CCPL — Testo com­ple­to

CCPL — Sin­go­li arti­co­li

INDICE

TESTO

Fer­mo restan­do quan­to già pre­vi­sto dai Con­trat­ti Nazio­na­li, si sta­bi­li­sce quan­to segue:

  • L’autista deve col­la­bo­ra­re a che le ope­ra­zio­ni di cari­co e sca­ri­co dell’automezzo affi­da­to­gli sia­no effet­tua­te cor­ret­ta­men­te;
  • L’autista è respon­sa­bi­le del vei­co­lo affi­da­to­gli e di tut­to il mate­ria­le e del­le mer­ci che rice­ve in con­se­gna, rispon­den­do degli even­tua­li smar­ri­men­ti e dan­ni che sia­no a lui impu­ta­bi­li, esclu­si i casi for­tui­ti o di for­za mag­gio­re.

E’ a cari­co del dato­re di lavo­ro, l’onere di pro­va­re:

  • la gra­vi­tà del­le respon­sa­bi­li­tà del lavo­ra­to­re;
  • l’ammontare defi­ni­ti­vo dei dan­ni subi­ti a lui impu­ta­bi­li.

Agli effet­ti del­la respon­sa­bi­li­tà del lavo­ra­to­re è rile­van­te l’osservanza del­le nor­me sul­la sicu­rez­za del­la cir­co­la­zio­ne, fer­mo restan­do l’obbligo per il dato­re di garan­ti­re le con­di­zio­ni di pie­na effi­cien­za dei vei­co­li. A tale sco­po, il lavo­ra­to­re è tenu­to a comu­ni­ca­re tem­pe­sti­va­men­te difet­ti e ano­ma­lie da lui riscon­tra­te.

  • L’autista è respon­sa­bi­le per le con­trav­ven­zio­ni a lui impu­ta­bi­li per negli­gen­za;
  • Quan­do le due par­ti – azien­da e lavo­ra­to­re – sia­no d’accordo a pro­dur­re oppo­si­zio­ne a prov­ve­di­men­to con­trav­ven­zio­na­le, l’onere rela­ti­vo – com­pre­so quel­lo dell’assistenza lega­le – è a cari­co dell’azienda;
  • A decli­no di ogni respon­sa­bi­li­tà, il con­du­cen­te, pri­ma di ini­zia­re il ser­vi­zio, deve in ogni caso assi­cu­rar­si che il vei­co­lo stes­so sia in per­fet­to sta­to di fun­zio­na­men­to e non man­chi del neces­sa­rio; in caso con­tra­rio, deve dar­ne imme­dia­ta­men­te avvi­so all’azienda, la qua­le ha l’obbligo di pre­di­spor­re le con­di­zio­ni affin­ché tali veri­fi­che pos­sa­no esse­re effet­tua­te;
  • Pri­ma di inter­rom­pe­re il ser­vi­zio per i perio­di di ripo­so il con­du­cen­te deve met­te­re in ope­ra le stru­men­ta­zio­ni for­ni­te dall’azienda e adot­ta­re tut­te le misu­re neces­sa­rie per pre­ve­ni­re fur­ti e dan­ni al vei­co­lo e alle mer­ci;
  • L’autista al qua­le, per moti­vi che non com­por­ti­no il licen­zia­men­to in tron­co, ven­ga dall’Autorità riti­ra­ta la paten­te per con­dur­re auto­vei­co­li, avrà dirit­to alla con­ser­va­zio­ne del posto per un perio­do di sei mesi sen­za per­ce­pi­re retri­bu­zio­ne alcu­na. L’autista, duran­te que­sto perio­do, potrà esse­re adi­bi­to ad altri lavo­ri, e in que­sto caso per­ce­pi­rà la retri­bu­zio­ne del livel­lo nel qua­le vie­ne a pre­sta­re ser­vi­zio;

Nel­le azien­de che occu­pa­no fino a 6 dipen­den­ti il dato­re di lavo­ro prov­ve­de­rà ad assi­cu­ra­re a sue spe­se l’autista con­tro il rischio del riti­ro del­la paten­te per un mas­si­mo di 6 mesi.

Nel­le azien­de che occu­pa­no più di 6 dipen­den­ti, oltre alla con­ser­va­zio­ne del posto di cui sopra, l’azienda dovrà adi­bi­re l’autista a qual­sia­si altro lavo­ro, cor­ri­spon­den­do­gli la retri­bu­zio­ne pro­pria del livel­lo al qua­le vie­ne adi­bi­to.

  • Qua­lo­ra il riti­ro del­la paten­te si pro­lun­gas­se oltre i ter­mi­ni sud­det­ti, oppu­re l’autista non accet­tas­se di esse­re adi­bi­to al lavo­ro cui l’azienda lo desti­na, si fa luo­go alla riso­lu­zio­ne del rap­por­to di lavo­ro. In tal caso all’autista ver­rà cor­ri­spo­sto il trat­ta­men­to di fine rap­por­to secon­do la retri­bu­zio­ne per­ce­pi­ta nel livel­lo cui il dipen­den­te appar­te­ne­va pri­ma del riti­ro del­la paten­te;
  • Il con­du­cen­te deve cura­re la pic­co­la manu­ten­zio­ne del vei­co­lo inte­sa a con­ser­va­re lo stes­so in buo­no sta­to di fun­zio­na­men­to e nel­la dovu­ta puli­zia. Det­te ope­ra­zio­ni rien­tra­no nell’orario nor­ma­le di lavo­ro. Qua­lo­ra sia­no effet­tua­te oltre l’orario nor­ma­le di lavo­ro, saran­no con­si­de­ra­te come pre­sta­zio­ni straor­di­na­rie.