Premesso e considerato

  • il dirit­to alla tute­la del­la sicu­rez­za sul lavo­ro si iscri­ve nel più ampio dirit­to alla tute­la del­la salu­te, san­ci­to nel­la Costi­tu­zio­ne del­la Repub­bli­ca Ita­lia­na, qua­le valo­re fon­da­men­ta­le del­la per­so­na uma­na;
  • la Car­ta socia­le euro­pea sti­pu­la­ta il 18 otto­bre 1961 e rati­fi­ca­ta con leg­ge 3 luglio 1965, n. 929, sta­bi­li­sce, all’articolo 3, che “per assi­cu­ra­re l’esercizio effet­ti­vo del dirit­to alla sicu­rez­za e all’igiene del lavo­ro le Par­ti con­traen­ti si impe­gna­no:
  1. ad ema­na­re nor­me sul­la sicu­rez­za e sull’igiene;
  2. ad ema­na­re nor­me per il con­trol­lo dell’applicazione del­le pre­ce­den­ti;
  3. a con­sul­ta­re, se del caso, le orga­niz­za­zio­ni dei dato­ri di lavo­ro e dei lavo­ra­to­ri sul­le misu­re che mira­no a per­fe­zio­na­re la sicu­rez­za e l’igiene del lavo­ro”;
  • il trat­ta­to di Lisbo­na ren­de giu­ri­di­ca­men­te vin­co­lan­te la Car­ta dei dirit­ti fon­da­men­ta­li del­l’U­nio­ne euro­pea, raf­for­zan­do l’im­por­tan­za del­la poli­ti­ca di tute­la dei lavo­ra­to­ri nel­la legi­sla­zio­ne del­l’UE. La Car­ta dei dirit­ti fon­da­men­ta­li del­l’U­nio­ne euro­pea, all’art. 31, com­ma 1, pre­ve­de, infat­ti, che “Ogni lavo­ra­to­re ha dirit­to a con­di­zio­ni di lavo­ro sane, sicu­re e digni­to­se”;
  • tale dirit­to deve esse­re, per­tan­to, cen­tra­le nel­le poli­ti­che del lavo­ro per fare sì che gli obiet­ti­vi qua­li­fi­can­ti di pre­ven­zio­ne sia­no pun­ti for­ti di un’ampia e arti­co­la­ta stra­te­gia comu­ne a tut­ti i sog­get­ti inte­res­sa­ti, al fine pre­ci­puo di affer­ma­re la sicu­rez­za del lavo­ro qua­le patri­mo­nio ampia­men­te con­di­vi­so, in un’ottica di respon­sa­bi­liz­za­zio­ne nel­la pra­ti­ca costan­te del­la lega­li­tà;
  • la Pre­fet­tu­ra, per il ruo­lo isti­tu­zio­na­le che la con­trad­di­stin­gue in ordi­ne al moni­to­rag­gio del feno­me­no infor­tu­ni­sti­co nei luo­ghi di lavo­ro e del­le con­nes­se atti­vi­tà di con­trol­lo e vigi­lan­za nel­le pro­vin­ce di com­pe­ten­za, inten­de far­si par­te pro­mo­tri­ce di con­cre­te ini­zia­ti­ve, imple­men­tan­do azio­ni siner­gi­che, mira­te e coor­di­na­te per meglio pre­ve­ni­re e con­tra­sta­re gli infor­tu­ni sul lavo­ro;
  • è obiet­ti­vo comu­ne del­le Par­ti la tute­la dei lavo­ra­to­ri e lo svi­lup­po di una siner­gi­ca cul­tu­ra del­la pre­ven­zio­ne che, attra­ver­so la cono­scen­za dei flus­si e dei feno­me­ni, rea­liz­zi le con­di­zio­ni per la pre­ven­zio­ne e la siste­ma­ti­ca ridu­zio­ne degli infor­tu­ni sul lavo­ro, con la con­se­guen­te ridu­zio­ne degli one­ri per la col­let­ti­vi­tà in ter­mi­ni socia­li ed eco­no­mi­co-finan­zia­ri;
  • nel­la riu­nio­ne tenu­ta­si pres­so que­sta Pre­fet­tu­ra in data 28 giu­gno 2017, alla pre­sen­za del­le Asso­cia­zio­ni dei dato­ri di lavo­ro Indu­stria­li e Arti­gia­ne del set­to­re Edi­le, non­ché del­le Orga­niz­za­zio­ni Sin­da­ca­li di cate­go­ria è emer­so, anche alla luce degli inci­den­ti mor­ta­li recen­te­men­te veri­fi­ca­ti­si nel ter­ri­to­rio, l’appello con­giun­to ad avvia­re nel­le que­stio­ni lega­te ai temi del­la sicu­rez­za nei can­tie­ri edi­li, una con­di­vi­sa azio­ne di raf­for­za­men­to del­le ini­zia­ti­ve da adot­ta­re, tan­to sul fron­te del­la pre­ven­zio­ne quan­to su quel­lo del con­tra­sto, ren­den­do, all’uopo, più inci­si­vo il ruo­lo degli enti bila­te­ra­li e dell’associazionismo indu­stria­le e sin­da­ca­le;

