Il rimborso malattia

La Cas­sa Edi­le rim­bor­sa all’Impresa una quo­ta par­te dell’indennità che quest’ultima è tenu­ta a ver­sa­re men­sil­men­te all’operaio, non in pro­va, e all’apprendista in caso di assen­za dal lavo­ro per malat­tia.

La quo­ta inte­gra quel­la a cari­co del­l’INPS.

Il rim­bor­so è ope­ra­to  entro i limi­ti di con­ser­va­zio­ne del posto di lavo­ro; vie­ne, quin­di, rico­no­sciu­to in gene­ra­le per un perio­do di 9 mesi con­se­cu­ti­vi, pari a 270 gior­ni di calen­da­rio (per l’o­pe­ra­io con un’an­zia­ni­tà supe­rio­re a 3 anni e mez­zo per un perio­do di 12 mesi con­se­cu­ti­vi, pari a 365 gior­ni di calen­da­rio, sen­za inter­ru­zio­ne di anzia­ni­tà.)

Il Calcolo

Il rim­bor­so è ope­ra­to in misu­ra pie­na nel caso in cui l’o­pe­ra­io abbia alme­no 450 ore ver­sa­te alla Cas­sa Edi­le nel tri­me­stre sca­du­to pri­ma dell’evento.

Esem­pio

per malat­tia ini­zia­ta il 21 ago­sto, con­ta­no le ore rela­ti­ve ai mesi di mag­gio, giu­gno e luglio. (ore indi­ca­te nel­le denun­ce MUT)

L’im­por­to del rim­bor­so è pari a A x B x C x D  dove:

  • A è il nume­ro di gior­ni inden­niz­za­bi­li;
  • B è il coef­fi­cien­te indi­ca­to nel­la tabel­la sot­to ripor­ta­ta;
  • C è la retri­bu­zio­ne ora­ria del­l’o­pe­ra­io (mini­mo di paga base +ele­men­to eco­no­mi­co ter­ri­to­ria­le + inden­ni­tà ter­ri­to­ria­le di set­to­re + ex inden­ni­tà di con­tin­gen­za);
  • D è il nume­ro di ore medie gior­na­lie­re di lavo­ro

Le ore medie gior­na­lie­re di lavo­ro si otten­go­no divi­den­do per sei l’orario con­trat­tua­le set­ti­ma­na­le in vigo­re nel­la cir­co­scri­zio­ne duran­te l’assenza per malat­tia.

Esem­pio

nel caso di ora­rio di lavo­ro a tem­po pie­no (40 ore) D è pari a 6,66.

Perio­do malat­tiaCasi­sti­caCoef­fi­cien­te
Per 1°, 2° e 3° gior­nonel caso la malat­tia supe­ri i 6 gior­ni0,500
Per 1°, 2° e 3° gior­nonel caso la malat­tia supe­ri i 12 gior­ni1,000
dal 4° al 20° gior­noper le gior­na­te inden­niz­za­te dal­l’INPS0,330
dal 21° al 180° gior­noper le gior­na­te inden­niz­za­te dal­l’INPS0.107
dal 181° al 365°per le sole gior­na­te non inden­niz­za­te dal­l’INPS0.500

Il rim­bor­so è rico­no­sciu­to per sei gior­ni alla set­ti­ma­na, esclu­se le dome­ni­che e le festi­vi­tà pre­vi­ste dal CCNL Edi­li­zia.

Il rim­bor­so è  pro­por­zio­nal­men­te ridot­to nel caso in cui le ore denun­cia­te alla Cas­sa Edi­le nel tri­me­stre sca­du­to risul­ti­no infe­rio­ri a 450. In tale caso il rim­bor­so è pari a tan­ti 450esimi quan­te sono le ore com­ples­si­ve del tri­me­stre.

