In con­si­de­ra­zio­ne del­le par­ti­co­la­ri carat­te­ri­sti­che dell’industria edi­li­zia e del­la pos­si­bi­li­tà che al ter­mi­ne del­le ope­re l’organizzazione del can­tie­re ven­ga a smo­bi­li­tar­si com­ple­ta­men­te, qual­sia­si recla­mo sul sala­rio e qua­lun­que richie­sta ine­ren­te al rap­por­to di lavo­ro deb­bo­no esse­re pre­sen­ta­ti dall’operaio, sot­to pena di deca­den­za, entro sei mesi dal­la ces­sa­zio­ne del rap­por­to di lavo­ro dell’operaio stes­so.

Resta fer­mo comun­que il dispo­sto dell’art. 2113 del codi­ce civi­le, come modi­fi­ca­to dal­la leg­ge 11 ago­sto 1973, n. 533.

In ogni caso le som­me matu­ra­te a tito­lo di trat­ta­men­to di fine rap­por­to non sono sog­get­te ai ter­mi­ni di deca­den­za pre­vi­sti dal pre­sen­te arti­co­lo.