Sul luo­go di lavo­ro dovrà esse­re assi­cu­ra­to il rispet­to del­la digni­tà del­la per­so­na in ogni suo aspet­to com­pre­so quan­to attie­ne alla sfe­ra ses­sua­le e dovrà esse­re pre­ve­nu­to ogni com­por­ta­men­to impro­prio, com­piu­to attra­ver­so atti, paro­le, gesti, scrit­ti che arre­chi­no offe­sa alla per­so­na­li­tà e all’in­te­gri­tà psi­co-fisi­ca del lavo­ra­to­re.

In par­ti­co­la­re dovran­no evi­tar­si com­por­ta­men­ti discri­mi­na­to­ri che deter­mi­ni­no una situa­zio­ne di disa­gio del­la per­so­na cui sono rivol­ti, anche con rife­ri­men­to alle con­se­guen­ze sul­le con­di­zio­ni di lavo­ro.

In caso di mole­stie ses­sua­li sul luo­go di lavo­ro, la R.S.U. o le Orga­niz­za­zio­ni sin­da­ca­li e la Dire­zio­ne azien­da­le ope­re­ran­no per ripri­sti­na­re le nor­ma­li con­di­zio­ni lavo­ra­ti­ve garan­ten­do la mas­si­ma riser­va­tez­za alle per­so­ne coin­vol­te.