(Vedi accor­do di rin­no­vo in nota)
Il lavo­ro a tem­po par­zia­le (part-time) è disci­pli­na­to dal­le nor­me di leg­ge e dal­le dispo­si­zio­ni del pre­sen­te arti­co­lo.

Il rap­por­to di lavo­ro a tem­po par­zia­le, ossia il rap­por­to di lavo­ro con pre­sta­zio­ne ad ora­rio ridot­to rispet­to a quel­lo sta­bi­li­to dal pre­sen­te c.c.n.l., potrà esse­re attua­to con rife­ri­men­to a tut­ti i gior­ni lavo­ra­ti­vi del­la set­ti­ma­na (part-time oriz­zon­ta­le), non­ché a perio­di pre­de­ter­mi­na­ti nel cor­so del­la set­ti­ma­na, del mese, del­l’an­no (part-time ver­ti­ca­le) con­for­me­men­te ai prin­ci­pi di segui­to elen­ca­ti:

  1. volon­ta­rie­tà di entram­be le par­ti del rap­por­to, sal­vo diver­se pre­vi­sio­ni del­la leg­ge;
  2. com­pa­ti­bi­li­tà con le esi­gen­ze fun­zio­na­li ed orga­niz­za­ti­ve del­l’uf­fi­cio, uni­tà pro­dut­ti­va e del­l’a­zien­da nel suo com­ples­so, non­ché con i con­te­nu­ti pro­fes­sio­na­li del­la man­sio­ne svol­ta;
  3. rever­si­bi­li­tà del­la pre­sta­zio­ne da tem­po par­zia­le a tem­po pie­no in rela­zio­ne alle esi­gen­ze azien­da­li e quan­do sia com­pa­ti­bi­le con le man­sio­ni svol­te e/o da svol­ge­re;
  4. appli­ca­bi­li­tà del­le nor­me del pre­sen­te con­trat­to in quan­to coe­ren­ti con la natu­ra del part-time, secon­do la rego­la del­la pro­por­zio­na­li­tà.

Le moda­li­tà attua­ti­ve del lavo­ro part-time di cui al com­ma pre­ce­den­te potran­no tra loro com­bi­nar­si nel­l’am­bi­to del sin­go­lo rap­por­to di lavo­ro (part-time misto).

L’in­stau­ra­zio­ne del rap­por­to di lavo­ro part-time deve avve­ni­re con atto scrit­to nel qua­le devo­no esse­re pre­ci­sa­ti l’o­ra­rio di lavo­ro — con rife­ri­men­to al gior­no, alla set­ti­ma­na, al mese, all’an­no — l’e­ven­tua­le dura­ta pre­de­ter­mi­na­ta e gli altri ele­men­ti pre­vi­sti dal pre­sen­te con­trat­to per il rap­por­to di lavo­ro a tem­po pie­no.

La retri­bu­zio­ne diret­ta ed indi­ret­ta, non­ché tut­ti gli isti­tu­ti con­trat­tua­li, saran­no pro­por­zio­na­ti all’o­ra­rio di lavo­ro con­cor­da­to, con rife­ri­men­to al trat­ta­men­to con­trat­tua­le dei lavo­ra­to­ri a tem­po pie­no.

La tra­sfor­ma­zio­ne del rap­por­to da tem­po pie­no a tem­po par­zia­le e vice­ver­sa deve avve­ni­re con il con­sen­so del­le par­ti, le qua­li pos­so­no sta­bi­li­re le con­di­zio­ni per il ripri­sti­no del rap­por­to ori­gi­na­rio. Il lavo­ra­to­re può avva­ler­si del­l’as­si­sten­za del­le R.S.U. o del­le Orga­niz­za­zio­ni sin­da­ca­li ter­ri­to­ria­li.

L’or­ga­niz­za­zio­ne del lavo­ro in can­tie­re impli­ca il ricor­so del lavo­ro a part-time degli ope­rai di pro­du­zio­ne qua­le pre­sta­zio­ne ecce­zio­na­le. A tal fine il costo del lavo­ro del per­so­na­le ope­ra­io inqua­dra­to con tale isti­tu­to ed uti­liz­za­to nei sin­go­li can­tie­ri non può in ter­mi­ni per­cen­tua­li con­cor­re­re per più del 20% al rag­giun­gi­men­to degli indi­ci di con­grui­tà di inci­den­za del costo del lavo­ro del­la mano­do­pe­ra sul valo­re del­l’o­pe­ra che le par­ti han­no sta­bi­li­to in sede di avvi­so comu­ne del 17 mag­gio 2007.