Ana­lo­ga­men­te il rim­bor­so è pro­por­zio­nal­men­te ridot­to nel caso in cui l’o­pe­ra­io abbia un ora­rio set­ti­ma­na­le diver­so dal­le 40 ore (tem­po par­zia­le).

Esem­pio

Se l’o­pe­ra­io pre­sta la sua ope­ra a tem­po par­zia­le, 20 ore set­ti­ma­na­li, il rim­bor­so vie­ne cal­co­la­to per 20 qua­ran­te­si­mi.

Il rim­bor­so è ope­ra­to per inte­ro per gli ope­rai assun­ti da meno di tre mesi ( 90 gior­ni) o in aspet­ta­ti­va.

Ai fini del cal­co­lo del­le 450 ore si con­si­de­ra­no le ore:

  • ordi­na­rie lavo­ra­te di lavo­ro
  • le ore di altre malat­tie o infor­tu­ni
  • le ore di ferie godu­te
  • le festi­vi­tà
  • i per­mes­si retri­bui­ti
  • le ore di con­ce­do
  • le ore di per­mes­si sin­da­ca­li
  • Le ore di CIG
  • gli altri per­mes­si retri­bui­ti

Modalità di richiesta del rimborso

L’Im­pre­sa per otte­ne­re il rim­bor­so dal­la Cas­sa Edi­le deve ave­re indi­ca­to nel­la denun­cia MUT:

  • gli accan­to­na­men­ti ridot­ti per malat­tia
  • gli ope­rai amma­la­ti

Inol­tre, deve alle­ga­re i cer­ti­fi­ca­ti medi­ci alla denun­cia MUT dei pro­pri lavo­ra­to­ri assen­ti per malat­tia.

Nei cal­co­li degli impor­ti spet­tan­ti per malat­tia è neces­sa­rio cal­co­la­re la dura­ta del­la malat­tia.

Il cal­co­lo va effet­tua­to in gior­na­te di assen­za, a par­ti­re da quel­lo in cui ini­zia l’e­ven­to e fino all’ul­ti­mo gior­no di assen­za nel mese del­la denun­cia.

Ai fini di que­sto cal­co­lo, van­no con­teg­gia­ti tut­ti i gior­ni di calen­da­rio inter­cor­ren­ti nel perio­do pre­so in esa­me.

La denun­cia deve con­te­ne­re la situa­zio­ne “foto­gra­fa­ta” al mese, e non deve tene­re con­to di quel­lo che suc­ce­de­rà nel mese suc­ces­si­vo, anche se già noto al momen­to del­la com­pi­la­zio­ne.

Esem­pio

Caso di un lavo­ra­to­re che si amma­la il 27 set­tem­bre e rima­ne assen­te fino al 15 novem­bre.

Nel­la denun­cia di set­tem­bre van­no indi­ca­ti 4 gior­ni di malat­tia, inse­ren­do “data ini­zio malat­tia” 27 set­tem­bre e “data fine malat­tia” 30 set­tem­bre (anche se è già nota la cir­co­stan­za che il lavo­ra­to­re ha pro­se­gui­to la malat­tia).

Nel­la denun­cia di otto­bre va ricer­ca­to ed aggan­cia­to l’e­ven­to 27 set­tem­bre e va inse­ri­ta “data fine malat­tia” 31 otto­bre.

Nel­la denun­cia di novem­bre va ricer­ca­to ed aggan­cia­to l’e­ven­to 27 set­tem­bre e va inse­ri­ta “data fine malat­tia” 15 novem­bre.

Nel caso di pro­se­cu­zio­ne di un even­to nel mese suc­ces­si­vo biso­gna por­re atten­zio­ne al cor­ret­to inse­ri­men­to con “aggan­cio” all’e­ven­to del mese pre­ce­den­te.

Spes­so si riscon­tra­no richie­ste di rim­bor­so erra­te dovu­te pro­prio all’er­ra­ta indi­ca­zio­ne del­l’i­ni­zio even­to.

