Il Consiglio di Stato in Adunanza plenaria con la sentenza 29 febbraio 2016, n.5 chiarisce che l’impresa deve essere in regola con il Durc già al momento dell’offerta e non sono consentite regolarizzazioni postume.

L’impresa, che partecipa ad una gara di appalto, deve risultare in regola con l’assolvimento degli obblighi previdenziali, ossia con il Durc (Documento unico regolarità contributiva), fin dalla presentazione dell’offerta; la regolarizzazione a tale adempimento non può avvenire successivamente.

Il caso in esame riguarda un’Impresa classificatasi al primo posto di una gara di appalto successivamente esclusa dalla Stazione Appaltante a seguito di verifiche sulle dichiarazioni sostitutive rese in fase di gara.

L’Impresa interessata ha proposto ricorso al Tar Lazio che lo respinto, sul presupposto che: «la procedura di regolarizzazione di cui all’art. 7, comma 3, del DM 24 ottobre 2007 non può essere applicata ai DURC richiesti d’ufficio da un’amministrazione aggiudicatrice per la verifica ai sensi dell’art. 71 del d.P.R. 445/2000 della veridicità delle dichiarazioni rese dalle imprese partecipanti…”. 

Il requisito di regolarità contributiva deve sussistere già alla data in cui è resa la dichiarazione, non essendo possibile che lo stesso possa perfezionarsi in un momento successivo mediante l’invito alla regolarizzazione.

La ricorrente ha proposto, quindi, appello in merito alla sentenza del Tar Lazio.

Il Consiglio di Stato in Adunanza plenaria ha emesso la sentenza affermando – in continuità ad un consolidato orientamento interpretativo che anche dopo l’entrata in vigore dell’art. 31 del dl 69/2013 (decreto del fare) non sono consentite regolarizzazioni postume della posizione previdenziale – dovendo l’impresa essere in regola con l’assolvimento degli obblighi previdenziali ed assistenziali fin dalla presentazione dell’offerta e conservare tale stato per tutta la durata della procedura di aggiudicazione e del rapporto con la stazione appaltante.

La sentenza evidenzia che il D.L. 69/2013 non ha in alcun modo modificato la disciplina dettata dall’art. 38 del dlgs 163/2006 (Codice Appalti)  e, pertanto, la regola del previo invito alla regolarizzazione non trova applicazione nel caso di Durc richiesto dalla Stazione Appaltante ai fini della verifica delle dichiarazioni rese dall’impresa per la partecipazione alla gara.

Il Consiglio di Stato ha chiarito che l’invito alla regolarizzazione (il c.d. preavviso di Durc negativo) opera solo nei rapporti tra Impresa ed Ente previdenziale, ossia avuto riguardo al Durc chiesto dall’Impresa e non anche a quello richiesto dalla Stazione Appaltante per la verifica della veridicità dell’auto dichiarazione.