1. Per l’orario di lavo­ro val­go­no le nor­me di leg­ge con le ecce­zio­ni e le dero­ghe rela­ti­ve.

L’orario nor­ma­le con­trat­tua­le di lavo­ro è di 40 ore set­ti­ma­na­li di media annua con un mas­si­mo, in ogni caso, di 10 ore gior­na­lie­re, in base all’art. 3 del D.Lgs. n. 66/2003.

Gli ora­ri di lavo­ro da vale­re nel­le varie loca­li­tà sono quel­li fis­sa­ti dai con­trat­ti inte­gra­ti­vi del pre­ce­den­te con­trat­to nazio­na­le di lavo­ro, sal­ve le deter­mi­na­zio­ni che potran­no esse­re assun­te a nor­ma dell’art. 38 in ordi­ne alla ripar­ti­zio­ne dell’orario nor­ma­le nei vari mesi dell’anno.

Il pro­lun­ga­men­to dell’orario ordi­na­rio di lavo­ro, oltre gli ora­ri sta­bi­li­ti nel rispet­to del­la media annua­le, dà al lavo­ra­to­re il dirit­to a per­ce­pi­re le mag­gio­ra­zio­ni retri­bu­ti­ve per lavo­ro straor­di­na­rio di cui all’art. 19 del pre­sen­te con­trat­to.

Ove l’impresa, per obiet­ti­ve esi­gen­ze tec­ni­co-pro­dut­ti­ve da por­ta­re a pre­ven­ti­va cono­scen­za del­le Rap­pre­sen­tan­ze sin­da­ca­li uni­ta­rie ai fini di even­tua­li veri­fi­che, ripar­ti­sca su sei gior­ni l’orario nor­ma­le con­trat­tua­le di lavo­ro, per le ore in tal modo pre­sta­te nel­la gior­na­ta di saba­to è dovu­ta una mag­gio­ra­zio­ne dell’8%, cal­co­la­ta sugli ele­men­ti del­la retri­bu­zio­ne di cui al pun­to 3 dell’art. 24.

Resta sal­vo quan­to pre­vi­sto dall’art. 10 in mate­ria di recu­pe­ri.

Il dato­re di lavo­ro deve espor­re, in modo facil­men­te visi­bi­le ed in luo­go acces­si­bi­le a tut­ti i dipen­den­ti inte­res­sa­ti, l’orario di lavo­ro con l’indicazione dell’ora di ini­zio e di ter­mi­ne del lavo­ro del per­so­na­le occu­pa­to, non­ché dell’orario e del­la dura­ta degli inter­val­li di ripo­so duran­te il perio­do di lavo­ro.

Qua­lo­ra l’impresa dispon­ga l’effettuazione di lavo­ro a tur­ni, ne darà comu­ni­ca­zio­ne pre­ven­ti­va alla Rap­pre­sen­tan­za sin­da­ca­le uni­ta­ria, di cui all’art. 103, ai fini di even­tua­li veri­fi­che in ordi­ne alle moda­li­tà appli­ca­ti­ve.

Nel caso di lavo­ro a tur­ni dispo­sto per lun­ghi perio­di, la veri­fi­ca di cui sopra sarà effet­tua­ta con l’intervento del­le rispet­ti­ve Orga­niz­za­zio­ni ter­ri­to­ria­li.

Le per­cen­tua­li di mag­gio­ra­zio­ne del­la retri­bu­zio­ne per lavo­ro a tur­ni sono quel­le pre­vi­ste dall’art. 19 del c.c.n.l. L’operaio deve pre­sta­re l’opera sua nel tur­no sta­bi­li­to; quan­do sia­no sta­bi­li­ti tur­ni rego­la­ri perio­di­ci, gli ope­rai ad essi par­te­ci­pan­ti devo­no esse­re avvi­cen­da­ti allo sco­po di evi­ta­re che le stes­se per­so­ne abbia­no a pre­sta­re la loro ope­ra sem­pre in ore not­tur­ne.

Agli ope­rai che ese­guo­no i lavo­ri pre­pa­ra­to­ri e com­ple­men­ta­ri di cui all’art. 6 del R.D.L. 15 mar­zo 1923, n. 692, van­no cor­ri­spo­ste le mag­gio­ra­zio­ni pre­vi­ste dall’art. 19 del pre­sen­te con­trat­to.

  1. A decor­re­re dal 1° otto­bre 2000 gli ope­rai han­no dirit­to di usu­frui­re di ripo­si annui median­te per­mes­si indi­vi­dua­li per 88 ore.

I per­mes­si indi­vi­dua­li matu­ra­no in misu­ra di un’ora ogni 20 ore di lavo­ro ordi­na­rio effet­ti­va­men­te pre­sta­to.

Per gli ope­rai discon­ti­nui di cui alle lett. a), b) e c) dell’Allegato A, i per­mes­si indi­vi­dua­li di cui sopra matu­ra­no in misu­ra di un’ora ogni 25 ore.