VISTO il pare­re reso dal Mini­ste­ro dell’Interno con nota prot. n.13501/76/Uff. IV Affa­ri Inter­ni in data 13 apri­le 2018;

Le Parti Convengono

di assi­cu­ra­re la costan­te pre­sen­za di con­di­zio­ni di lega­li­tà nel­le varie fasi del pro­ces­so pro­dut­ti­vo, con par­ti­co­la­re rife­ri­men­to al con­tra­sto del lavo­ro irre­go­la­re e all’osservanza del­le nor­me di sicu­rez­za nei can­tie­ri, in un qua­dro gene­ra­le di rispet­to del­le nor­me del set­to­re edi­le, sia nel com­par­to del­le Ope­re pub­bli­che sia in quel­lo del­le ope­re pri­va­te. In par­ti­co­la­re, i sog­get­ti tenu­ti al rispet­to del­la nor­ma­ti­va in mate­ria di sicu­rez­za e rego­la­ri­tà nei can­tie­ri edi­li si ado­pe­ra­no affin­ché le con­di­zio­ni di lavo­ro nei can­tie­ri di rispet­ti­va respon­sa­bi­li­tà sia­no tali da garan­ti­re pie­na­men­te la sicu­rez­za ed i dirit­ti dei lavo­ra­to­ri, come sta­bi­li­to dal Decre­to legi­sla­ti­vo 9 apri­le 2008, n. 81, recan­te “Testo Uni­co sul­la sicu­rez­za e la salu­te nei luo­ghi di lavo­ro” e suc­ces­si­ve modi­fi­che e inte­gra­zio­ni (d’ora innan­zi T.U.), non­ché dal­le altre nor­me di leg­ge di rife­ri­men­to, dal CCNL edi­li­zia e dagli accor­di inte­gra­ti­vi ter­ri­to­ria­li;

  1. di por­re in esse­re ogni atti­vi­tà ed ini­zia­ti­va di rispet­ti­va com­pe­ten­za vol­te a fare appli­ca­re quan­to con­ve­nu­to con il pre­sen­te Pro­to­col­lo alle impre­se appal­ta­tri­ci e subap­pal­ta­tri­ci ope­ran­ti nel set­to­re edi­le, non­ché alle Sta­zio­ni Appal­tan­ti, per quan­to con­cer­ne il com­par­to ope­re pub­bli­che;
  2. di svi­lup­pa­re uti­li siner­gie per la pie­na attua­zio­ne del­le nor­me in mate­ria e favo­ri­re così la ridu­zio­ne del feno­me­no degli infor­tu­ni;
  3. di atti­va­re inter­ven­ti coor­di­na­ti tra gli orga­ni­smi pub­bli­ci di con­trol­lo e quel­li pari­te­ti­ci di pre­ven­zio­ne;
  4. di pro­muo­ve­re il raf­for­za­men­to del­la com­ples­si­va azio­ne di infor­ma­zio­ne e for­ma­zio­ne, al fine di esten­de­re la pre­ven­zio­ne anche ai lavo­ra­to­ri e dato­ri di lavo­ro del­le pic­co­le e medie impre­se rite­nu­te  a rischio per la mini­ma strut­tu­ra orga­niz­za­ti­va non­ché ai c.d. “nuo­vi rischi”;
  5. di imple­men­ta­re le stra­te­gie mira­te per set­to­ri pro­dut­ti­vi, par­ten­do da quel­lo del­le costru­zio­ni che, per nume­ro di even­ti infor­tu­ni­sti­ci e per spe­ci­fi­ci­tà del­le vio­la­zio­ni, mani­fe­sta mag­gio­ri cri­ti­ci­tà, anche a cau­sa dei feno­me­ni di lavo­ro nero e vio­la­zio­ni, sot­to varie for­me, dei dirit­ti dei lavo­ra­to­ri;
  6. di for­mu­la­re, attra­ver­so il seguen­te arti­co­la­to, misu­re atte a garan­ti­re il più effi­ca­ce rispet­to del­le dispo­si­zio­ni nor­ma­ti­ve di set­to­re vigen­ti, instau­ran­do, altre­sì, buo­ne pras­si che con­sen­ta­no il pun­tua­le rispet­to del­la nor­ma­ti­va vigen­te di set­to­re.

