Fer­mo restan­do l’am­bi­to di appli­ca­zio­ne del­la leg­ge 15 luglio 1966, n. 604, come modi­fi­ca­ta dal­l’art. 18 del­la leg­ge 20 mag­gio 1970, n. 300 e dal­la leg­ge 11 mag­gio 1990, n. 108, l’im­pre­sa può pro­ce­de­re al licen­zia­men­to del dipen­den­te:

  1. per ridu­zio­ne di per­so­na­le;
  2. per giu­sti­fi­ca­to moti­vo, con pre­av­vi­so, ai sen­si del­l’art. 3 del­la leg­ge 15 luglio 1966, n. 604, per un note­vo­le ina­dem­pi­men­to degli obbli­ghi con­trat­tua­li ovve­ro per ragio­ni ine­ren­ti all’at­ti­vi­tà pro­dut­ti­va, all’or­ga­niz­za­zio­ne del lavo­ro e al rego­la­re fun­zio­na­men­to di essa;
  3. per giu­sta cau­sa sen­za pre­av­vi­so, ai sen­si del­l’art. 2119 cod. civ., nei casi che non con­sen­ta­no la pro­se­cu­zio­ne nem­me­no prov­vi­so­ria del rap­por­to di lavo­ro, qua­li, ad esem­pio, quel­li indi­ca­ti di segui­to:
    1. insu­bor­di­na­zio­ne o offe­se ver­so i supe­rio­ri;
    2. fur­to, fro­de, dan­neg­gia­men­to volon­ta­rio o altri rea­ti per i qua­li data la loro natu­ra, si ren­da incom­pa­ti­bi­le la pro­se­cu­zio­ne anche prov­vi­so­ria del rap­por­to di lavo­ro;
    3. qual­sia­si atto col­po­so che pos­sa com­pro­met­te­re la sta­bi­li­tà del­le ope­re anche prov­vi­sio­na­li, la sicu­rez­za del can­tie­re o l’in­co­lu­mi­tà del per­so­na­le o del pub­bli­co, costi­tui­sca dan­neg­gia­men­to alle ope­re, agli impian­ti, alle attrez­za­tu­re od ai mate­ria­li;
    4. ripro­du­zio­ne o aspor­ta­zio­ne di schiz­zi o dise­gni, mac­chi­ne, uten­si­li o di altri ogget­ti o docu­men­ti di pro­prie­tà del­l’a­zien­da e/o del com­mit­ten­te;
    5. abban­do­no ingiu­sti­fi­ca­to del posto da par­te del guar­dia­no o custo­de del magaz­zi­no o del can­tie­re;
    6. ris­sa nei luo­ghi di lavo­ro o gra­vi offe­se ver­so i com­pa­gni di lavo­ro;
    7. assen­za ingiu­sti­fi­ca­ta di cui al 7° com­ma del­l’art. 98;
    8. reci­di­va in una qua­lun­que del­le man­can­ze che abbia dato luo­go a due sospen­sio­ni nel­l’an­no pre­ce­den­te;
    9. gra­ve e/o rei­te­ra­ta vio­la­zio­ne del­le nor­me di com­por­ta­men­to e del­le pro­ce­du­re con­te­nu­te nel model­lo di orga­niz­za­zio­ne e gestio­ne adot­ta­to dal­l’im­pre­sa ai sen­si degli artt. 6 e 7 del D.Lgs. n. 231/2001, che non sia­no in con­tra­sto con le nor­me di leg­ge e le dispo­si­zio­ni con­trat­tua­li.

Qua­lo­ra il lavo­ra­to­re sia incor­so in una del­le man­can­ze richia­ma­te al pun­to 3, l’im­pre­sa potrà dispor­re la sospen­sio­ne cau­te­la­re non disci­pli­na­re del lavo­ra­to­re con effet­to imme­dia­to per un perio­do non supe­rio­re a 10 gior­ni.

Nel caso in cui l’im­pre­sa deci­da di pro­ce­de­re al licen­zia­men­to, lo stes­so avrà effet­to dal momen­to nel qua­le ha avu­to ini­zio la sospen­sio­ne.

In ogni caso il lavo­ra­to­re è tenu­to al risar­ci­men­to dei dan­ni a nor­ma di leg­ge.