Per le inden­ni­tà even­tual­men­te dovu­te agli ope­rai che ese­guo­no lavo­ri in alta mon­ta­gna e per quan­to si rife­ri­sce al vit­to ed all’alloggio, tenu­to con­to del­le esi­gen­ze igie­ni­che poste a tute­la del­la salu­te degli ope­rai, si fa rife­ri­men­to alle situa­zio­ni in atto, local­men­te con­cor­da­te dal­le com­pe­ten­ti Orga­niz­za­zio­ni ter­ri­to­ria­li in appli­ca­zio­ne dei pre­ce­den­ti con­trat­ti col­let­ti­vi nazio­na­li di lavo­ro.

Le stes­se Orga­niz­za­zio­ni potran­no peral­tro rive­de­re la misu­ra del­le inden­ni­tà di cui sopra.

Resta­no con­fer­ma­te le inden­ni­tà dovu­te agli ope­rai per lavo­ri ese­gui­ti in zona mala­ri­ca. Tali inden­ni­tà spet­ta­no sol­tan­to agli ope­rai che da loca­li­tà non mala­ri­che ven­go­no desti­na­ti o tra­sfe­ri­ti in zona rico­no­sciu­ta mala­ri­ca. Con­si­de­ra­te le par­ti­co­la­ri carat­te­ri­sti­che dell’industria edi­le, le inden­ni­tà di cui al 3° com­ma del pre­sen­te arti­co­lo sono dovu­te anche agli ope­rai che, a segui­to di licen­zia­men­to, ven­go­no assun­ti diret­ta­men­te ed imme­dia­ta­men­te da altra impre­sa sul posto. Tali inden­ni­tà ver­ran­no con­ser­va­te in caso di suc­ces­si­vo tra­sfe­ri­men­to in altra zona rico­no­sciu­ta anche essa come mala­ri­ca.

Le loca­li­tà da con­si­de­rar­si zone mala­ri­che sono quel­le dove le com­pe­ten­ti auto­ri­tà sani­ta­rie appli­ca­no le dispo­si­zio­ni di leg­ge sul­la pre­ven­zio­ne dell’endemia mala­ri­ca.