Art. 1 – Sicurezza sul lavoro

  1. Fat­ti sal­vi gli obbli­ghi di leg­ge pre­vi­sti per i dato­ri di lavo­ro ed i lavo­ra­to­ri auto­no­mi, per ogni sin­go­la ope­ra è, tra l’altro, com­pi­to del coor­di­na­to­re per la pro­get­ta­zio­ne, di cui all’art. 89, com­ma 1, let­te­ra e) T.U., redi­ge­re il pia­no di sicu­rez­za e coor­di­na­men­to, men­tre com­pe­to­no al coor­di­na­to­re per l’esecuzione dei lavo­ri, di cui al com­ma 1, let­te­ra f) del pre­det­to art. 89, gli obbli­ghi di cui all’art. 92 del T.U., e, fra que­sti, la veri­fi­ca dell’attuazione del­le misu­re di sicu­rez­za indi­ca­te nei pia­ni di sicu­rez­za non­ché dell’adozione del­le stes­se da par­te di ogni appal­ta­to­re o subap­pal­ta­to­re.
  2. Le Par­ti fir­ma­ta­rie rico­no­sco­no l’importanza del­la Cas­sa Edi­le nel con­tra­sto al lavo­ro irre­go­la­re, dell’ESE — Ente pari­te­ti­co per la for­ma­zio­ne e la sicu­rez­za in edi­li­zia, non­ché del Respon­sa­bi­le del­la Sicu­rez­za sul Ter­ri­to­rio (RLST) — per gli aspet­ti di rispet­ti­va com­pe­ten­za e in qua­li­tà di sog­get­ti che han­no, tra gli altri, con­tri­bui­to alla pro­mo­zio­ne del Pro­to­col­lo — in mate­ria di sicu­rez­za, for­ma­zio­ne, assi­sten­za e pre­vi­den­za, secon­do le fun­zio­ni ad essi asse­gna­te dal Con­trat­to Col­let­ti­vo di Lavo­ro e dal­le Leg­gi, tenu­to con­to che l’idoneità tec­ni­co-pro­fes­sio­na­le dell’esecutore dei lavo­ri rap­pre­sen­ta un ele­men­to deter­mi­nan­te ai fini di un’efficace azio­ne pre­ven­ti­va.
  3. Le Par­ti sot­to­scrit­tri­ci si impe­gna­no, nel­lo svol­gi­men­to del­le rispet­ti­ve atti­vi­tà, a pre­ve­de­re che il com­mit­ten­te o il respon­sa­bi­le dei lavo­ri, di cui all’art. 89, com­ma 1, let­te­re b), c), adem­pia­no rigo­ro­sa­men­te alle dispo­si­zio­ni di cui all’articolo 90, com­ma 9, del T.U., che si richia­ma, ed a con­sul­ta­re il RLS o il RLST, nell’ambito del­le loro pre­ro­ga­ti­ve, sta­bi­li­te dagli arti­co­li 46 e 47 del T.U., anche in mate­ria di acces­so ai luo­ghi di lavo­ro, docu­men­tan­do tale atti­vi­tà.
  4. Il com­mit­ten­te o il respon­sa­bi­le dei lavo­ri veri­fi­ca­no atten­ta­men­te i requi­si­ti pro­fes­sio­na­li e la rego­la­ri­tà con­tri­bu­ti­va attra­ver­so l’acquisizione del DURC del­le impre­se affi­da­ta­rie ese­cu­tri­ci, dei sub-appal­ta­to­ri e dei lavo­ra­to­ri auto­no­mi coin­vol­ti nell’esecuzione dei lavo­ri, anche in man­can­za dei model­li di orga­niz­za­zio­ne di gestio­ne di cui all’art. 30 del T.U.
  5. Le Par­ti sot­to­scrit­tri­ci, stan­te l’importanza del­le comu­ni­ca­zio­ni obbli­ga­to­rie pre­ven­ti­ve di cui agli arti­co­li 9‑bis, com­ma 2, del decre­to-leg­ge 1° otto­bre 1996, n. 510, e 23 del d.P.R. 30 giu­gno 1965, n. 1124, al fine di pre­ve­ni­re feno­me­ni di lavo­ro nero, con­cor­da­no di for­ni­re indi­ca­zio­ni alle impre­se ese­cu­tri­ci dei lavo­ri com­mis­sio­na­ti in meri­to alla con­ser­va­zio­ne, pres­so la sede di lavo­ro, di copia del­le comu­ni­ca­zio­ni anti­ci­pa­te, al fine di un pron­to rin­ve­ni­men­to in caso di ispe­zio­ne attua­ta dagli Orga­ni ispet­ti­vi.