Il periodo di carenza

I pri­mi tre gior­ni di malat­tia sono chia­ma­ti di “caren­za”. Il loro trat­ta­men­to varia in fun­zio­ne del­la dura­ta del­la malat­tia (supe­rio­re a 6 gior­ni o supe­rio­re a 12 gior­ni).

Per deter­mi­na­re il coef­fi­cien­te da appli­ca­re per la richie­sta di rim­bor­so biso­gna cal­co­la­re la dura­ta del­la malat­tia alla fine del perio­do di assen­za nel mese, con­teg­gian­do tut­ti i gior­ni di calen­da­rio.

Qua­lo­ra la malat­tia pro­se­gua nel mese suc­ces­si­vo a quel­lo di ini­zio, la caren­za deve esse­re rical­co­la­ta ed even­tual­men­te con­gua­glia­ta il mese suc­ces­si­vo; per­tan­to se nel mese di ini­zio del­la malat­tia ven­go­no esclu­si dal paga­men­to i pri­mi tre gior­ni in quan­to l’as­sen­za del­l’o­pe­ra­io in tale mese è pari o infe­rio­re a 6 gior­na­te, veri­fi­can­do­si la con­ti­nua­zio­ne del­l’e­ven­to nel mese suc­ces­si­vo con con­se­guen­te supe­ra­men­to glo­ba­le dei 6 o dei 12 gior­ni di assen­za, i pri­mi tre gior­ni ini­zia­li dovran­no esse­re rical­co­la­ti e cor­ri­spo­sti a decor­re­re solo dal 2 mese di malat­tia.

Lo stes­so discor­so vale quan­do si è veri­fi­ca­to il con­teg­gio par­zia­le (perio­do supe­rio­re a 6 ma non supe­rio­re a 12 gior­ni), se nel mese di con­ti­nua­zio­ne suc­ces­si­vo ver­rà supe­ra­ta la dura­ta dei 12 gior­ni dovrà esse­re ricon­teg­gia­ta e rico­no­sciu­ta all’Im­pre­sa la dif­fe­ren­za di coper­tu­ra del coef­fi­cien­te di caren­za malat­tia (fascia mag­gio­re di 12 gior­ni).

Malattie di lunga durata

Par­ti­co­la­re atten­zio­ne va ripo­sta al caso di malat­tie di lun­ga dura­ta che inte­res­sa­no la 3′ fascia del­la tabel­la (dal 181* al 270°/365° gior­no).

Infat­ti, in tal caso il rimbor­so del­la Cas­sa Edi­le ope­ra per le sole gior­na­te non inden­niz­za­te dal­l’INPS.

E’ faci­le che malat­tie di lun­ga dura­ta, supe­rio­re cioè ai 6 mesi, ini­zi­no in un anno sola­re e ter­mi­ni­no nel­l’an­no suc­ces­si­vo (cosid­det­te malat­tie “a cava­lie­re” di due anni sola­ri.

L’INPS inden­niz­za 180 gior­na­te di malat­tia per anno sola­re. Ciò signi­fi­ca, ad esem­pio, che una malat­tia ini­zia­ta nel secon­do seme­stre del­l’an­no, può pro­se­gui­re per sei mesi nel­l’an­no suc­ces­si­vo ed esse­re inte­ra­men­te inden­niz­za­ta dal­l’I­sti­tu­to di Pre­vi­den­za. In que­sto caso il rim­bor­so Cas­sa Edi­le non spet­ta poi­ché le gior­na­te rica­den­ti dal 181° al 270° sono inden­niz­za­te dal­l’INPS.

