In caso di malat­tia, l’operaio non in pro­va ha dirit­to alla con­ser­va­zio­ne del posto per un perio­do di nove mesi con­se­cu­ti­vi (pari a 270 gior­ni di calen­da­rio), sen­za inter­ru­zio­ne dell’anzianità. L’operaio con un’anzianità supe­rio­re a tre anni e mez­zo ha dirit­to alla con­ser­va­zio­ne del posto per un perio­do di dodi­ci mesi con­se­cu­ti­vi (pari a 365 gior­ni di calen­da­rio), sen­za inter­ru­zio­ne dell’anzianità. Nel caso di più malat­tie o rica­du­te nel­la stes­sa malat­tia, l’operaio ha dirit­to alla con­ser­va­zio­ne del posto per un perio­do mas­si­mo com­ples­si­vo di nove mesi nell’arco di 20 mesi con­se­cu­ti­vi. L’operaio con un’anzianità supe­rio­re a tre anni e mez­zo ha dirit­to alla con­ser­va­zio­ne del posto per un perio­do mas­si­mo com­ples­si­vo di 12 mesi nell’arco di 24 mesi con­se­cu­ti­vi.

Tra­scor­so tale perio­do, ove l’impresa licen­zi l’operaio, o la malat­tia, debi­ta­men­te accer­ta­ta, non gli con­sen­ta la ripre­sa del lavo­ro, l’operaio ha dirit­to alla inden­ni­tà sosti­tu­ti­va del pre­av­vi­so e al trat­ta­men­to eco­no­mi­co di cui all’art. 33. Ove l’impresa non pro­ce­da al licen­zia­men­to, il rap­por­to rima­ne sospe­so, sal­va la decor­ren­za dell’anzianità agli effet­ti del pre­av­vi­so.

L’operaio che cada amma­la­to in perio­do di pre­av­vi­so, ha dirit­to, oltre al trat­ta­men­to eco­no­mi­co a nor­ma dell’art.  33, alla con­ser­va­zio­ne del posto fino alla sca­den­za del pre­av­vi­so stes­so.

Per il trat­ta­men­to eco­no­mi­co dovu­to in caso di malat­tia dagli Isti­tu­ti assi­cu­ra­to­ri, si fa rife­ri­men­to alle nor­me gene­ra­li riguar­dan­ti l’assistenza di malat­tia agli ope­rai dell’industria.

Duran­te l’assenza di lavo­ro per malat­tia l’impresa, entro i limi­ti del­la con­ser­va­zio­ne del posto di cui al pre­sen­te arti­co­lo, è tenu­ta ad ero­ga­re men­sil­men­te all’operaio e all’apprendista non in pro­va un trat­ta­men­to eco­no­mi­co gior­na­lie­ro pari all’importo che risul­ta mol­ti­pli­can­do le quo­te ora­rie sot­toin­di­ca­te del­la retri­bu­zio­ne costi­tui­ta dal mini­mo di paga base, dall’Elemento eco­no­mi­co ter­ri­to­ria­le, dal­la inden­ni­tà ter­ri­to­ria­le di set­to­re e dall’ex inden­ni­tà di con­tin­gen­za, per il nume­ro di ore cor­ri­spon­den­te alla divi­sio­ne per sei dell’orario con­trat­tua­le set­ti­ma­na­le in vigo­re nel­la cir­co­scri­zio­ne duran­te l’assenza per malat­tia.

Per le malat­tie sor­te dal 1° giu­gno 2008, le quo­te ora­rie di cui al com­ma pre­ce­den­te sono cal­co­la­te appli­can­do alla retri­bu­zio­ne ora­ria come sopra spe­ci­fi­ca­ta i coef­fi­cien­ti seguen­ti:

  1. per il 1°, 2° e 3° gior­no nel caso la malat­tia supe­ri 6 gior­ni: 0,5495;
  2. per il 1°, 2° e 3° gior­no nel caso la malat­tia supe­ri 12 gior­ni: 1,0495;
  3. dal 4° al 20° gior­no, per le gior­na­te inden­niz­za­te dall’INPS: 0,3795;
  4. dal 21° al 180° gior­no, per le gior­na­te inden­niz­za­te dall’INPS: 0,1565;
  5. dal 181° gior­no al com­pi­men­to del 365° gior­no, per le sole gior­na­te non inden­niz­za­te dall’INPS: 0,5495.”. Sono fat­te sal­ve le con­di­zio­ni di miglior favo­re, con­si­de­ra­te nel loro com­ples­so, in atto nel­le sin­go­le cir­co­scri­zio­ni alla data del 22 luglio 1979.