Art. 2 – Ruolo delle Stazioni Appaltanti per il controllo della sicurezza nei luoghi di lavoro

1. Le Sta­zio­ni Appal­tan­ti, fir­ma­ta­rie del Pro­to­col­lo, si impe­gna­no:

  1. a dare tem­pe­sti­va comu­ni­ca­zio­ne alla Cas­sa edi­le del­le aggiu­di­ca­zio­ni dispo­ste, non­ché all’ESE ed ai RLST del pia­no del­le misu­re per la sicu­rez­za fisi­ca dei lavo­ra­to­ri comu­ni­ca­to dall’appaltatore, com­pre­se le varia­zio­ni suc­ces­si­va­men­te inter­ve­nu­te;
  2. a richia­ma­re nei ban­di di gara di ope­re pub­bli­che il Pro­to­col­lo, in rife­ri­men­to alla seguen­te clau­so­la:  “All’atto dell’installazione del can­tie­re, le azien­de aggiu­di­ca­ta­rie non­ché le even­tua­li azien­de subap­pal­ta­tri­ci si ren­do­no dispo­ni­bi­li a rice­ve­re una visi­ta dell’ESE e/o del RSLT, fina­liz­za­ta alla veri­fi­ca dei requi­si­ti mini­mi di sicu­rez­za sul lavo­ro pre­vi­sti dal D.lgs. 81/08, nell’ambito del­le fina­li­tà for­ma­ti­ve ed infor­ma­ti­ve pre­ci­pua­men­te rico­no­sciu­te a tale orga­ni­smo, per gli aspet­ti di sua com­pe­ten­za. Le stes­se Sta­zio­ni Appal­tan­ti si impe­gna­no, uni­ta­men­te alle comu­ni­ca­zio­ni obbli­ga­to­rie pre­vi­ste dal­la leg­ge, ad infor­ma­re l’Ente pari­te­ti­co in meri­to alle date di ini­zio lavo­ri rela­ti­vi alle gare aggiu­di­ca­te” ;
  3. a richia­ma­re nei ban­di di gara di ope­re pub­bli­che il Pro­to­col­lo, in rife­ri­men­to alla seguen­te clau­so­la: “All’atto dell’installazione del can­tie­re, le azien­de aggiu­di­ca­ta­rie non­ché le even­tua­li azien­de subap­pal­ta­tri­ci si ren­do­no dispo­ni­bi­li a rice­ve­re da par­te del­la Cas­sa Edi­le visi­te fina­liz­za­te al con­trol­lo del­la rego­la­ri­tà con­tri­bu­ti­va pre­vi­sta dal Con­trat­to Col­let­ti­vo di Lavo­ro”;
  4. a garan­ti­re il pie­no rispet­to dell’art. 97, com­ma 5, let­te­ra c) del D.lgs. 50/2016, che qua­li­fi­ca l’offerta anor­mal­men­te bas­sa quan­do gli one­ri azien­da­li per la sicu­rez­za sono incon­grui;
  5. ad assi­cu­ra­re l’analitica pre­vi­sio­ne degli one­ri del­la sicu­rez­za non sog­get­ti a ribas­so, attra­ver­so la reda­zio­ne di un appo­si­to com­pu­to metri­co esti­ma­ti­vo dedi­ca­to;
  6. a pro­muo­ve­re, d’intesa con le Asso­cia­zio­ni Dato­ria­li e le Orga­niz­za­zio­ni Sin­da­ca­li di set­to­re, l’integrazione negli affi­da­men­ti con l’offerta eco­no­mi­ca­men­te più van­tag­gio­sa di cri­te­ri di valu­ta­zio­ne dell’offerta tec­ni­ca tesi a valo­riz­za­re l’adozione di siste­mi gestio­na­li dedi­ca­ti e la pro­po­si­zio­ne di miglio­ri e più avan­za­ti accor­gi­men­ti in mate­ria di sicu­rez­za nel­le tec­ni­che e nei pro­ces­si rea­liz­za­ti­vi pro­po­sti dal con­cor­ren­te, e di con­tra­sto all’irregolarità con­tri­bu­ti­va e retri­bu­ti­va, nel rispet­to dei Con­trat­ti Nazio­na­li e Pro­vin­cia­li a tute­la dell’occupazione sul ter­ri­to­rio, tenu­to con­to, al riguar­do, del­le dispo­si­zio­ni con­te­nu­te nell’art. 30, com­ma 1, del d.lgs. 50/2016 (Codi­ce appal­ti).

