In caso di soste di bre­ve dura­ta a cau­sa di for­za mag­gio­re, nel con­teg­gio del­la retri­bu­zio­ne non si tie­ne con­to del­le soste mede­si­me quan­do que­ste nel loro com­ples­so non supe­ri­no i 30 minu­ti nel­la gior­na­ta.

Nel caso che la sosta o le soste nel loro com­ples­so supe­ri­no i 30 minu­ti nel­la gior­na­ta, qua­lo­ra l’impresa trat­ten­ga l’operaio nel can­tie­re, l’operaio stes­so ha dirit­to alla cor­re­spon­sio­ne del­la retri­bu­zio­ne per tut­te le ore di  pre­sen­za.

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In caso di sosta dovu­ta a cau­se meteo­ro­lo­gi­che l’operaio, a richie­sta del dato­re di lavo­ro, è tenu­to a trat­te­ner­si in can­tie­re per tut­ta la dura­ta del­la sosta.

Per il pre­det­to perio­do di per­ma­nen­za in can­tie­re l’operaio ha dirit­to alle inte­gra­zio­ni sala­ria­li, secon­do le nor­me di leg­ge vigen­ti ed i cri­te­ri pre­vi­sti dal suc­ces­si­vo art. 9.

Qua­lo­ra la sosta o le soste nel loro com­ples­so supe­ri­no le due ore nel­la gior­na­ta, per il perio­do di per­ma­nen­za in can­tie­re, com­pre­se le pri­me due ore, l’impresa è tenu­ta a cor­ri­spon­de­re all’operaio la dif­fe­ren­za tra il trat­ta­men­to di inte­gra­zio­ne sala­ria­le e la retri­bu­zio­ne che avreb­be per­ce­pi­to se aves­se lavo­ra­to.