­li; l’impresa sarà con­si­de­ra­ta irre­go­la­re e ver­rà segna­la­ta come tale alla BNI.

L’Im­pre­sa deca­de dal­la pos­si­bi­li­tà di richie­de­re nuo­ve rateizzazioni.

Tipologia di rateizzazione

Debi­to infe­rio­re a 5.000 euro — Impre­sa attiva

Durata

mas­si­mo 6 mensilità

Importo rate

  • 1′ rata di impor­to pari a 1.500 euro, oltre alla quo­ta par­te di spe­se e inte­res­si di mora dovuti
  • suc­ces­si­ve 5′ rate di pari importo

Esem­pio:

debi­to com­ples­si­vo 5.000 euro in sei mesi, pri­ma rata 1.500 euro + inte­res­si e spe­se, ulte­rio­ri 5 rate da 700 euro + inte­res­si e spe­se cadauna

Debi­to dai 5.000 ai 15.000 euro — Impre­sa attiva

Durata

mas­si­mo 12 mensilità

Importo rate

  • 1′ rata di impor­to pari a due ratei, oltre alla quo­ta par­te di spe­se e inte­res­si di mora dovuti
  • suc­ces­si­ve 11′ rate di pari importo

Esem­pio:

debi­to com­ples­si­vo 15.000 euro in 12 mesi, un rateo (15.000:12= 1.250) + inte­res­si e spese.

  • pri­ma rata 2.500 euro + inte­res­si e spese,
  • ulte­rio­ri 11 rate da (12.500 :11) 1.136,36 euro + inte­res­si e spe­se cadauna
Debi­to dai 15.000 ai 30.000 euro — Impre­sa attiva

Durata

mas­si­mo 18 mensilità

Importo rate

  • 1′ rata di impor­to pari a tre ratei, oltre alla quo­ta par­te di spe­se e inte­res­si di mora dovuti
  • suc­ces­si­ve 17′ rate di pari importo

Esem­pio:

debi­to com­ples­si­vo di 30.000 euro in 18 mesi: un rateo (30.000:18= 1.666,66) + inte­res­si e spese

  • Pri­ma rata pari a tre ratei, ovve­ro (1.666,66 x 3) 5.000 euro+ inte­res­si e spese
  • Suc­ces­si­ve 17 rate: (25.000:17)1.470,59 euro+ inte­res­si e spese
Debi­to supe­rio­re ai 30.000 euro — Impre­sa attiva

Durata

mas­si­mo 24 mensilità

Importo rate

  • 1′ rata di impor­to pari a quat­tro ratei, oltre alla quo­ta par­te di spe­se e inte­res­si di mora dovuti
  • suc­ces­si­ve 23′ rate di pari importo

Esem­pio:

debi­to di 50.000 euro in 24 mesi: un rateo (50.000:24=2.083,33)+ inte­res­si e spese

  • Pri­ma rata quat­tro ratei, ovve­ro (2.083,33 x 4) 8.333,33+ inte­res­si e spese
  • Suc­ces­si­ve 23 rate: (41.666,67:23) 1.811,60+ inte­res­si e spese
Debi­to di impre­se inat­ti­ve o sospese

Durata

mas­si­mo 18 rate mensili

Qua­lo­ra l’im­pre­sa ogget­to del­la rateiz­za­zio­ne inten­da ripren­de­re l’attività, dovrà ver­sa­re l’intera som­ma rima­nen­te in un’u­ni­ca soluzione.

Riferimenti contrattuali

Faq

1. Per gli inter­val­li tem­po­ra­li tra una rateiz­za­zio­ne e l’altra (alme­no 12 mesi dopo le pri­me due rateiz­za­zio­ni) biso­gna tener con­to anche del­le rateiz­za­zio­ni con­ces­se dal­la Cas­sa ante­rior­men­te al 10 set­tem­bre 2020?
No, secon­do la ratio del­la nor­ma, ani­ma­ta dal­lo spi­ri­to del­le par­ti socia­li di pro­ce­de­re, con la decor­ren­za del nuo­vo accor­do, con rego­le nuo­ve, si pre­ci­sa che al fine del­la cor­ret­ta appli­ca­zio­ne degli inter­val­li non dovrà tener­si con­to del­le rateiz­za­zio­ni già con­ces­se e con­clu­se posi­ti­va­men­te pres­so la mede­si­ma Cas­sa, alla data del 10 set­tem­bre 2020. Si ter­rà con­to, inve­ce, del­la even­tua­le rateiz­za­zio­ne in cor­so a quel­la data