Agli effet­ti di cui sopra si com­pu­ta­no anche le ore di assen­za per malat­tia o infor­tu­nio inden­niz­za­te dagli Isti­tu­ti com­pe­ten­ti non­ché per con­ge­do matri­mo­nia­le.

La per­cen­tua­le per i ripo­si annui pari al 4,95% cal­co­la­ta sugli ele­men­ti del­la retri­bu­zio­ne di cui al pun­to 4 dell’art. 24 è cor­ri­spo­sta alla sca­den­za di cia­scun perio­do di paga diret­ta­men­te dall’impresa al lavo­ra­to­re per tut­te le ore di lavo­ro nor­ma­le con­trat­tua­le di cui agli artt. 5 e 6 effet­ti­va­men­te pre­sta­te e sul trat­ta­men­to eco­no­mi­co del­le festi­vi­tà di cui al pun­to 3 dell’art. 17.

Det­ta per­cen­tua­le va com­pu­ta­ta anche sull’utile effet­ti­vo di cot­ti­mo e sui pre­mi di pro­du­zio­ne o cot­ti­mi impro­pri.

La per­cen­tua­le di cui al pre­sen­te arti­co­lo non va com­pu­ta­ta su:

  • l’eventuale inden­ni­tà per appor­to di attrez­zi di lavo­ro;
  • le quo­te sup­ple­men­ta­ri dell’indennità di caro­pa­ne non con­glo­ba­te nel­la paga base (cioè per lavo­ri pesan­tis­si­mi, per mina­to­ri e bosca­io­li);
  • la retri­bu­zio­ne e la rela­ti­va mag­gio­ra­zio­ne per lavo­ro straor­di­na­rio, sia esso diur­no, not­tur­no o festi­vo;
  • la retri­bu­zio­ne e la mag­gio­ra­zio­ne per lavo­ro nor­ma­le festi­vo;
  • le mag­gio­ra­zio­ni sul­la retri­bu­zio­ne per lavo­ro nor­ma­le o not­tur­no;
  • la dia­ria e le inden­ni­tà di cui all’art. 21;

– i pre­mi ed emo­lu­men­ti simi­la­ri.

 La per­cen­tua­le di cui al pre­sen­te arti­co­lo non va inol­tre com­pu­ta­ta su:

– le inden­ni­tà per lavo­ri spe­cia­li disa­gia­ti, per lavo­ri in alta mon­ta­gna e in zona mala­ri­ca, in quan­to nel­la deter­mi­na­zio­ne del­le misu­re per­cen­tua­li attri­bui­te a cia­scu­na del­le pre­det­te inden­ni­tà è sta­to tenu­to con­to – come già nei pre­ce­den­ti con­trat­ti col­let­ti­vi in rela­zio­ne alle carat­te­ri­sti­che dell’industria edi­le – dell’incidenza per i    tito­li di cui al pre­sen­te arti­co­lo e dell’art. 17.

I per­mes­si saran­no usu­frui­ti a richie­sta dell’operaio, da effet­tuar­si con un pre­av­vi­so di nor­ma di alme­no 3 gior­ni, tenen­do con­to del­le esi­gen­ze di lavo­ro. I per­mes­si matu­ra­ti entro il 31 dicem­bre di cia­scun anno sola­re non pos­so­no esse­re godu­ti oltre il 30 giu­gno dell’anno suc­ces­si­vo.

Nel caso in cui le ore di cui al pun­to B) del pre­sen­te arti­co­lo, 1° com­ma non ven­ga­no in tut­to o in par­te usu­frui­te, il rela­ti­vo trat­ta­men­to eco­no­mi­co è comun­que assol­to dall’impresa median­te la cor­re­spon­sio­ne al lavo­ra­to­re del­la per­cen­tua­le di cui al 5° com­ma.

Agli effet­ti del­la matu­ra­zio­ne dei per­mes­si si com­pu­ta­no anche le ore di assen­za di cui al 4° com­ma, pun­to B) del pre­sen­te arti­co­lo.

La pre­sen­te rego­la­men­ta­zio­ne assor­be quel­la rela­ti­va alle festi­vi­tà sop­pres­se dall’art. 1 del­la leg­ge 5 mar­zo 1977, n. 54, così come modi­fi­ca­to dal D.P.R. 28 dicem­bre 1985, n. 792, sal­va la con­fer­ma del trat­ta­men­to eco­no­mi­co per la festi­vi­tà del 4 novem­bre.

Le ridu­zio­ni di ora­rio di lavo­ro di cui alla pre­sen­te disci­pli­na saran­no assor­bi­te fino a con­cor­ren­za in caso di prov­ve­di­men­ti assun­ti o accor­di inter­ve­nu­ti sul­la stes­sa mate­ria sia in sede euro­pea che in sede nazio­na­le. Sono fat­te sal­ve le pat­tui­zio­ni al livel­lo ter­ri­to­ria­le per la frui­zio­ne in via col­let­ti­va di ripo­si indi­vi­dua­li.