Agli ope­rai che lavo­ra­no nel­le con­di­zio­ni di disa­gio in appres­so elen­ca­te van­no cor­ri­spo­ste, in aggiun­ta alla retri­bu­zio­ne, le inden­ni­tà per­cen­tua­li sot­toin­di­ca­te da com­pu­tar­si sugli ele­men­ti del­la retri­bu­zio­ne di cui al pun­to 3 dell’art. 24 e, per gli ope­rai lavo­ran­ti a cot­ti­mo, anche sul mini­mo con­trat­tua­le di cot­ti­mo:

Gruppo A) Lavori vari

Tab. uni­ca nazio­na­leSitua­zio­ni extra

1) Lavo­ri ese­gui­ti sot­to la piog­gia o neve quan­do le lavo­ra­zio­ni con­ti­nui­no oltre la pri­ma mezz’ora (com­pre­sa la pri­ma mezz’ora)

 

4

 

5

2) Lavo­ri ese­gui­ti con mar­tel­li pneu­ma­ti­ci demo­li­to­ri non mon­ta­ti su sup­por­ti (limi­ta­ta­men­te agli ope­rai addet­ti alla mano­vra dei mar­tel­li) 

5

 

5

3) Lavo­ri di pali­fi­ca­zio­ne o tri­vel­la­zio­ne limi­ta­ta­men­te agli ope­rai addet­ti o nor­mal­men­te sot­to­po­sti a get­ti d’acqua o fan­go

 

5

 

12

4) Sgom­be­ro del­la neve o del ghiac­cio nei lavo­ri per arma­men­to fer­ro­via­rio 

8

 

15

5) Lavo­ri su pon­ti a castel­lo instal­la­ti su natan­ti, con o sen­za moto­re, in mare, lago o fiu­me 

8

 

15

6) Lavo­ri di sca­vo in cimi­te­ri in con­tat­to di tom­be817

7) Lavo­ri di puli­zia degli stam­pi metal­li­ci negli sta­bi­li­men­ti di pre­fab­bri­ca­zio­ne, quan­do l’elevata tem­pe­ra­tu­ra negli  stam­pi stes­si, per il riscal­da­men­to pro­dot­to elet­tri­ca­men­te, con vapo­re o con altri ana­lo­ghi mez­zi, crei per gli ope­rai addet­ti­vi con­di­zio­ni di effet­ti­vo disa­gio

1010

8) Lavo­ri ese­gui­ti negli sta­bi­li­men­ti di pre­fab­bri­ca­zio­ne, con l’impiego di aria com­pres­sa oppu­re con l’impiego di sostan­ze noci­ve per la lubri­fi­ca­zio­ne di stam­pi por­ta­ti ad ele­va­ta tem­pe­ra­tu­ra con con­se­guen­te nebu­liz­za­zio­ne dei pro­dot­ti impie­ga­ti tale da deter­mi­na­re per gli ope­rai addet­ti­vi con­di­zio­ni di effet­ti­vo disa­gio

10 10

9) Lavo­ri ese­gui­ti in sta­bi­li­men­ti che pro­du­co­no od impie­ga­no sostan­ze noci­ve, oppu­re in con­di­zio­ni di ele­va­ta tem­pe­ra­tu­ra od in altre con­di­zio­ni di disa­gio, limi­ta­ta­men­te agli ope­rai edi­li che lavo­ra­no nel­le stes­se con­di­zio­ni di luo­go e di ambien­te degli ope­rai degli sta­bi­li­men­ti stes­si, cui spet­ti, a tale tito­lo, uno spe­cia­le trat­ta­men­to. La stes­sa inden­ni­tà spet­ta infi­ne per i lavo­ri edi­li che, in sta­bi­li­men­ti indu­stria­li che pro­du­co­no o impie­ga­no sostan­ze noci­ve, sono ese­gui­ti in loca­li nei qua­li non è richie­sta nor­mal­men­te la pre­sen­za degli ope­rai degli sta­bi­li­men­ti stes­si e nei qua­li si riscon­tra­no obiet­ti­ve con­di­zio­ni di noci­vi­tà

 

 

 11

 

17

10)   Lavo­ri  su  pon­ti mobi­li  a  sospen­sio­ne (bilan­ci­ni,  caval­lo   o  comun­que in sospen­sio­ne)