2. L’ESE e/o il RLST, e/o la Cas­sa edi­le, rice­vu­ta la comu­ni­ca­zio­ne dal­la sta­zio­ne appal­tan­te, provvederà/anno ad effet­tua­re, a cam­pio­ne, secon­do quan­to di rispet­ti­va com­pe­ten­za, visi­te pres­so i can­tie­ri di nuo­va instal­la­zio­ne, per le diver­se fasce di valo­re dell’opera da rea­liz­zar­si, com­pa­ti­bil­men­te con le risor­se a pro­pria dispo­si­zio­ne.

3. I Comu­ni fir­ma­ta­ri, nell’ambito del­le pro­ce­du­re abi­li­ta­ti­ve all’esecuzione da par­te di pri­va­ti di lavo­ri edi­li (per­mes­so di costrui­re, SCIA edi­li­zia, ecc.), si impe­gna­no a sen­si­bi­liz­za­re i com­mit­ten­ti sul con­te­nu­to del Pro­to­col­lo, con l’invito a richia­mar­lo nel con­trat­to di appal­to, spe­cial­men­te con rife­ri­men­to alle clau­so­le indi­vi­dua­te per le Sta­zio­ni Appal­tan­ti pub­bli­che rela­ti­va­men­te alla sicu­rez­za del can­tie­re ed al con­tra­sto al lavo­ro nero o irre­go­la­re, in quan­to appli­ca­bi­li al set­to­re pri­va­to.

4. I mede­si­mi Comu­ni, con rife­ri­men­to all’edilizia pri­va­ta, si impe­gna­no:

  1. a ren­de­re dispo­ni­bi­li all’ESE, per le fina­li­tà for­ma­ti­ve e infor­ma­ti­ve richia­ma­te al com­ma 1, i dati rela­ti­vi all’inizio dei lavo­ri rela­ti­va­men­te alle con­ces­sio­ni auto­riz­za­te;
  2. a con­cor­re­re alla vigi­lan­za sui can­tie­ri edi­li median­te gli agen­ti di Poli­zia Loca­le.

