In caso di mor­te dell’operaio, il trat­ta­men­to eco­no­mi­co di cui all’art. 33 e l’indennità sosti­tu­ti­va del pre­av­vi­so devo­no esse­re cor­ri­spo­ste, a nor­ma dell’art. 2122 del codi­ce civi­le, al coniu­ge, ai figli e, se vive­va­no a cari­co dell’operaio, ai paren­ti entro il ter­zo gra­do ed agli affi­ni entro il secon­do gra­do.

La ripar­ti­zio­ne del­le inden­ni­tà, se non vi è accor­do fra gli aven­ti dirit­to, deve far­si secon­do il biso­gno di cia­scu­no.

E’ nul­lo ogni pat­to ante­rio­re alla mor­te dell’operaio cir­ca l’attribuzione e la ripar­ti­zio­ne del­la inden­ni­tà.