Sono isti­tui­ti a favo­re degli ope­rai par­ti­co­la­ri bene­fi­ci con­nes­si all’anzianità pro­fes­sio­na­le edi­le.

Le con­di­zio­ni,  i ter­mi­ni e le moda­li­tà per la matu­ra­zio­ne e l’erogazione (a decor­re­re dal­la pre­sta­zio­ne di mag­gio 2016) di tali bene­fi­ci sono pre­vi­sti nel­la rego­la­men­ta­zio­ne di cui ai suc­ces­si­vi com­mi, che diver­ran­no par­te inte­gran­te del pre­sen­te con­trat­to.

 Il con­tri­bu­to è com­pu­ta­to sugli ele­men­ti del­la retri­bu­zio­ne di cui al pun­to 3) dell’art. 24 per tut­te le ore di lavo­ro ordi­na­rio effet­ti­va­men­te pre­sta­te, non­ché sul trat­ta­men­to eco­no­mi­co per le festi­vi­tà di cui all’art. 17.

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A decor­re­re dal 1 otto­bre 2014, è isti­tui­to il Fon­do nazio­na­le anzia­ni­tà pro­fes­sio­na­le edi­le (FNAPE) che ope­re­rà secon­do le moda­li­tà indi­ca­te nell’ alle­ga­to A ai pre­sen­ti arti­co­li.

La pre­sta­zio­ne APE rela­ti­va al mag­gio 2015 ver­rà ero­ga­ta dal­le Cas­se Edi­li in base alla rego­la­men­ta­zio­ne di cui all’art. 29 e all’allegato C del ceni 19 apri­le 2010.

 Le par­ti con­cor­da­no di costi­tui­re entro il 15 set­tem­bre 2014, una Com­mis­sio­ne pari­te­ti­ca che, entro il mese di otto­bre 2014 for­mu­li alle par­ti socia­li nazio­na­li una spe­ci­fi­ca rego­la­men­ta­zio­ne che con­ter­rà neces­sa­ria­men­te i seguen­ti cri­te­ri:

  •  le riser­ve APE riman­go­no al ter­ri­to­rio e saran­no uti­liz­za­te esclu­si­va­men­te ai fini APE;
  • le riser­ve affe­ren­ti altri isti­tu­ti, potran­no esse­re uti­liz­za­te ai fini APE;
  • i ver­sa­men­ti al FNAPE saran­no effet­tua­ti dal­le Cas­se Edi­li con caden­za tri­me­stra­le;
  • i dati APE ven­go­no esa­mi­na­ti e gesti­ti diret­ta­men­te dal FNAPE;

 rima­ne inal­te­ra­to l’attuale mec­ca­ni­smo per il rag­giun­gi­men­to del­le ore per la matu­ra­zio­ne del requi­si­to per ave­re dirit­to alla pre­sta­zio­ne APE.

La rego­la­men­ta­zio­ne dovrà anche indi­ca­re che agli ope­rai che han­no rag­giun­to la  2, 4, 5, 6 e 8  ero­ga­zio­ne, nell’anno suc­ces­si­vo, la pre­sta­zio­ne sarà cal­co­la­ta sul­la base degli impor­ti già per­ce­pi­ti. Nell’anno suc­ces­si­vo a tale “con­ge­la­men­to”, gli stes­si ope­rai avran­no la pre­sta­zio­ne APE cal­co­la­ta nor­mal­men­te sugli impor­ti pre­vi­sti per la fascia “suc­ces­si­va”;

le impre­se che nel­la denun­cia men­si­le dichia­ri­no un nume­ro di ore uti­li ai fini APE infe­rio­re a 100, dovran­no effet­tua­re una “inte­gra­zio­ne aggiun­ti­va APE”.

Alla Com­mis­sio­ne è altre­sì asse­gna­to il com­pi­to di moni­to­ra­re l’andamento del FNAPE anche ai fini dell’individuazione di un con­tri­bu­to APE uni­co e di for­mu­la­re alle par­ti socia­li nazio­na­li ipo­te­si di even­tua­li cor­ret­ti­vi alla rego­la­men­ta­zio­ne di cui sopra.

Con­si­de­ra­ta la fase spe­ri­men­ta­le del nuo­vo Isti­tu­to, le par­ti socia­li sot­to­scrit­te, nei casi in cui dall’analisi dell’andamento APE emer­ga una situa­zio­ne di ecce­den­za o di caren­za nel­le entra­te, si impe­gna­no ad apri­re un tavo­lo di con­fron­to al fine di indi­vi­dua­re, entro gen­na­io di cia­scun anno, i con­se­guen­ti cor­ret­ti­vi, in rela­zio­ne alle esi­gen­ze del­la gestio­ne con l’obiettivo di coniu­ga­re il dirit­to al vin­co­lo di soste­ni­bi­li­tà eco­no­mi­ca.

Alla coper­tu­ra degli one­ri deri­van­ti dal­la  disci­pli­na dell’anzianità pro­fes­sio­na­le edi­le si prov­ve­de con un con­tri­bu­to, a cari­co dei dato­ri di lavo­ro, nel­la misu­ra sta­bi­li­ta dal­le par­ti socia­li nazio­na­li, per cia­scu­na cir­co­scri­zio­ne ter­ri­to­ria­le dall’allegato A ai pre­sen­ti arti­co­li.