Rimborso malattia

In cosa consiste la prestazione “Rimborso malattia”? #

La Cassa Edile rimborsa all’Impresa una quota parte dell’indennità che quest’ultima è tenuta a versare mensilmente all’operaio, non in prova, e all’apprendista in caso di assenza dal lavoro per malattia.

La quota integra quella a carico dell’INPS.

In quali casi opera il rimborso? #

Il rimborso è operato entro i limiti di conservazione del posto di lavoro; viene, quindi, riconosciuto in generale per un periodo di 9 mesi consecutivi, pari a 270 giorni di calendario (per l’operaio con un’anzianità superiore a 3 anni e mezzo per un periodo di 12 mesi consecutivi, pari a 365 giorni di calendario, senza interruzione di anzianità.

Come è calcolato il rimborso? #

Il rimborso è operato in misura piena solo nel caso in cui l’operaio abbia almeno 450 ore versate alla Cassa Edile nel trimestre scaduto prima dell’evento.

Esempio per malattia iniziata il 21 agosto, contano le ore relative ai mesi di maggio, giugno e luglio. (ore indicate nelle denunce MUT)

L’importo del rimborso è pari a A x B x C x D  dove:

  • A è il numero di giorni indennizzabili;
  • B è il coefficiente indicato nella tabella sotto riportata;
  • C è la retribuzione oraria dell’operaio (minimo di paga base +elemento economico territoriale + indennità territoriale di settore + ex indennità di contingenza);
  • D è il numero di ore medie giornaliere di lavoro

Le ore medie giornaliere di lavoro si ottengono dividendo per sei l’orario contrattuale settimanale in vigore nella circoscrizione durante l’assenza per malattia.

Esempio nel caso di orario di lavoro a (40 ore) D è pari a 6,66.

PeriodoSpecificaCoefficiente B
1° - 3° giornomalattia > 6 giorni0,500
1° - 3° giornomalattia > 12 giorni1,00
4° - 20° giornoindennizzate INPS0,330
21° - 180° giornoindennizzate INPS0,107
181° - 270° giornonon indennizzate INPS anzianità > 3,5 anni0,500
181° - 365° giornonon indennizzate INPS anzianità > 3,5 anni0,500

Il rimborso è riconosciuto per sei giorni alla settimana, escluse le domeniche e le festività previste dal CCNL Edilizia.

Il rimborso è  proporzionalmente ridotto nel caso in cui le ore denunciate alla Cassa Edile nel trimestre scaduto risultino inferiori a 450. In tale caso il rimborso è pari a tanti 450esimi quante sono le ore complessive del trimestre.

Analogamente il rimborso è proporzionalmente ridotto nel caso in cui l’operaio abbia un orario settimanale diverso dalle 40 ore (tempo parziale).

Esempio: Se l’operaio presta la sua opera a tempo parziale, 20 ore settimanali, il rimborso viene calcolato per 20 quarantesimi.

Il rimborso è operato per intero per gli operai assunti da meno di tre mesi ( 90 giorni) o in aspettativa.

Quali tipologie di ore vengono conteggiate? #

Ai fini del calcolo delle 450 ore si considerano le ore:

  • ordinarie lavorate di lavoro
  • le ore di altre malattie o infortuni
  • le ore di ferie godute
  • le festività
  • i permessi retribuiti
  • le ore di concedo
  • le ore di permessi sindacali
  • Le ore di CIG
  • gli altri permessi retribuiti[/su_accordion]

Quale è la procedura per ottenere il rimborso? #

L’Impresa per ottenere il rimborso dalla Cassa Edile deve avere indicato nella denuncia MUT:

  • gli accantonamenti ridotti per malattia
  • gli operai ammalati

Inoltre, deve allegare i certificati medici alla denuncia MUT dei propri lavoratori assenti per malattia.

Nei calcoli degli importi spettanti per malattia è necessario calcolare la durata della malattia.

Il calcolo va effettuato in giornate di assenza, a partire da quello in cui inizia l’evento e fino all’ultimo giorno di assenza nel mese della denuncia.

Ai fini di questo calcolo, vanno conteggiati tutti i giorni di calendario intercorrenti nel periodo preso in esame.

La denuncia deve contenere la situazione “fotografata” al mese, e non deve tenere conto di quello che succederà nel mese successivo, anche se già noto al momento della compilazione.

Esempio

Caso di un lavoratore che si ammala il 27 settembre e rimane assente fino al 15 novembre.