Atte­so che il rim­bor­so ope­ra solo nei limi­ti di con­ser­va­zio­ne del posto di lavo­ro, la dura­ta del rim­bor­so risul­ta pari:

  • nel caso di un uni­co even­to di malat­tia:  9 mesi con­se­cu­ti­vi per gli ope­rai con anzia­ni­tà fino a 3 anni e mez­zo; 12 mesi con­se­cu­ti­vi per ope­rai con anzia­ni­tà pro­fes­sio­na­le supe­rio­re a 3 anni e mez­zo.
  • nel caso di più even­ti malat­tia o rica­du­te del­la stes­sa malat­tia: 9 mesi nel­l’ar­co dei 20 mesi con­se­cu­ti­vi per gli ope­rai con anzia­ni­tà fino a 3 anni e mez­zo; 12 mesi nel­l’ar­co di 24 mesi con­se­cu­ti­vi per ope­rai con anzia­ni­tà supe­rio­re a 3 anni e mez­zo.

La ricaduta

Se il lavo­ra­to­re si riam­ma­la del­la stes­sa pato­lo­gia (rico­no­sciu­ta come tale dal­l’INPS) entro 30 gior­ni dal­la fine del­la malat­tia, la malat­tia deve esse­re con­si­de­ra­ta come un even­to uni­co.

In tale caso i due perio­di di malat­tia van­no uni­fi­ca­ti sia ai fini del cal­co­lo del­la dura­ta che dei coef­fi­cien­ti da appli­ca­re per il cal­co­lo del rim­bor­so.

La cir­co­stan­za deve esse­re cer­ti­fi­ca­ta dal­lo stes­so medi­co che accer­ta la malat­tia.

Per il cor­ret­to inse­ri­men­to del­l’e­ven­to di rica­du­ta nel­la denun­cia MUT biso­gna ricer­ca­re l’e­ven­to ori­gi­na­rio e indi­ca­re “SI” nel cam­po rica­du­ta spe­ci­fi­can­do il gior­no del­la rica­du­ta.

I rife­ri­men­ti con­trat­tua­li (Alle­ga­to E CCNL)

(Pro­to­col­lo sul trat­ta­men­to per malat­tia, infor­tu­nio e malat­tia pro­fes­sio­na­le)

1. Il trat­ta­men­to per malat­tia… cor­ri­spo­sto dall’impresa all’operaio ai sen­si degli artt. 26 e 27 del c.c.n.l. è por­ta­to in dedu­zio­ne di quan­to dovu­to dall’impresa mede­si­ma alla Cas­sa Edi­le secon­do i cri­te­ri di cui ai com­mi seguen­ti.

Se nel tri­me­stre sola­re sca­du­to pri­ma dell’evento risul­ti­no denun­cia­te per l’operaio inte­res­sa­to alme­no 450 ore, com­pu­ta­te con i cri­te­ri di cui al com­ma suc­ces­si­vo, la dedu­zio­ne spet­ta per il trat­ta­men­to cal­co­la­to appli­can­do le quo­te ora­rie di segui­to indi­ca­te, pro­por­zio­nal­men­te ridot­te in caso di lavo­ro a tem­po par­zia­le.

Le quo­te ora­rie di cui al com­ma pre­ce­den­te sono cal­co­la­te appli­can­do alla retri­bu­zio­ne ora­ria come spe­ci­fi­ca­ta al quin­to com­ma dell’art. 26 e al sesto com­ma dell’art. 27 i coef­fi­cien­ti seguen­ti.

Malat­tia:

[TS_Advanced_Tables id=“1”]

[Omis­sis]

Agli effet­ti del secon­do com­ma si com­pu­ta­no le ore ordi­na­rie lavo­ra­te per le qua­li risul­ta­no ver­sa­ti i rela­ti­vi con­tri­bu­ti alla Cas­sa Edi­le, le ore comun­que retri­bui­te, non­ché quel­le per malat­tia o infor­tu­nio per le qua­li è cor­ri­spo­sto un trat­ta­men­to
eco­no­mi­co inte­gra­ti­vo o sosti­tu­ti­vo da par­te dell’impresa e le ore di sosta con richie­sta dell’intervento del­la Cas­sa inte­gra­zio­ne gua­da­gni.