Art. 3 – Tutela dei lavoratori

1. Al fine di atte­sta­re la mas­si­ma atten­zio­ne ai pro­fi­li di lega­li­tà e respon­sa­bi­li­tà degli ope­ra­to­ri (Sta­zio­ni Appal­tan­ti ed Impre­se) per la tute­la di fon­da­men­ta­li dirit­ti dei lavo­ra­to­ri, in con­for­mi­tà a quan­to pre­vi­sto dal­la vigen­te nor­ma­ti­va in mate­ria, le Sta­zio­ni Appal­tan­ti fir­ma­ta­rie del Pro­to­col­lo, tenu­te al rispet­to del­le nor­me sugli appal­ti pub­bli­ci, si impe­gna­no a richia­ma­re, nei con­trat­ti che rego­la­no l’esecuzione di appal­ti pub­bli­ci e nei capi­to­la­ti spe­cia­li, il pre­sen­te docu­men­to, spe­cie in rife­ri­men­to ai seguen­ti obbli­ghi:

  1. da par­te dei dato­ri di lavo­ro di appli­ca­re e far appli­ca­re inte­gral­men­te nei con­fron­ti di tut­ti i lavo­ra­to­ri dipen­den­ti, impe­gna­ti nel­la rea­liz­za­zio­ne di appal­ti pub­bli­ci il trat­ta­men­to eco­no­mi­co e nor­ma­ti­vo pre­vi­sto dal CCNL di set­to­re e dai rela­ti­vi accor­di inte­gra­ti­vi ter­ri­to­ria­li, ivi com­pre­sa l’iscrizione dei lavo­ra­to­ri stes­si e il ver­sa­men­to del­le rela­ti­ve con­tri­bu­zio­ni alla Cas­sa edi­le, nei casi pre­vi­sti dal­le nor­me vigen­ti;
  2. per le impre­se che, nell’ambito del can­tie­re, svol­go­no atti­vi­tà non ricom­pre­se nei con­trat­ti nazio­na­li del set­to­re edi­le, la cui pre­sta­zio­ne non rica­de, quin­di, nel­la sfe­ra di appli­ca­zio­ne degli stes­si, ma in quel­la di altri con­trat­ti di spe­ci­fi­ci set­to­ri di rife­ri­men­to, di ottem­pe­ra­re agli obbli­ghi in mate­ria di cor­ret­tez­za retri­bu­ti­va e con­tri­bu­ti­va, di tra­spa­ren­za, di sicu­rez­za e di for­ma­zio­ne pre­vi­sti dal Pro­to­col­lo, com­pa­ti­bil­men­te con i rispet­ti­vi con­trat­ti di rife­ri­men­to;
  3. per l’appaltatore di appli­ca­re il Decre­to legi­sla­ti­vo 17 luglio 2016, n. 136 recan­te “Attua­zio­ne del­la diret­ti­va 2014/67/UE del Par­la­men­to euro­peo e del Con­si­glio, del 15 mag­gio 2014, con­cer­nen­te l’ap­pli­ca­zio­ne del­la diret­ti­va 96/71/CE rela­ti­va al distac­co dei lavo­ra­to­ri nel­l’am­bi­to di una pre­sta­zio­ne di ser­vi­zi e recan­te modi­fi­ca del rego­la­men­to (UE) n. 1024/2012 rela­ti­vo alla coo­pe­ra­zio­ne ammi­ni­stra­ti­va attra­ver­so il siste­ma di infor­ma­zio­ne del mer­ca­to inter­no (‘rego­la­men­to IMI’)”;
  4. da par­te dell’appaltatore di appli­ca­re ai lavo­ra­to­ri extra­co­mu­ni­ta­ri distac­ca­ti in Ita­lia, nell’ambito di una pre­sta­zio­ne di ser­vi­zi di cui all’art. 27, com­ma 1, let­te­ra i), del D.lgs. 25 luglio 1998, n. 286 “Testo uni­co del­le dispo­si­zio­ni con­cer­nen­ti la disci­pli­na del­l’im­mi­gra­zio­ne e nor­me sul­la con­di­zio­ne del­lo stra­nie­ro”, duran­te il distac­co, le mede­si­me con­di­zio­ni di lavo­ro pre­vi­ste da dispo­si­zio­ni legi­sla­ti­ve, rego­la­men­ta­ri e ammi­ni­stra­ti­ve, non­ché dal CCNL di rife­ri­men­to, appli­ca­bi­li ai lavo­ra­to­ri nazio­na­li occu­pa­ti nel­lo stes­so posto di lavo­ro, ivi com­pre­sa l’iscrizione alla Cas­sa edi­le;
  5. per l’appaltatore di rispon­de­re in soli­do dell’osservanza di quan­to pre­vi­sto al pre­ce­den­te pun­to a) da par­te di even­tua­li sub-appal­ta­to­ri nei con­fron­ti dei loro dipen­den­ti per le pre­sta­zio­ni nell’ambito dei lavo­ri ese­gui­ti, in rela­zio­ne alle mae­stran­ze impie­ga­te nel­lo spe­ci­fi­co can­tie­re ed agli even­tua­li impor­ti eva­si, in base all’art. 29, com­ma 2, del D.lgs. 276/2003, non­ché per quan­to attie­ne le respon­sa­bi­li­tà soli­da­li pre­vi­ste dall’art. 105 del D.lgs. 50/2016, anche in mate­ria disi­cu­rez­za (com­ma 14);
  6. per le Sta­zio­ni Appal­tan­ti di subor­di­na­re il paga­men­to del­lo sta­to di avan­za­men­to dei lavo­ri e del sal­do di fine lavo­ri, alla veri­fi­ca del­la rego­la­ri­tà con­tri­bu­ti­va, pre­vi­den­zia­le e assi­sten­zia­le, ivi com­pre­so il ver­sa­men­to alle Cas­se edi­li, tra­mi­te il docu­men­to uni­co di rego­la­ri­tà con­tri­bu­ti­va. Resta fer­mo quan­to pre­vi­sto, al riguar­do, dall’art. 30, com­mi 5 — 6, del D.lgs. 50/2016;
  7. del dato­re di lavo­ro, ai sen­si dell’art. 18, let­te­ra u) del T.U., nell’ambito del­lo svol­gi­men­to di atti­vi­tà in regi­me di appal­to e di subap­pal­to, di muni­re i lavo­ra­to­ri di appo­si­ta tes­se­ra di rico­no­sci­men­to cor­re­da­ta di foto­gra­fia, con­te­nen­te le gene­ra­li­tà del lavo­ra­to­re, l’indicazione del dato­re di lavo­ro, la data di assun­zio­ne e, in caso di subap­pal­to, la rela­ti­va auto­riz­za­zio­ne. Nel caso di lavo­ra­to­ri auto­no­mi, la tes­se­ra di rico­no­sci­men­to di cui all’art. 21, com­ma 1, let­te­ra c) del T.U., deve con­te­ne­re anche l’indicazione del com­mit­ten­te.

