Il licen­zia­men­to o le dimis­sio­ni, non deter­mi­na­ti da giu­sta cau­sa, dell’operaio che abbia supe­ra­to il perio­do di pro­va pos­so­no aver luo­go in qua­lun­que gior­no con un pre­av­vi­so che, in con­si­de­ra­zio­ne del­le par­ti­co­la­ri carat­te­ri­sti­che dell’industria edi­li­zia, è sta­bi­li­to in una set­ti­ma­na, per gli ope­rai con anzia­ni­tà inin­ter­rot­ta fino a tre anni, e in gior­ni die­ci di calen­da­rio, per gli ope­rai con anzia­ni­tà inin­ter­rot­ta di oltre tre anni.

In man­can­za di pre­av­vi­so, il rece­den­te è tenu­to a ver­sa­re all’altra par­te una inden­ni­tà cal­co­la­ta ai sen­si dell’art. 2118 del codi­ce civi­le, equi­va­len­te all’importo del­la retri­bu­zio­ne che sareb­be spet­ta­ta per il perio­do di pre­av­vi­so. Per gli ope­rai retri­bui­ti a cot­ti­mo deve esse­re com­pu­ta­to anche l’utile medio di cot­ti­mo rea­liz­za­to nel­le ulti­me due quin­di­ci­ne o quat­tro set­ti­ma­ne.

Tan­to il licen­zia­men­to quan­to le dimis­sio­ni devo­no esse­re comu­ni­ca­ti per iscrit­to.

Le dimis­sio­ni del lavo­ra­to­re dovran­no esse­re effet­tua­te secon­do quan­to pre­vi­sto dal­la legi­sla­zio­ne vigen­te. Nei casi in cui il lavo­ra­to­re rece­da dal rap­por­to di lavo­ro in modo infor­ma­le e non sia rin­trac­cia­bi­le ovve­ro appo­si­ta­men­te con­vo­ca­to dal dato­re di lavo­ro per iscrit­to non si pre­sen­ti sul posto di lavo­ro, decor­si 5 gior­ni di assen­za, tale com­por­ta­men­to potrà esse­re valu­ta­to dal dato­re di lavo­ro come volon­tà di dimet­ter­si.

Da tale data decor­re­rà l’ulteriore ter­mi­ne di 5 gior­ni pre­vi­sto per leg­ge entro il qua­le il dato­re di lavo­ro è tenu­to ad effet­tua­re la comu­ni­ca­zio­ne obbli­ga­to­ria di ces­sa­zio­ne del rap­por­to di lavo­ro alle com­pe­ten­ti auto­ri­tà ammi­ni­stra­ti­ve.