Nel caso in cui le ore come sopra com­pu­ta­te risul­ti­no infe­rio­ri al nume­ro indi­ca­to, la dedu­zio­ne è pro­por­zio­nal­men­te ridot­ta. Per gli ope­rai assun­ti da meno di tre mesi o in aspet­ta­ti­va il trat­ta­men­to, cal­co­la­to come indi­ca­to al secon­do com­ma, è
resti­tui­to o con­gua­glia­to all’impresa per inte­ro.

La dedu­zio­ne avvie­ne median­te con­gua­glio con le som­me dovu­te alla Cas­sa Edi­le a qual­sia­si tito­lo o rim­bor­so da par­te del­la Cas­sa stes­sa in tem­pi bre­vi, secon­do le deter­mi­na­zio­ni assun­te dal­le Orga­niz­za­zio­ni ter­ri­to­ria­li ade­ren­ti alle Asso­cia­zio­ni nazio­na­li con­traen­ti, fat­te sal­ve le moda­li­tà even­tual­men­te sta­bi­li­te dal­le par­ti sot­to­scrit­te.

[Omis­sis]

Il rimborso infortunio, malattia professionale

La Cas­sa Edi­le rim­bor­sa all’Impresa una quo­ta par­te dell’indennità che quest’ultima è tenu­ta a ver­sa­re men­sil­men­te all’operaio, non in pro­va, e all’apprendista in caso di assen­za dal lavo­ro per malat­tia pro­fes­sio­na­le o infor­tu­nio fino alla gua­ri­gio­ne.

Il rim­bor­so inte­gra la quo­ta a cari­co del­l’I­NAIL.

Il calcolo

Il rim­bor­so è ope­ra­to in misu­ra pie­na nel caso in cui l’o­pe­ra­io abbia alme­no 450 ore denun­cia­te alla Cas­sa Edi­le nel tri­me­stre sca­du­to pri­ma dell’evento.

Esem­pio: se la malat­tia ini­zia il 21 ago­sto, biso­gna con­teg­gia­re le ore rela­ti­ve ai mesi di mag­gio, giu­gno e luglio. (si con­si­de­ra­no le ore indi­ca­te dal­l’Im­pre­sa nel­le denun­ce MUT)

L’im­por­to del rim­bor­so è pari a A x B x C x D, dove:

  • A è il nume­ro di gior­ni inden­niz­za­bi­li
  • B è il coef­fi­cien­te indi­ca­to nel­la tabel­la di segui­to ripor­ta­ta.
  • C è la  retri­bu­zio­ne ora­ria del­l’o­pe­ra­io (mini­mo di paga base +ele­men­to eco­no­mi­co ter­ri­to­ria­le + inden­ni­tà ter­ri­to­ria­le di set­to­re + ex inden­ni­tà di con­tin­gen­za).
  • D è il nume­ro di ore medie gior­na­lie­re

Le ore medie gior­na­lie­re di lavo­ro si otten­go­no divi­den­do per set­te l’orario con­trat­tua­le set­ti­ma­na­le in vigo­re nel­la cir­co­scri­zio­ne duran­te l’assenza.

Esem­pio
caso di ora­rio di lavo­ro a tem­po pie­no (40 ore), D è pari a 5,71.
Perio­do di infortunio/malattia pro­fes­sio­na­leCoef­fi­cien­te
dal 1° al 90° gior­no di assen­za0,234
dal 91° in poi0,045

[TS_Advanced_Tables id=“1”]

Il rim­bor­so è ero­ga­to per tut­te le gior­na­te inden­niz­za­te dall’INAIL, com­pre­se le dome­ni­che e le festi­vi­tà.

Il rim­bor­so è  pro­por­zio­nal­men­te ridot­to nel caso in cui l’o­pe­ra­io abbia un nume­ro di ore denun­cia­te nel tri­me­stre sca­du­to infe­rio­re a 450.

