Trasferimento – Art. 57 C.C.N.L.

Ultimo aggiornamento 16/02/2022

(norma per impiegati)

Il trasferimento deve essere comunicato all’impiegato per iscritto con un preavviso di venti giorni. L’impiegato trasferito, quando il trasferimento porta come conseguenza l’effettivo cambio di residenza o stabile dimora, conserva, se più favorevole, il trattamento goduto precedentemente, escluse quelle competenze che siano inerenti alle condizioni locali o alle particolari prestazioni nella sede di origine, e che non ricorrano nella nuova destinazione.

L’impiegato che non accetta il trasferimento ha diritto al preavviso ed al trattamento economico di cui all’art.72, salvo per gli impiegati di prima e seconda categoria per i quali all’atto dell’assunzione sia stato espressamente pattuito il diritto dell’impresa di disporne il trasferimento; in tali casi l’impiegato che non accetta viene considerato dimissionario.

Qualora peraltro l’impiegato comprovi di non potersi trasferire nella nuova località per seri motivi di salute o familiari, l’impresa esaminerà la possibilità di continuare ad occuparlo nella località dalla quale intendeva trasferirlo prima di procedere al suo licenziamento.

Nel caso si debba procedere al licenziamento l’impiegato ha diritto al preavviso ed al trattamento economico di cui all’art. 72.

All’impiegato trasferito, sempre che tale trasferimento comporti come conseguenza l’effettivo cambio di residenza o stabile dimora, verrà corrisposto l’importo previamente concordato con l’impresa delle spese per il trasporto delle masserizie e, limitatamente alla durata del viaggio per sé e per i familiari conviventi a carico che con lui si trasferiscono, il rimborso, previamente concordato nei limiti normali, delle spese di viaggio (1ª classe per gli impiegati di prima super, prima e seconda categoria e gli impiegati di quarto livello, 2ª classe per gli impiegati di terza, quarta e quarta categoria primo impiego), vitto e di eventuale alloggio.

In aggiunta gli sarà corrisposto:

  • – se senza familiari a carico: una indennità di trasferimento commisurata a mezza mensilità degli elementi di cui ai nn. 1, 2, 3, 4, 5 e 6 dell’art. 44;
  • – se con familiari a carico: una indennità di trasferimento commisurata a una mensilità degli elementi di cui ai nn. 1, 2, 3, 4, 5 e 6 dell’art. 44.

Verrà inoltre corrisposta dall’impresa una indennità supplementare pari all’importo di cinque giornate degli elementi di cui sopra per ogni componente il nucleo familiare che con lui si trasferisce.

Qualora per effetto del trasferimento, l’impiegato debba corrispondere un indennizzo per anticipata risoluzione del contratto di locazione, regolarmente registrato o denunciato al datore di lavoro precedentemente alla comunicazione di trasferimento, avrà diritto al rimborso di tale indennizzo fino alla concorrenza di un massimo di tre mesi di pigione.

All’impiegato che chiede il trasferimento non compete alcuna indennità né rimborso spese.

All’impiegato che viene trasferito per esigenze dell’impresa, e che entro dieci anni dalla data dell’avvenuto trasferimento venga licenziato per motivi non disciplinari, ove intenda rientrare nella località in cui risiedeva prima del trasferimento, è dovuto il trattamento economico come sopra, purché il rientro avvenga entro tre mesi dalla risoluzione del rapporto di impiego.

Il pagamento del sopra citato indennizzo sarà effettuato, da parte dell’impresa, a comprovata dimostrazione dell’avvenuto rientro dell’ex impiegato nella sede di origine entro tre mesi dalla risoluzione del rapporto di impiego.

Tenuto conto della situazione contingente, qualora l’impiegato dovesse sostenere nella nuova destinazione maggiori oneri per i canoni di locazione, dovranno intervenire fra impresa e impiegato particolari accordi per l’indennizzo da corrispondere.

Resta altresì convenuto che l’impiegato è tenuto a comunicare all’impresa i contratti di locazione e le eventuali variazioni dei medesimi.