Per gli ope­rai addet­ti ai lavo­ri discon­ti­nui o di sem­pli­ce atte­sa o custo­dia per i qua­li val­go­no i mini­mi di paga base ora­ria di cui alle lett. b) e c) del­la tabel­la Alle­ga­to A al pre­sen­te con­trat­to, le quo­te ora­rie di cui al 5° com­ma sono cal­co­la­te appli­can­do alla retri­bu­zio­ne ora­ria, gli stes­si coef­fi­cien­ti indi­vi­dua­ti nel 6° com­ma.

Il trat­ta­men­to eco­no­mi­co gior­na­lie­ro come sopra deter­mi­na­to è cor­ri­spo­sto dall’impresa all’operaio per sei gior­ni  la set­ti­ma­na esclu­se le festi­vi­tà.

In caso di rica­du­ta nel­la stes­sa malat­tia o altra con­se­guen­zia­le come tale rico­no­sciu­ta dall’INPS, vale ai fini dei coef­fi­cien­ti da appli­ca­re la nor­ma­ti­va dell’INPS mede­si­mo.

In caso di con­trat­to di lavo­ro a tem­po par­zia­le, il trat­ta­men­to eco­no­mi­co gior­na­lie­ro di malat­tia si ottie­ne mol­ti­pli­can­do le quo­te ora­rie di cui al 6° com­ma per il nume­ro del­le ore di lavo­ro gior­na­lie­ro risul­tan­ti dal­la divi­sio­ne per sei dell’orario set­ti­ma­na­le con­ve­nu­to.

In caso di assen­za ingiu­sti­fi­ca­ta dell’operaio – sog­get­ta ai prov­ve­di­men­ti disci­pli­na­ri di cui all’art. 99 – nel mese di calen­da­rio pre­ce­den­te l’inizio del­la malat­tia il trat­ta­men­to dovu­to dall’impresa all’operaio a nor­ma del­la pre­sen­te rego­la­men­ta­zio­ne è ridot­to di 1/173 per ogni ora di assen­za ingiu­sti­fi­ca­ta. Per gli ope­rai di cui al 9° com­ma il trat­ta­men­to dovu­to dall’impresa è ridot­to di 1/208, per ogni ora di assen­za ingiu­sti­fi­ca­ta.

Duran­te l’assenza dal lavo­ro per malat­tia l’impresa entro i limi­ti del­la con­ser­va­zio­ne del posto di cui al 1° e 3° com­ma, è tenu­ta ad accan­to­na­re pres­so la Cas­sa edi­le la per­cen­tua­le di cui all’art. 18 nel­la misu­ra del 18,5% lor­do, sal­vo l’ipotesi di cui all’11° com­ma del­lo stes­so arti­co­lo.

Per i gior­ni di caren­za in caso di assen­za per malat­tia di dura­ta non supe­rio­re a 6 gior­ni la per­cen­tua­le per i ripo­si annui del 4,95% di cui all’art. 5, è ero­ga­ta per inte­ro diret­ta­men­te dall’impresa all’operaio.

Per i casi di Tbc, fer­mo restan­do quan­to pre­vi­sto dal 14° com­ma del pre­sen­te arti­co­lo, si fa rife­ri­men­to alle vigen­ti dispo­si­zio­ni di leg­ge.

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 Dichia­ra­zio­ne a ver­ba­le

Le par­ti si dan­no atto che – come risul­ta anche dai cri­te­ri di cal­co­lo alle­ga­ti all’accordo nazio­na­le del 22 novem­bre 1988 – la quo­ta di gra­ti­fi­ca nata­li­zia matu­ra­ta dal lavo­ra­to­re in malat­tia è a cari­co dell’impresa esclu­si­va­men­te ad inte­gra­zio­ne del­la par­te di tale quo­ta inden­niz­za­ta in for­za di dispo­si­zio­ni legi­sla­ti­ve.