Nei casi di sospen­sio­ne del lavo­ro o di ridu­zio­ne di ora­rio, le impre­se sono tenu­te a pre­sen­ta­re tem­pe­sti­va doman­da di auto­riz­za­zio­ne alla cor­re­spon­sio­ne del­le inte­gra­zio­ni sala­ria­li.

Nel caso di sospen­sio­ni o ridu­zio­ni di ora­rio deter­mi­na­te da cau­se meteo­ro­lo­gi­che, le impre­se ero­ga­no accon­ti di impor­to cor­ri­spon­den­te alle inte­gra­zio­ni sala­ria­li dovu­te a nor­ma di leg­ge, con­te­stual­men­te alla retri­bu­zio­ne del mese.

Per il sin­go­lo ope­ra­io – sia nel caso di sospen­sio­ni o ridu­zio­ni con­ti­nua­ti­ve, sia per effet­to del cumu­lo di perio­di non con­ti­nua­ti­vi di sospen­sio­ni e ridu­zio­ni – l’acconto di cui sopra non deve com­por­ta­re l’esposizione dell’impresa per un impor­to com­ples­si­vo supe­rio­re a 150 ore di inte­gra­zio­ni non anco­ra auto­riz­za­te dall’INPS. In caso di reie­zio­ne del­la doman­da da par­te del­la com­pe­ten­te Com­mis­sio­ne pro­vin­cia­le o cen­tra­le dell’INPS l’impresa pro­ce­de­rà al con­gua­glio del­le som­me, ero­ga­te a tito­lo d’acconto, sul­le spet­tan­ze dovu­te all’operaio a qual­sia­si tito­lo, fer­mo restan­do il dispo­sto dell’art. 2 del­la leg­ge 6 ago­sto 1975, n. 427.

L’impresa pro­ce­de­rà al con­gua­glio di cui al com­ma pre­ce­den­te anche nel caso in cui inter­ven­ga la riso­lu­zio­ne del rap­por­to di lavo­ro pri­ma dell’autorizzazione dell’INPS.

In caso di sospen­sio­ne di lavo­ro non pre­vi­sta dal­le nor­me di cui al 1° com­ma e che oltre­pas­si le due set­ti­ma­ne, l’operaio ha facol­tà di dimet­ter­si con dirit­to al trat­ta­men­to pre­vi­sto per il caso di licen­zia­men­to, ivi com­pre­sa la cor­re­spon­sio­ne dell’indennità sosti­tu­ti­va del pre­av­vi­so.

In caso di ridu­zio­ne di lavo­ro l’impresa pro­ce­de­rà, com­pa­ti­bil­men­te con le esi­gen­ze tec­ni­che, alla ridu­zio­ne dell’orario e/o alla for­ma­zio­ne di tur­ni, pri­ma di ridur­re il per­so­na­le.

Dichia­ra­zio­ne comu­ne

Fer­mo restan­do l’obbligo di cui al 1° com­ma del pre­sen­te arti­co­lo, le par­ti con­cor­da­no che di nor­ma le impre­se pre­sen­ti­no la doman­da nel­la set­ti­ma­na suc­ces­si­va a quel­la in cui è ini­zia­ta la sospen­sio­ne o ridu­zio­ne d’orario.

 Le par­ti  si impe­gna­no ad inter­ve­ni­re pres­so gli  Orga­ni com­pe­ten­ti per  ren­de­re più sol­le­ci­to l’esame del­le richie­ste di auto­riz­za­zio­ne alla cor­re­spon­sio­ne del­le inte­gra­zio­ni sala­ria­li agli ope­rai edi­li sospe­si o ad ora­rio ridot­to.

Le par­ti inter­ver­ran­no altre­sì pres­so gli Orga­ni com­pe­ten­ti affin­ché sia­no acce­le­ra­ti i tem­pi del­la comu­ni­ca­zio­ne alle impre­se del­le deci­sio­ni di auto­riz­za­zio­ne pre­se dal­le Com­mis­sio­ni com­pe­ten­ti.