Art. 4 – Attività di vigilanza e controlli

  1. Deve esse­re dedi­ca­ta par­ti­co­la­re atten­zio­ne al con­tra­sto di qual­sia­si feno­me­no di natu­ra cri­mi­na­le che pos­sa inte­res­sa­re i can­tie­ri sot­to il pro­fi­lo del­la sicu­rez­za e del­la rego­la­ri­tà dei lavo­ra­to­ri impie­ga­ti, con par­ti­co­la­re riguar­do ai lavo­ra­to­ri immi­gra­ti ed alle pro­ble­ma­ti­che con­nes­se (som­mi­ni­stra­zio­ne ille­ci­ta di mano­do­pe­ra, uti­liz­zo di lavo­ra­to­ri clan­de­sti­ni e altre for­me di ille­ci­to). A tal fine, le Sta­zio­ni Appal­tan­ti assi­cu­ra­no il costan­te moni­to­rag­gio del can­tie­re ogget­to dell’appalto attra­ver­so le figu­re pro­fes­sio­na­li a ciò pre­po­ste, secon­do la nor­ma­ti­va vigen­te, che redi­go­no appo­si­ti ver­ba­li di con­trol­lo duran­te l’esecuzione dei lavo­ri.
  2. Le Par­ti adot­ta­no le ini­zia­ti­ve rite­nu­te oppor­tu­ne per assi­cu­ra­re la tem­pe­sti­va infor­ma­zio­ne degli Uffi­ci com­pe­ten­ti in meri­to a pro­ble­ma­ti­che lega­ta al lavo­ro som­mer­so.
  3. Gli Enti pari­te­ti­ci e gli Orga­ni­smi pub­bli­ci di vigi­lan­za, nei limi­ti del­le pro­prie rispet­ti­ve com­pe­ten­ze, for­ni­sco­no un’adeguata cir­co­la­zio­ne del­le infor­ma­zio­ni emer­se nel cor­so dell’attività isti­tu­zio­na­le, al pre­ci­puo fine di favo­ri­re effi­ca­ci siner­gie per il con­tra­sto di feno­me­ni di ille­ga­li­tà.
  4. Gli Enti pari­te­ti­ci met­to­no a dispo­si­zio­ne del­le Par­ti sot­to­scrit­tri­ci inte­res­sa­te, nel rispet­to del­le nor­me in mate­ria di gestio­ne e sal­va­guar­dia dei dati, le risul­tan­ze del­le pro­prie com­pe­ten­ze per le pro­ble­ma­ti­che rela­ti­ve alla rego­la­ri­tà nel­le assun­zio­ni dei pre­sta­to­ri di lavo­ro, per il pie­no rispet­to dei con­trat­ti col­let­ti­vi nazio­na­li e inte­gra­ti­vi, non­ché per le pro­ble­ma­ti­che rela­ti­ve alla sicu­rez­za ed alla salu­te dei lavo­ra­to­ri.