2. Qua­li sono le moda­li­tà ope­ra­ti­ve per accer­ta­re pres­so la BNI l’esistenza del­la rego­la­ri­tà dell’impresa? (lett. a) pun­to 1) Reg.)
Le moda­li­tà ope­ra­ti­ve sono quel­le indi­ca­te nel­la cir­co­la­re CNCE n. 28 dell’8 otto­bre 2020 alla qua­le si fa espli­ci­to rinvio

3. Even­tua­li irre­go­la­ri­tà emer­se dal­la veri­fi­ca in BNI come pos­so­no esse­re ricol­le­ga­te a even­tua­li rateiz­za­zio­ni non con­clu­se posi­ti­va­men­te pres­so altre Casse?
Suc­ces­si­va­men­te alla veri­fi­ca in BNI dal­la qua­le doves­se emer­ge­re l’irregolarità dell’impresa rispet­to ad una Cas­sa Edile/Edilcassa, la Cas­sa pro­ce­den­te dovrà pren­de­re con­tat­to con quest’ultima per appu­ra­re che trat­ta­si di rateiz­za­zio­ne non con­clu­sa positivamente.

4. Qua­li sono le “spe­se” da inse­ri­re in quo­ta par­te in cia­scu­na rata cui fa rife­ri­men­to l’Accordo? (let­te­ra c) pun­to 1 Reg.)
Le “spe­se” da inse­ri­re in quo­ta par­te in cia­scu­na rata sono tut­te quel­le soste­nu­te e/o matu­ra­te in for­za di atti­vi­tà lega­te al recu­pe­ro cre­di­to com­pre­se, quin­di, quel­le di natu­ra lega­le e/o liqui­da­te dal giu­di­ce in decre­to ingiuntivo

5. Su qua­li voci devo­no esse­re cal­co­la­ti gli inte­res­si di mora?
Gli inte­res­si di mora devo­no esse­re cal­co­la­ti sull’intero impor­to del debi­to matu­ra­to nei con­fron­ti del­la Cas­sa, risul­tan­te della/e denuncia/e (GNF e con­tri­bu­ti) affe­ren­ti le sin­go­le rate, rap­por­tan­do­li alla data di sca­den­za di cia­scu­na rata

6. Con qua­li moda­li­tà devo­no esse­re rico­no­sciu­ti gli inte­res­si di mora al lavo­ra­to­re? (lett. k) pun­to 1 Reg.)
Gli inte­res­si di mora, cal­co­la­ti sul­le sin­go­le rate, dovran­no esse­re rico­no­sciu­ti al lavo­ra­to­re uni­ta­men­te alla cor­ri­spon­den­te rata/rate versata/e a coper­tu­ra del GNF

7. Qua­li sono le “par­ti­te” che costi­tui­sco­no il cre­di­to con­tri­bu­ti­vo che l’impresa deve for­mal­men­te rico­no­sce­re all’atto di sot­to­scri­zio­ne di una rateiz­za­zio­ne? (lett. e) pun­to 1 Reg.)
Il debi­to che l’impresa dovrà rico­no­sce­re all’atto del­la richie­sta del­la rateiz­za­zio­ne è quel­lo rela­ti­vo al debi­to tota­le (accan­to­na­men­ti e con­tri­bu­ti) risul­tan­te dal­le denun­ce, sul qua­le la Cas­sa andrà ad aggiun­ge­re gli inte­res­si di mora e le even­tua­li spese.
8. La garan­zia cam­bia­ria rela­ti­va­men­te al debi­to ogget­to di rateiz­za­zio­ne deve esse­re costi­tui­ta dal vaglia cam­bia­rio o dal­la cam­bia­le trat­ta? (Let­te­ra f) pun­to 1) Reg.)
La garan­zia cam­bia­ria richie­sta è costi­tui­ta dal vaglia cambiario.