1220
 11) Lavo­ri di sca­vo a sezio­ne obbli­ga­ta e ristret­ta a pro­fon­di­tà supe­rio­re ai m 3,50 e qua­lo­ra essi pre­sen­ti­no con­di­zio­ni di effet­ti­vo disa­gi1320
12) Costru­zio­ne di pia­ni incli­na­ti con pen­den­za del 60% ed oltre1322
13) Lavo­ri di demo­li­zio­ne di strut­tu­re peri­co­lan­ti 1623
14) Lavo­ri in acqua (per lavo­ri in acqua deb­bo­no inten­der­si quel­li nei qua­li, mal­gra­do i mez­zi pro­tet­ti­vi dispo­sti dall’impresa,  l’operaio è costret­to a lavo­ra­re  con i  pie­di immer­si den­tro l’acqua o mel­ma di altez­za supe­rio­re a cm 12)1628
15) Lavo­ri su sca­le aeree tipo Por­ta1735
16) Costru­zio­ne di cami­ni in mura­tu­ra sen­za l’impiego di pon­teg­gi ester­ni con lavo­ra­zio­ne di sopra­ma­no, a par­ti­re dall’altezza di m 6 dal pia­no ter­ra, se iso­la­to o dal pia­no supe­rio­re del basa­men­to, ove esi­sta, o dal tet­to del fab­bri­ca­to se il cami­no è incor­po­ra­to nel fab­bri­ca­to stes­so1735
17) Costru­zio­ne di poz­zi a pro­fon­di­tà da 3,50 a 10 m1935
18) Lavo­ri per fogna­tu­re nuo­ve in gal­le­ria1935
19) Spur­go di poz­zi bian­chi pre­e­si­sten­ti con pro­fon­di­tà supe­rio­re a m 32035
20) Lavo­ri di ripa­ra­zio­ne e spur­go di fogna­tu­re pre­e­si­sten­ti2140
21) Costru­zio­ne di poz­zi a pro­fon­di­tà oltre i 10 m2240
22) Lavo­ri in poz­zi neri pre­e­si­sten­ti2755

In situa­zio­ne extra si tro­va­no le seguen­ti pro­vin­ce:

– Bolo­gna, Fer­ra­ra, Geno­va, La Spe­zia, Lec­ce, Mode­na, Par­ma, Pia­cen­za, Raven­na e Savo­na.

Le per­cen­tua­li pre­vi­ste per le sud­det­te situa­zio­ni extra resta­no in vigo­re fino a nuo­ve deter­mi­na­zio­ni del­le Orga­niz­za­zio­ni ter­ri­to­ria­li pro­vin­cia­li di cui al pre­ce­den­te com­ma.

Nel caso di ese­cu­zio­ne di get­ti di cal­ce­struz­zo pla­sti­co, all’operaio che sia costret­to a lavo­ra­re con i pie­di den­tro il get­to, l’impresa deve for­ni­re gli zoc­co­li o gli sti­va­li di gom­ma.

Gruppo B) Lavori in galleria

Al per­so­na­le addet­to a lavo­ri in gal­le­ria è dovu­ta, in aggiun­ta alla retri­bu­zio­ne, un’indennità la cui misu­ra per­cen­tua­le è deter­mi­na­ta dal­le Orga­niz­za­zio­ni ter­ri­to­ria­li, per la cir­co­scri­zio­ne di pro­pria com­pe­ten­za, entro i valo­ri mas­si­mi sot­to indi­ca­ti:

  1. per il per­so­na­le addet­to al fron­te di per­fo­ra­zio­ne, di avan­za­men­to o di allar­ga­men­to, com­pre­so il per­so­na­le addet­to al cari­co del mate­ria­le; ai lavo­ri di ripa­ra­zio­ne straor­di­na­ria in con­di­zio­ni di dif­fi­col­tà e di disa­gio: 46;
  2. per il per­so­na­le addet­to ai lavo­ri di rive­sti­men­to, di into­na­co o di rifi­ni­tu­ra di ope­re mura­rie; ai lavo­ri per ope­re sus­si­dia­rie; al cari­co ed ai tra­spor­ti nell’interno del­le gal­le­rie anche duran­te la per­fo­ra­zio­ne, l’avanzamento e la siste­ma­zio­ne;  per il per­so­na­le addet­to  ai lavo­ri di con­so­li­da­men­to e/o imper­mea­bi­liz­za­zio­ne dei ter­re­ni in  fase di costru­zio­ne di gal­le­rie: 26;
  3. per il per­so­na­le addet­to alla ripa­ra­zio­ne o manu­ten­zio­ne ordi­na­ria del­le gal­le­rie e degli impian­ti nei trat­ti o nel­le gal­le­rie ulti­ma­te, com­pre­si i lavo­ri di arma­men­to del­le linee fer­ro­via­rie; per il per­so­na­le addet­to ai lavo­ri di ristrut­tu­ra­zio­ne o ripri­sti­no con­ser­va­ti­vo di pre­e­si­sten­ti gal­le­rie median­te con­so­li­da­men­ti, dre­nag­gi e simi­li: 18.

Fino a nuo­ve deter­mi­na­zio­ni del­le Orga­niz­za­zio­ni ter­ri­to­ria­li a nor­ma del com­ma pre­ce­den­te, resta­no in vigo­re le inden­ni­tà per­cen­tua­li pre­vi­ste per le sin­go­le cir­co­scri­zio­ni dal c.c.n.l. 3 dicem­bre 1969.

Nel caso in cui i lavo­ri in gal­le­ria si svol­ga­no in con­di­zio­ni di ecce­zio­na­le disa­gio (pre­sen­za di for­ti get­ti d’acqua sot­to pres­sio­ne che inve­sta­no gli ope­rai addet­ti ai lavo­ri stes­si; gal­le­rie o poz­zi attac­ca­ti dal bas­so in alto con pen­den­za supe­rio­re al 60%; gal­le­rie di sezio­ne par­ti­co­lar­men­te ristret­ta o con fron­te di avan­za­men­to distan­te oltre un chi­lo­me­tro dall’imbocco), le par­ti diret­ta­men­te inte­res­sa­te pos­so­no pro­muo­ve­re la deter­mi­na­zio­ne, da par­te del­le Orga­niz­za­zio­ni ter­ri­to­ria­li com­pe­ten­ti, di un’ulteriore inden­ni­tà non supe­rio­re al  20%.

Qua­lo­ra vi sia con­cor­ren­za di con­di­zio­ni di disa­gio fra quel­le sopra pre­vi­ste, oppu­re il fron­te di avan­za­men­to supe­ri i cin­que chi­lo­me­tri dall’imbocco, la misu­ra del­la pre­det­ta inden­ni­tà può esse­re ele­va­ta fino al 30%.

Nel caso di gal­le­rie che si esten­da­no in più cir­co­scri­zio­ni ter­ri­to­ria­li con dif­fe­ren­ti per­cen­tua­li dell’indennità di cui al 1° com­ma, le par­ti diret­ta­men­te inte­res­sa­te pos­so­no pro­muo­ve­re la deter­mi­na­zio­ne, da par­te del­le Orga­niz­za­zio­ni ter­ri­to­ria­li com­pe­ten­ti, di misu­re per­cen­tua­li sul­la base di cri­te­ri pon­de­ra­li rite­nu­ti dal­le Orga­niz­za­zio­ni mede­si­me appro­pria­ti al caso di spe­cie.

Gruppo C) Lavori in cassoni ad aria compressa

Le inden­ni­tà per­cen­tua­li da cor­ri­spon­der­si, in aggiun­ta alla retri­bu­zio­ne, al per­so­na­le addet­to ai lavo­ri in cas­so­ni ad aria com­pres­sa sono quel­le di cui alla seguen­te tabel­la:

  1. da 0 a 10 metri: 54;
  2. da oltre 10 a 16 metri: 72;
  3. da oltre 16 a 22 metri: 120;
  4. oltre 22 metri: 180.

Agli effet­ti dell’indennità da cor­ri­spon­de­re, la pres­sio­ne indi­ca­ta in atmo­sfe­re dal mano­me­tro appli­ca­to sui cas­so­ni si con­si­de­ra equi­va­len­te a quel­la sopra espres­sa in metri anche quan­do la pres­sio­ne indi­ca­ta dal mano­me­tro dif­fe­ri­sca, in più o meno, sino al 15%, da quel­la cor­ri­spon­den­te all’altezza del­la colon­na d’acqua (ugua­le alla quo­ta del taglien­te) in metri.