Art. 5 – Formazione

  1. Le Par­ti con­cor­da­no di isti­tui­re, da par­te dell’ESE, cor­si di for­ma­zio­ne sui con­te­nu­ti dell’art. 90 del T.U., in par­ti­co­la­re sugli obbli­ghi pre­vi­sti dal com­ma 9, indi­riz­za­ti ai tec­ni­ci del­le Sta­zio­ni Appal­tan­ti, avva­len­do­si anche di fun­zio­na­ri dell’Ispettorato Ter­ri­to­ria­le del Lavo­ro, INPS, INAIL, ASL.
  2. Le Sta­zio­ni Appal­tan­ti fir­ma­ta­rie si impe­gna­no ad inse­ri­re nei con­trat­ti che rego­la­no l’esecuzione di appal­ti pub­bli­ci e nei capi­to­la­ti spe­cia­li il richia­mo agli obbli­ghi del Pro­to­col­lo oltre all’obbligo per le impre­se edi­li di fare effet­tua­re ai lavo­ra­to­ri che acce­do­no per la pri­ma vol­ta ai can­tie­ri sedi­ci ore di for­ma­zio­ne, non­ché gli aggior­na­men­ti pre­vi­sti nel CCNL e CCPL.

Art. 6 – Verifiche periodiche

  1. Le Par­ti fir­ma­ta­rie con­ven­go­no di effet­tua­re, con il coor­di­na­men­to del­la Pre­fet­tu­ra – U.T.G., incon­tri di veri­fi­ca perio­di­ci dell’attività svol­ta, anche al fine di divul­ga­re i risul­ta­ti otte­nu­ti, non­ché di valu­ta­re even­tua­li miglio­ra­men­ti da appor­ta­re alla disci­pli­na del Pro­to­col­lo.

Art. 7 – Ulteriori obblighi e clausola di invarianza finanziaria

  1. Le Par­ti si impe­gna­no, sen­za nuo­vi o mag­gio­ri one­ri, a met­te­re a dispo­si­zio­ne le risor­se pro­fes­sio­na­li, tec­ni­che, stru­men­ta­li, le infra­strut­tu­re, la rete, non­ché a ren­de­re dispo­ni­bi­le il pro­prio patri­mo­nio di cono­scen­za per la rea­liz­za­zio­ne del Pro­to­col­lo.

Art. 8 – Durata ed estensione di efficacia

  1. Il Pro­to­col­lo entra in vigo­re all’atto del­la sua sot­to­scri­zio­ne, ha dura­ta trien­na­le e si inten­de taci­ta­men­te rin­no­va­to, di trien­nio in trien­nio, sal­ve modi­fi­che.
  2. La Pre­fet­tu­ra, d’intesa con gli Enti com­pe­ten­ti, richia­ma­ti tut­ti i prin­ci­pi indi­ca­ti in pre­mes­sa, si riser­va di pro­muo­ve­re la sot­to­scri­zio­ne di spe­ci­fi­ci Pro­to­col­li di set­to­re rela­ti­vi ad altri ambi­ti pro­dut­ti­vi.