Fer­mo restan­do quan­to pre­vi­sto dal­la leg­ge, nel­le more del­l’a­do­zio­ne dei cri­te­ri di con­grui­tà da par­te del­le Cas­se edi­li le par­ti sta­bi­li­sco­no che un’im­pre­sa edi­le non può assu­me­re ope­rai a tem­po par­zia­le per una per­cen­tua­le supe­rio­re al 3% del tota­le dei lavo­ra­to­ri occu­pa­ti a tem­po inde­ter­mi­na­to.

Resta fer­ma la pos­si­bi­li­tà di impie­ga­re alme­no un ope­ra­io a tem­po par­zia­le, lad­do­ve non ecce­da il 30% degli ope­rai a tem­po pie­no dipen­den­ti del­l’im­pre­sa.

Fer­mi restan­do gli obbli­ghi di leg­ge di comu­ni­ca­zio­ne all’INPS del ricor­so all’i­sti­tu­to del part-time e del­l’o­ra­rio di lavo­ro sta­bi­li­to, il dato­re di lavo­ro, con caden­za annua­le, infor­me­rà la R.S.U. o, in loro assen­za, le OO.SS
ter­ri­to­ria­li, sul­l’an­da­men­to del­le assun­zio­ni a tem­po par­zia­le, la rela­ti­va tipo­lo­gia ed il ricor­so al lavo­ro sup­ple­men­ta­re.

Sono in ogni caso esen­ti dai limi­ti quan­ti­ta­ti­vi di cui ai com­mi 7 e 8 i con­trat­ti a part-time sti­pu­la­ti con per­so­na­le impie­ga­ti­zio, con per­so­na­le ope­ra­io non adi­bi­to alla pro­du­zio­ne ad esclu­sio­ne degli auti­sti, con per­so­na­le ope­ra­io di 4° livel­lo, con per­so­na­le ope­ra­io occu­pa­to in lavo­ri di restau­ro ed archeo­lo­gi­ci, con per­so­na­le ope­ra­io che usu­frui­sca di trat­ta­men­to pen­sio­ni­sti­co, non­ché le tra­sfor­ma­zio­ni del rap­por­to di lavo­ro da tem­po pie­no a part-time moti­va­te da gra­vi e com­pro­va­ti pro­ble­mi di salu­te del richie­den­te, ovve­ro da neces­si­tà di assi­sten­za del coniu­ge o dei paren­ti di 1° gra­do per malat­tia o con­di­zio­ni di disa­bi­li­tà che richie­da­no assi­sten­za con­ti­nua, ade­gua­ta­men­te com­pro­va­te.

Per spe­ci­fi­che esi­gen­ze tec­ni­co-orga­niz­za­ti­ve, pro­dut­ti­ve e ammi­ni­stra­ti­ve, è con­sen­ti­to il ricor­so a pre­sta­zio­ni di lavo­ro sup­ple­men­ta­re nel part-time oriz­zon­ta­le, anche a tem­po deter­mi­na­to, fino al rag­giun­gi­men­to di 40 ore set­ti­ma­na­li, e a pre­sta­zio­ni di lavo­ro straor­di­na­rio nel part-time ver­ti­ca­le o misto, anche a tem­po deter­mi­na­to.

Per il per­so­na­le ope­ra­io, le even­tua­li ore di lavo­ro sup­ple­men­ta­re pre­sta­te nel rispet­to del limi­te set­ti­ma­na­le di cui sopra saran­no com­pen­sa­te con la quo­ta ora­ria di retri­bu­zio­ne diret­ta, mag­gio­ra­ta di una per­cen­tua­le del 20%, cal­co­la­ta sugli ele­men­ti del­la retri­bu­zio­ne di cui al pun­to 3 del­l’art. 24, che avrà inci­den­za su tut­ti gli isti­tu­ti retri­bu­ti­vi lega­li e con­trat­tua­li, indi­ret­ti e dif­fe­ri­ti, com­pre­si le con­tri­bu­zio­ni e gli accan­to­na­men­ti in Cas­sa edi­le.

Per gli impie­ga­ti la mag­gio­ra­zio­ne del 20% per il lavo­ro sup­ple­men­ta­re sarà cal­co­la­ta for­fet­ta­ria­men­te sugli ele­men­ti del­la retri­bu­zio­ne di cui ai pun­ti 1, 2, 3, 4, 5, 6, 8 e 9 del­l’art. 44 ed il rela­ti­vo com­pen­so deve inten­der­si onni­com­pren­si­vo del­l’in­ci­den­za sugli isti­tu­ti retri­bu­ti­vi con­trat­tua­li e lega­li, indi­ret­ti e dif­fe­ri­ti, e non avrà inci­den­za sul t.f.r.