Per ciò che con­cer­ne le moda­li­tà di acqui­si­zio­ne del tito­lo cam­bia­rio nel­la comu­ni­ca­zio­ne CNCE n. 741 del 1° otto­bre 2020 si sono ipo­tiz­za­te tan­te cam­bia­li quan­te sono le rate, fer­ma restan­do la pos­si­bi­li­tà di acqui­si­re un’u­ni­ca cam­bia­le per l’ammontare del debi­to com­ples­si­vo, tenen­do pre­sen­te le spe­ci­fi­ci­tà tecnico/giuridiche del caso.

9. Qual è la dura­ta tem­po­ra­le del­la impos­si­bi­li­tà di richie­de­re una nuo­va rateiz­za­zio­ne allor­ché non vi sia cor­ret­tez­za nel­le denun­ce e nei ver­sa­men­ti duran­te il perio­do di rateiz­za­zio­ne stes­sa? (Let­te­ra g) pun­to 1) Reg.)
La pos­si­bi­li­tà di richie­de­re nuo­va­men­te una rateiz­za­zio­ne decor­re­rà dal momen­to in cui l’impresa avrà sana­to la posi­zio­ne debi­to­ria per la qua­le si è deter­mi­na­ta la deca­den­za dal beneficio

10. L’impresa che abbia in atto una pro­ce­du­ra ese­cu­ti­va può bene­fi­cia­re del­la rateiz­za­zio­ne? (Let­te­ra h pun­to 1) Reg.)
NO. Sul pun­to con­fron­ta­re la comu­ni­ca­zio­ne CNCE n. 747 del 27 otto­bre 2020.
11. La richie­sta di rateiz­za­zio­ne, oltre che dall’impresa (anche per il tra­mi­te dell’associazione impren­di­to­ria­le di rife­ri­men­to), può esse­re inol­tra­ta dal con­su­len­te del lavoro?
Si, pur­ché sia dele­ga­to dall’impresa secon­do le dispo­si­zio­ni di leg­ge in materia.

Precisazioni

  1. Con comunicazione del 27/10/2020 la Cnce ha precisato che:

    1. Con par­ti­co­la­re rife­ri­men­to al pun­to a) del testo sul­le rateiz­za­zio­ni sigla­to lo scor­so 10 set­tem­bre e, nel­lo spe­ci­fi­co, agli inter­val­li inter­cor­ren­ti tra una rateiz­za­zio­ne e l’al­tra (alme­no 12 mesi dopo le pri­me due rateiz­za­zio­ni), si pre­ci­sa che, secon­do la ratio del­la nor­ma, ani­ma­ta dal­lo spi­ri­to del­le par­ti socia­li di par­ti­re, con la decor­ren­za del nuo­vo accor­do, con rego­le nuo­ve, si pre­ci­sa che la nor­ma in que­stio­ne ha vali­di­tà per tut­te le impre­se, com­pre­se quel­le che abbia­no già con­clu­so, a tale data (10/09/2020), posi­ti­va­men­te altre rateiz­za­zio­ni pres­so la stes­sa Cas­sa. Si ter­rà con­to, inve­ce, ai fini del­l’ap­pli­ca­zio­ne di tale nor­ma del­la even­tua­le rateiz­za­zio­ne in cor­so a quel­la data.
    2. Con rife­ri­men­to, poi, al pun­to h), in cui si pre­ci­sa che l’im­pre­sa potrà acce­de­re alla rateiz­za­zio­ne qua­lo­ra non risul­ti già moro­sa pres­so la cas­sa Edile/Edilcassa per i perio­di pre­ce­den­ti per cui sia sta­ta già atti­va­ta la pro­ce­du­ra ese­cu­ti­va, tale pre­clu­sio­ne deve inten­der­si rife­ri­ta ai soli casi in cui la Cas­sa abbia già avvia­to la pro­ce­du­ra ese­cu­ti­va muni­ta del­l’ap­po­si­to tito­lo esecutivo.
  2. Con comunicazione del 10/12/2020 la Cnce ha precisato che:

    1. La secon­da par­te del­la lett. a) del pun­to 1) del­l’Ac­cor­do ” […] e, comun­que, nel­lo stes­so inter­val­lo tem­po­ra­le, deve aver con­clu­so posi­ti­va­men­te even­tua­li rateiz­za­zio­ni pres­so altre Cas­se; a tal fine potrà esse­re richie­sta la veri­fi­ca in BNI, deve inten­der­si nel sen­so che, qua­lo­ra un’im­pre­sa, nel rispet­to dei sud­det­ti inter­val­li tem­po­ra­li, pro­ce­da a richie­de­re una nuo­va e ulte­rio­re rateiz­za­zio­ne alla mede­si­ma Cas­sa, que­st’ul­ti­ma dovrà accer­ta­re che non sus­si­sta­no even­tua­li altre rateiz­za­zio­ni pres­so altre Cas­se non ono­ra­te dal­l’im­pre­sa; a tal fine, infat­ti, la let­te­ra a) del­l’Ac­cor­do pre­ve­de che la Cas­sa potrà pro­ce­de­re alla veri­fi­ca in BNI.Laddove dal­la con­sul­ta­zio­ne in BNI doves­se emer­ge­re l’ir­re­go­la­ri­tà del­l’im­pre­sa pres­so altra Cas­sa, la Cas­sa desti­na­ta­ria del­la richie­sta di rateiz­za­zio­ne, prov­ve­de­rà a con­tat­ta­re la Cas­sa dal­la qua­le è emer­sa l’ir­re­go­la­ri­tà per veri­fi­ca­re l’e­si­sten­za di un’e­ven­tua­le rateiz­za­zio­ne non ono­ra­ta (cfr. anche FAQ n. 3) e nega­re, in caso di accer­ta­men­to posi­ti­vo, la con­ces­sio­ne di un’ul­te­rio­re rateizzazione.
    2. La lett. a) va, inol­tre, let­ta anche in com­bi­na­to dispo­sto con la lett. i) del mede­si­mo Accor­do dal­la qua­le si evin­ce che l’im­pre­sa stes­sa, all’at­to del­la sot­to­scri­zio­ne del­la rateiz­za­zio­ne, deve auto­cer­ti­fi­ca­re l’e­si­sten­za di altre rateiz­za­zio­ni in esse­re pres­so altre Cas­se, spe­ci­fi­can­do­ne il valo­re eco­no­mi­co. La Cas­sa potreb­be sem­pre riser­var­si la facol­tà di fare gli accer­ta­men­ti del caso anche median­te BNI.
    3. Impre­se sospe­se e inat­ti­ve­L’ul­ti­mo pun­to del­l’ac­cor­do sul­le rateiz­za­zio­ni deve rife­rir­si a tut­te quel­le impre­se che, all’in­fuo­ri dei casi di sospen­sio­ne di cui al pun­to 5 del­la deli­be­ra del comi­ta­to del­la bila­te­ra­li­tà 2/2015 (sospen­sio­ne giu­sti­fi­ca­ta) ver­si­no in una situa­zio­ne di inat­ti­vi­tà al livel­lo nazio­na­le e abbia­no un debi­to con una o più Cas­se. In tali casi, solo per non incor­re­re nel­la pro­ce­du­ra for­zo­sa, le par­ti socia­li rico­no­sco­no la pos­si­bi­li­tà di rateiz­za­re il debi­to del­l’im­pre­sa in un mas­si­mo di 18 rate, anche sen­za le pro­ce­du­re e i requi­si­ti di cui all’Ac­cor­do, pre­ve­den­do però che, in caso di even­tua­le ripre­sa del­l’at­ti­vi­tà, l’im­pre­sa ver­si l’in­te­ra som­ma resi­dua­le per poter otte­ne­re il Durc.Diversamente per quel­le impre­se che inve­ce dopo una sospensione/inattività giu­sti­fi­ca­ta ex pun­to 5 del Comi­ta­to del­la bila­te­ra­li­tà 2/2015 deci­da­no di ripren­de­re l’at­ti­vi­tà e otte­ne­re il Durc, potran­no bene­fi­cia­re esclu­si­va­men­te del­la rateiz­za­zio­ne ordi­na­ria secon­do le rego­le del­l’Ac­cor­do del 10 set­tem­bre 2020.

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