Il rim­bor­so è ope­ra­to per inte­ro per gli ope­rai assun­ti da meno di tre mesi o in aspet­ta­ti­va il trat­ta­men­to.

Ai fini del cal­co­lo del­le 450 ore, si con­si­de­ra­no:

  • ordi­na­rie lavo­ra­te di lavo­ro
  • le ore di altre malat­tie o infor­tu­ni
  • le ore di ferie godu­te
  • le festi­vi­tà
  • i per­mes­si retri­bui­ti
  • le ore di con­ce­do
  • le ore di per­mes­si sin­da­ca­li
  • Le ore di CIG
  • gli altri per­mes­si retri­bui­ti

Modalità di richiesta del rimborso

L’Im­pre­sa per otte­ne­re il rim­bor­so dal­la Cas­sa Edi­le deve ave­re indi­ca­to nel­la denun­cia MUT:

  • gli accan­to­na­men­ti ridot­ti per infor­tu­nio, malat­tia pro­fes­sio­na­le
  • gli ope­rai infor­tu­na­ti o in malat­tia pro­fes­sio­na­le

Inol­tre, deve alle­ga­re alla denun­cia MUT copia del­le dichia­ra­zio­ni INAIL di infor­tu­nio ed even­tua­li cer­ti­fi­ca­ti medi­ci dai qua­li si evin­ce la cau­sa, la dia­gno­si e la dura­ta com­ples­si­va del­l’e­ven­to.

Nei cal­co­li degli impor­ti spet­tan­ti per infor­tu­nio, malat­tia pro­fes­sio­na­le è neces­sa­rio cal­co­la­re la dura­ta del­l’e­ven­to.

Il cal­co­lo va effet­tua­to in gior­na­te di assen­za, a par­ti­re dal gior­no suc­ces­si­vo a quel­lo dell’evento e fino all’ultimo gior­no di assen­za nel mese del­la denun­cia.

Infat­ti, il gior­no del­l’in­for­tu­nio è da con­si­de­rar­si a tut­ti gli effet­ti, come gior­no lavo­ra­ti­vo, anche se l’in­for­tu­nio si veri­fi­ca ad ini­zio del­la gior­na­ta.

Ai fini di que­sto cal­co­lo, van­no con­teg­gia­ti tut­ti i gior­ni di calen­da­rio inter­cor­ren­ti nel perio­do pre­so in esa­me.

La denun­cia deve con­te­ne­re la situa­zio­ne “foto­gra­fa­ta” al mese, e non deve tene­re con­to di quel­lo che suc­ce­de­rà nel mese suc­ces­si­vo, anche se già noto al momen­to del­la com­pi­la­zio­ne.

Esem­pio

Caso di un lavo­ra­to­re che si infor­tu­na il 27 set­tem­bre e rima­ne assen­te fino al 15 novem­bre.

Nel­la denun­cia di set­tem­bre van­no indi­ca­ti 3 gior­ni di infor­tu­nio, inse­ren­do “data ini­zio assen­za” 28 set­tem­bre e “data fine infor­tu­nio” 30 set­tem­bre (anche se è già nota la cir­co­stan­za che il lavo­ra­to­re ha pro­se­gui­to l’as­sen­za dal lavo­ro).

Nel­la denun­cia di otto­bre va ricer­ca­to ed aggan­cia­to l’evento 28 set­tem­bre e va inse­ri­ta “data fine infor­tu­nio” 31 otto­bre.

Nel­la denun­cia di novem­bre va ricer­ca­to ed aggan­cia­to l’evento 28 set­tem­bre e va inse­ri­ta “data fine infor­tu­nio” 15 novem­bre.

Nel caso di pro­se­cu­zio­ne di un even­to nel mese suc­ces­si­vo biso­gna por­re atten­zio­ne al cor­ret­to inse­ri­men­to con “aggan­cio” all’evento del mese pre­ce­den­te.