Gruppo D) Lavori marittimi

Per­so­na­le imbar­ca­to su natan­ti con o sen­za moto­re – Al per­so­na­le imbar­ca­to su natan­ti con o sen­za moto­re che esco­no fuo­ri dal por­to van­no cor­ri­spo­ste, per rischio mine, lavo­ri fuo­ri por­to e tra­sfe­ri­men­to natan­ti, le inden­ni­tà già sta­bi­li­te nei con­trat­ti regio­na­li o pro­vin­cia­li, sul­la base di situa­zio­ni di fat­to loca­li.

Lavo­ri sot­to acqua: palom­ba­ri – Inden­ni­tà del 100% da cal­co­lar­si sugli ele­men­ti del­la retri­bu­zio­ne di cui al pun­to 3 dell’art. 24 e da cor­ri­spon­de­re per l’intera gior­na­ta qua­lo­ra la dura­ta com­ples­si­va del­le immer­sio­ni non sia infe­rio­re ad un’ora e mez­za.

Lo stes­so  trat­ta­men­to sarà cor­ri­spo­sto qua­lo­ra  le  immer­sio­ni, anche di minor  dura­ta com­ples­si­va,  sia­no distri­bui­te nel cor­so del­la gior­na­ta.

Nel caso di una sola immer­sio­ne di dura­ta infe­rio­re ad un’ora e mez­za, il trat­ta­men­to di cui sopra sarà cor­ri­spo­sto nel­la misu­ra di mez­za gior­na­ta, pari a quat­tro ore.

Resta­no fer­me le con­di­zio­ni di miglior favo­re in atto.

* * *

Le per­cen­tua­li di cui al pre­sen­te arti­co­lo – ecce­zio­ne fat­ta per quel­la rela­ti­va alla piog­gia o neve – non sono cumu­la­bi­li e, cioè, la mag­gio­re assor­be la mino­re e van­no cor­ri­spo­ste, nono­stan­te i mez­zi pro­tet­ti­vi for­ni­ti dall’impresa, ove neces­sa­rio, sol­tan­to per il tem­po di effet­ti­va pre­sta­zio­ne d’opera nei casi e nel­le con­di­zio­ni pre­vi­ste dal pre­sen­te arti­co­lo.

* * *

Nel caso in cui sia­no rav­vi­sa­te con­di­zio­ni di disa­gio non con­si­de­ra­te nel pre­sen­te arti­co­lo, la que­stio­ne sarà segna­la­ta alle Orga­niz­za­zio­ni ter­ri­to­ria­li per il defe­ri­men­to alle Asso­cia­zio­ni nazio­na­li con­traen­ti che deci­de­ran­no sul­la even­tua­le inte­gra­zio­ne del­la disci­pli­na nazio­na­le.

Sal­vo impe­di­men­ti, le Asso­cia­zio­ni nazio­na­li si riu­ni­ran­no entro 15 gior­ni dal­la segna­la­zio­ne, con l’eventuale par­te­ci­pa­zio­ne del­le Orga­niz­za­zio­ni ter­ri­to­ria­li segna­lan­ti.

Qua­lo­ra le Asso­cia­zio­ni nazio­na­li con­cor­di­no che le con­di­zio­ni di disa­gio sus­si­sta­no limi­ta­ta­men­te alle spe­ci­fi­che situa­zio­ni loca­li segna­la­te, esse deman­de­ran­no la que­stio­ne alle Orga­niz­za­zio­ni ter­ri­to­ria­li com­pe­ten­ti, per la deter­mi­na­zio­ne di un’indennità nel­la misu­ra mas­si­ma del 20% da com­pu­tar­si sugli ele­men­ti del­la retri­bu­zio­ne di cui al pun­to 3 dell’art. 24.

L’indennità di cui al com­ma pre­ce­den­te sarà cor­ri­spo­sta agli ope­rai per i qua­li sus­si­sto­no le con­di­zio­ni di disa­gio rico­no­sciu­te, per tut­te le ore di lavo­ro effet­ti­va­men­te pre­sta­te.