Nella denuncia di settembre vanno indicati 4 giorni di malattia, inserendo “data inizio malattia” 27 settembre e “data fine malattia” 30 settembre (anche se è già nota la circostanza che il lavoratore ha proseguito la malattia).

Nella denuncia di ottobre va ricercato ed agganciato l’evento 27 settembre e va inserita “data fine malattia” 31 ottobre.

Nella denuncia di novembre va ricercato ed agganciato l’evento 27 settembre e va inserita “data fine malattia” 15 novembre.

Nel caso di prosecuzione di un evento nel mese successivo bisogna porre attenzione al corretto inserimento con “aggancio” all’evento del mese precedente.

Spesso si riscontrano richieste di rimborso errate dovute proprio all’errata indicazione dell’inizio evento.

Che cosa è il “periodo di carenza”? #

I primi tre giorni di malattia sono chiamati di “carenza”. Il loro trattamento varia in funzione della durata della malattia (superiore a 6 giorni o superiore a 12 giorni).

Per determinare il coefficiente da applicare per la richiesta di rimborso bisogna calcolare la durata della malattia alla fine del periodo di assenza nel mese, conteggiando tutti i giorni di calendario.

Qualora la malattia prosegua nel mese successivo a quello di inizio, la carenza deve essere ricalcolata ed eventualmente conguagliata il mese successivo; pertanto se nel mese di inizio della malattia vengono esclusi dal pagamento i primi tre giorni in quanto l’assenza dell’operaio in tale mese è pari o inferiore a 6 giornate, verificandosi la continuazione dell’evento nel mese successivo con conseguente superamento globale dei 6 o dei 12 giorni di assenza, i primi tre giorni iniziali dovranno essere ricalcolati e corrisposti a decorrere solo dal 2 mese di malattia.

Lo stesso discorso vale quando si è verificato il conteggio parziale (periodo superiore a 6 ma non superiore a 12 giorni), se nel mese di continuazione successivo verrà superata la durata dei 12 giorni dovrà essere riconteggiata e riconosciuta all’Impresa la differenza di copertura del coefficiente di carenza malattia (fascia maggiore di 12 giorni).

Quale trattamento è riservato alle “malattie di lunga durata”? #

Particolare attenzione va riposta al caso di malattie di lunga durata che interessano la 3′ fascia della tabella (dal 181* al 270°/365° giorno).

Infatti, in tal caso il rimborso della Cassa Edile opera per le sole giornate non indennizzate dall’INPS.

E’ facile che malattie di lunga durata, superiore cioè ai 6 mesi, inizino in un anno solare e terminino nell’anno successivo (cosiddette malattie “a cavaliere” di due anni solari.

L’INPS indennizza 180 giornate di malattia per anno solare. Ciò significa, ad esempio, che una malattia iniziata nel secondo semestre dell’anno, può proseguire per sei mesi nell’anno successivo ed essere interamente indennizzata dall’Istituto di Previdenza. In questo caso il rimborso Cassa Edile non spetta poiché le giornate ricadenti dal 181° al 270° sono indennizzate dall’INPS.

Atteso che il rimborso opera solo nei limiti di conservazione del posto di lavoro, la durata del rimborso risulta pari:

  • nel caso di un unico evento di malattia:  9 mesi consecutivi per gli operai con anzianità fino a 3 anni e mezzo; 12 mesi consecutivi per operai con anzianità professionale superiore a 3 anni e mezzo.
  • nel caso di più eventi malattia o ricadute della stessa malattia: 9 mesi nell’arco dei 20 mesi consecutivi per gli operai con anzianità fino a 3 anni e mezzo; 12 mesi nell’arco di 24 mesi consecutivi per operai con anzianità superiore a 3 anni e mezzo.

Come viene gestito il caso di “ricadute”? #

Se il lavoratore si riammala della stessa patologia (riconosciuta come tale dall’INPS) entro 30 giorni dalla fine della malattia, la malattia deve essere considerata come un evento unico.

In tale caso i due periodi di malattia vanno unificati sia ai fini del calcolo della durata che dei coefficienti da applicare per il calcolo del rimborso.

La circostanza deve essere certificata dallo stesso medico che accerta la malattia.

Per il corretto inserimento dell’evento di ricaduta nella denuncia MUT bisogna ricercare l’evento originario e indicare “SI” nel campo ricaduta specificando il giorno della ricaduta.

Esistono dei valori di calcolo tabellati per il calcolo dei rimborsi? #

Si, la Cassa Edile mette a disposizione delle Imprese e dei Consulenti del Lavoro tabelle contenenti i valori tabellati dei rimborsi.

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