Spes­so si riscon­tra­no richie­ste di rim­bor­so erra­te dovu­te pro­prio all’errata indi­ca­zio­ne dell’inizio even­to.

I rife­ri­men­ti con­trat­tua­li (Alle­ga­to E CCNL)

(Pro­to­col­lo sul trat­ta­men­to per malat­tia, infor­tu­nio e malat­tia pro­fes­sio­na­le)

1. Il trat­ta­men­to per …  infor­tu­nio e malat­tia pro­fes­sio­na­le cor­ri­spo­sto dall’impresa all’operaio ai sen­si degli artt. 26 e 27 del c.c.n.l. è por­ta­to in dedu­zio­ne di quan­to dovu­to dall’impresa mede­si­ma alla Cas­sa Edi­le secon­do i cri­te­ri di cui ai com­mi seguen­ti.

Se nel tri­me­stre sola­re sca­du­to pri­ma dell’evento risul­ti­no denun­cia­te per l’operaio inte­res­sa­to alme­no 450 ore, com­pu­ta­te con i cri­te­ri di cui al com­ma suc­ces­si­vo, la dedu­zio­ne spet­ta per il trat­ta­men­to cal­co­la­to appli­can­do le quo­te ora­rie di segui­to indi­ca­te, pro­por­zio­nal­men­te ridot­te in caso di lavo­ro a tem­po par­zia­le.

Le quo­te ora­rie di cui al com­ma pre­ce­den­te sono cal­co­la­te appli­can­do alla retri­bu­zio­ne ora­ria come spe­ci­fi­ca­ta al quin­to com­ma dell’art. 26 e al sesto com­ma dell’art. 27 i coef­fi­cien­ti seguen­ti.

Infor­tu­nio e malat­tia pro­fes­sio­na­le:

  1. dal 1° gior­no suc­ces­si­vo al gior­no dell’infortunio o alla data di ini­zio del­la malat­tia pro­fes­sio­na­le e fino al 90° gior­no di assen­za: 0,234;
  2. dal 91° gior­no in poi: 0,045.

Agli effet­ti del secon­do com­ma si com­pu­ta­no le ore ordi­na­rie lavo­ra­te per le qua­li risul­ta­no ver­sa­ti i rela­ti­vi con­tri­bu­ti alla Cas­sa Edi­le, le ore comun­que retri­bui­te, non­ché quel­le per malat­tia o infor­tu­nio per le qua­li è cor­ri­spo­sto un trat­ta­men­to
eco­no­mi­co inte­gra­ti­vo o sosti­tu­ti­vo da par­te dell’impresa e le ore di sosta con richie­sta dell’intervento del­la Cas­sa inte­gra­zio­ne gua­da­gni.

Nel caso in cui le ore come sopra com­pu­ta­te risul­ti­no infe­rio­ri al nume­ro indi­ca­to, la dedu­zio­ne è pro­por­zio­nal­men­te ridot­ta. Per gli ope­rai assun­ti da meno di tre mesi o in aspet­ta­ti­va il trat­ta­men­to, cal­co­la­to come indi­ca­to al secon­do com­ma, è
resti­tui­to o con­gua­glia­to all’impresa per inte­ro.

La dedu­zio­ne avvie­ne median­te con­gua­glio con le som­me dovu­te alla Cas­sa Edi­le a qual­sia­si tito­lo o rim­bor­so da par­te del­la Cas­sa stes­sa in tem­pi bre­vi, secon­do le deter­mi­na­zio­ni assun­te dal­le Orga­niz­za­zio­ni ter­ri­to­ria­li ade­ren­ti alle Asso­cia­zio­ni nazio­na­li con­traen­ti, fat­te sal­ve le moda­li­tà even­tual­men­te sta­bi­li­te dal­le par­ti sot­to­scrit­te.

[Omis­sis]

Le pagi­ne col­le­ga­te