E’ un buo­no di lavo­ro uti­liz­za­bi­le dai dato­ri di lavo­ro occa­sio­na­le per cor­ri­spon­de­re la retri­bu­zio­ne a pre­sta­to­ri occa­sio­na­li di lavo­ro.

L’u­ti­liz­zo del vou­cher garan­ti­sce il ver­sa­men­to dei con­tri­bu­ti pre­vi­den­zia­li e assi­cu­ra­ti­vi all’INPS e all’I­NAIL.

Negli anni la legi­sla­zio­ne è cam­bia­ta diver­se vol­te e il tra­di­zio­na­le ambi­to di uti­liz­zo del vou­cher (lavo­ro dome­sti­co, agri­col­tu­ra, ecc.) è sta­to este­so a qual­sia­si set­to­re, sep­pur con varie limi­ta­zio­ni in ter­mi­ni di impor­to mas­si­mo annuo

Lo sco­po di que­sto stru­men­to è quel­lo di con­tra­sta­re il lavo­ro nero e difen­de­re le cate­go­rie con­si­de­ra­te più debo­li nel mer­ca­to del lavo­ro.

Può esse­re usa­to da tali par­ti­co­la­ri cate­go­rie di lavo­ra­to­ri (pen­sio­na­ti, stu­den­ti, casa­lin­ghe, ecc.) oppu­re per par­ti­co­la­ri atti­vi­tà occa­sio­na­li-acces­so­rie (lavo­ri dome­sti­ci, giar­di­nag­gio, baby sit­ter, ripe­ti­zio­ni, ecc.)

Ricor­ro­no ai vou­chers anche le azien­de nel set­to­re del com­mer­cio o dell’agricoltura per pre­sta­zio­ni di lavo­ro che non devo­no supe­ra­re i 7.000 € net­ti annui di retri­bu­zio­ne (se si par­la di pen­sio­na­ti o cas­sain­te­gra­ti la cifra scen­de a €. 3.000. )

Lo stru­men­to si pre­sta come mez­zo di elu­sio­ne ed eva­sio­ne del­le nor­me fisca­li e pre­vi­den­zia­li.

Presupposti

Per uti­liz­za­re i vou­cher ci vuo­le un rap­por­to diret­to tra com­mit­ten­te uti­liz­za­to­re e pre­sta­to­re di lavo­ro, sen­za il tra­mi­te di inter­me­dia­ri leg­ge (92/2012).

E’ esclu­sa la pos­si­bi­li­tà di inter­me­dia­zio­ne nel reclu­ta­men­to e nel­la retri­bu­zio­ne di lavo­ra­to­ri per lo svol­gi­men­to di pre­sta­zio­ni a favo­re di ter­zi, come avvie­ne nel con­trat­to di appal­to di mano­do­pe­ra o di som­mi­ni­stra­zio­ne di lavo­ro inte­ri­na­le.

I voucher nell’edilizia

I pre­sup­po­sti ed, in par­ti­co­la­re, la neces­si­tà di un rap­por­to diret­to tra un com­mit­ten­te e un lavo­ra­to­re e la espres­sa esclu­sio­ne del­la pos­si­bi­li­tà di ricor­so ai “buo­ni lavo­ro” per lo svol­gi­men­to di pre­sta­zio­ni a favo­re di ter­zi, median­te appal­to o som­mi­ni­stra­zio­ne di lavo­ro, fan­no si che i vou­cher pos­sa­no tro­va­re impie­go in edi­li­zia solo in casi mol­to par­ti­co­la­ri e spe­ci­fi­ci.

Si trat­ta dei lavo­ri in pro­prio nel set­to­re pri­va­to dove il Com­mit­ten­te (appal­ta­to­re di sè stes­so) deci­de di affi­da­re diret­ta­men­te deter­mi­na­te mode­ste lavo­ra­zio­ni ad un pre­sta­to­re di ope­ra. Vista la mode­sta dei lavo­ri si trat­ta gene­ral­men­te di ope­re di mera manu­ten­zio­ne ordi­na­ria o straor­di­na­ria.

In tut­ti gli altri casi il ricor­so ai Vou­cher (che è non ammes­so) espo­ne al rischio san­zio­na­to­rio.

Ad esem­pio, in un can­tie­re ove vi è la pre­sen­za di un appal­ta­to­re e azien­de in subap­pal­to, nè l’appaltatore nè i suoi subap­pal­ta­to­ri pos­so­no fare ricor­so al lavo­ro acces­so­rio, per­ché costo­ro stan­no ese­guen­do lavo­ri per con­to ter­zi (rispet­ti­va­men­te il Com­mit­ten­te e l’Impresa appal­tan­te). In tale eve­nien­za il ricor­so a pre­sta­to­ri di ope­ra ingag­gia­ti con i “buo­ni lavo­ro” si con­fi­gu­re­reb­be, infat­ti, come vio­la­zio­ne del cri­te­rio del rap­por­to diret­to.

Limiti

Ove il vou­cher è ammes­so van­no rispet­ta­ti i seguen­ti limi­ti eco­no­mi­ci:

  • nell’arco dell’anno sola­re ogni pre­sta­to­re può per­ce­pi­re un mas­si­mo di 2000 euro in buo­ni lavo­ro da uno stes­so com­mit­ten­te.
  • i com­mit­ten­ti impren­di­to­ri non pos­so­no ser­vir­si di buo­ni lavo­ro per una cifra supe­rio­re ai 2000 euro annui.

I voucher e la Cassa Edile

Atte­so che il lavo­ro a mez­zo di Vou­cher non si con­fi­gu­ra qua­le rap­por­to di lavo­ro subor­di­na­to sog­get­to al Con­trat­to dell’Edilizia, il mede­si­mo non è sog­get­to a nes­sun adem­pi­men­to (iscri­zio­ne, ver­sa­men­to, denun­cia) in Cas­sa Edi­le.