Per le even­tua­li ore di lavo­ro straor­di­na­rio effet­tua­te val­go­no le dispo­si­zio­ni di cui agli artt. 19 e 54 del pre­sen­te con­trat­to.

Per i lavo­ra­to­ri di cui al com­ma 11, è facol­tà del­le par­ti appor­re al con­trat­to di lavo­ro a tem­po par­zia­le, anche a tem­po deter­mi­na­to, pre­vio con­sen­so scrit­to del lavo­ra­to­re, clau­so­le che con­sen­ta­no la varia­zio­ne del­la col­lo­ca­zio­ne tem­po­ra­le del­la pre­sta­zio­ne lavo­ra­ti­va (clau­so­le fles­si­bi­li) e/o, in caso di part-time ver­ti­ca­le o misto, anche la varia­zio­ne in aumen­to del­la pre­sta­zio­ne lavo­ra­ti­va (clau­so­le ela­sti­che). La facol­tà di pro­ce­de­re alla varia­zio­ne del­la pre­sta­zio­ne lavo­ra­ti­va ai sen­si del pre­sen­te com­ma deve esse­re eser­ci­ta­ta dal dato­re di lavo­ro con pre­av­vi­so comun­que non infe­rio­re a 5 gior­ni lavo­ra­ti­vi.

In caso di appli­ca­zio­ne di clau­so­le ela­sti­che, per le ore di lavo­ro pre­sta­te in aumen­to sarà appli­ca­ta una mag­gio­ra­zio­ne del 20% cal­co­la­ta per gli ope­rai sugli ele­men­ti del­la retri­bu­zio­ne di cui al pun­to 3 del­l’art. 24 e per gli impie­ga­ti sugli ele­men­ti del­la retri­bu­zio­ne di cui ai pun­ti 1, 2, 3, 4, 5, 6, 8 e 9 del­l’art. 44.

La varia­zio­ne in aumen­to del­la pre­sta­zio­ne è comun­que con­sen­ti­ta per una quan­ti­tà annua di ore non supe­rio­re al 30% del­la nor­ma­le pre­sta­zio­ne a tem­po par­zia­le.

In caso di varia­zio­ne del­la col­lo­ca­zio­ne tem­po­ra­le del­la pre­sta­zio­ne per effet­to di clau­so­le fles­si­bi­li, per le ore rela­ti­ve sarà rico­no­sciu­ta una mag­gio­ra­zio­ne del 10% con gli stes­si cri­te­ri di com­pu­to pre­vi­sti per la quan­ti­fi­ca­zio­ne del com­pen­so per lavo­ro sup­ple­men­ta­re.

Tenen­do con­to del­la par­ti­co­la­re arti­co­la­zio­ne pro­dut­ti­va del set­to­re, in caso di assun­zio­ni di per­so­na­le a tem­po par­zia­le l’im­pre­sa for­ni­rà tem­pe­sti­va comu­ni­ca­zio­ne alle R.S.U., o in man­can­za, alle Orga­niz­za­zio­ni ter­ri­to­ria­li sin­da­ca­li.

Dichia­ra­zio­ne a ver­ba­le
E’ isti­tui­ta una Com­mis­sio­ne nazio­na­le che indi­vi­dui gli ele­men­ti dis­sua­si­vi da por­re in esse­re, a livel­lo ter­ri­to­ria­le, dei com­por­ta­men­ti elu­si­vi del­la nor­ma­ti­va sul tem­po par­zia­le.


N.d.R.: L’ac­cor­do 19 apri­le 2010 pre­ve­de quan­to segue: Alle­ga­to 5 — Lavo­ro a tem­po par­zia­le

All’art. 78 del vigen­te c.c.n.l. dopo il 9° com­ma è aggiun­to il seguen­te 10° com­ma: “I con­trat­ti a tem­po par­zia­le, ecce­den­ti le per­cen­tua­li sopra ripor­ta­te, impe­di­sco­no il rila­scio del DURC all’im­pre­sa richie­den­te a decor­re­re dal­la data del­la deli­be­ra del­la CNCE di rece­pi­men­to che obbli­ga l’a­do­zio­ne di tale cri­te­rio da par­te di tut­te le Cas­se edi­li par­te­ci­pan­ti al siste­ma del­la CNCE stes­sa.”