Protocollo condiviso covid

Ulti­mo aggior­na­men­to 17/01/2021

Il Mini­stro del­le infra­strut­tu­re e dei tra­spor­ti con­di­vi­de con il Mini­ste­ro del lavo­ro e del­le poli­ti­che socia­li, ANCI, UPI, Anas S.p.A., RFI, ANCE, Allean­za del­le Coo­pe­ra­ti­ve , Feneal Uil, Fil­ca – CISL e Fil­lea CGIL il seguente:

PROTOCOLLO CONDIVISO DI REGOLAMENTAZIONE PER IL CONTENIMENTO DELLA DIFFUSIONE DEL COVID – 19 NEI CANTIERI

Premessa

Il 14 mar­zo 2020 è sta­to adot­ta­to il Pro­to­col­lo di rego­la­men­ta­zio­ne per il con­tra­sto e il con­te­ni­men­to del­la dif­fu­sio­ne del virus COVID 19 negli ambien­ti di lavo­ro (d’ora in poi Pro­to­col­lo), rela­ti­vo a tut­ti i set­to­ri pro­dut­ti­vi“, il cui con­te­nu­to è sta­to inte­gra­to in data 24 apri­le 2020, e alle cui pre­vi­sio­ni il pre­sen­te pro­to­col­lo fa inte­gral­men­te rin­vio. Inol­tre, le pre­vi­sio­ni del pre­sen­te pro­to­col­lo rap­pre­sen­ta­no spe­ci­fi­ca­zio­ne di set­to­re rispet­to alle pre­vi­sio­ni gene­ra­li con­te­nu­te nel Pro­to­col­lo del 14 mar­zo 2020, come inte­gra­to il suc­ces­si­vo 24 apri­le 2020.

Stan­te la vali­di­tà del­le dispo­si­zio­ni con­te­nu­te nel cita­to Pro­to­col­lo pre­vi­ste a carat­te­re gene­ra­le per tut­te le cate­go­rie, e in par­ti­co­la­re per i set­to­ri del­le ope­re pub­bli­che e dell’edilizia, si è rite­nu­to defi­ni­re ulte­rio­ri misure.

Obiettivo

L’obiettivo del pre­sen­te pro­to­col­lo con­di­vi­so di rego­la­men­ta­zio­ne è for­ni­re indi­ca­zio­ni ope­ra­ti­ve fina­liz­za­te a incre­men­ta­re nei can­tie­ri l’efficacia del­le misu­re pre­cau­zio­na­li di con­te­ni­men­to adot­ta­te per con­tra­sta­re l’epidemia di COVID-19. Il COVID-19 rap­pre­sen­ta, infat­ti, un rischio bio­lo­gi­co gene­ri­co, per il qua­le occor­re adot­ta­re misu­re ugua­li per tut­ta la popolazione.

Contenuti

Il pre­sen­te pro­to­col­lo con­tie­ne, quin­di, misu­re che seguo­no la logi­ca del­la pre­cau­zio­ne e seguo­no e attua­no le pre­scri­zio­ni del legi­sla­to­re e le indi­ca­zio­ni dell’Autorità sani­ta­ria. Tali misu­re si esten­do­no ai tito­la­ri del can­tie­re e a tut­ti i subap­pal­ta­to­ri e sub­for­ni­to­ri pre­sen­ti nel mede­si­mo cantiere

In rife­ri­men­to al DPCM 11 mar­zo 2020, pun­to 7, limi­ta­ta­men­te al perio­do del­la emer­gen­za dovu­ta al COVID-19, i dato­ri di lavo­ro potran­no, aven­do a rife­ri­men­to quan­to pre­vi­sto dai CCNL e favo­ren­do così le inte­se con le rap­pre­sen­tan­ze sindacali:

  • attua­re il mas­si­mo uti­liz­zo da par­te del­le impre­se di moda­li­tà di lavo­ro agi­le per le atti­vi­tà di sup­por­to al can­tie­re che pos­so­no esse­re svol­te dal pro­prio domi­ci­lio o in moda­li­tà a distanza;
  • sospen­de­re quel­le lavo­ra­zio­ni che pos­so­no esse­re svol­te attra­ver­so una rior­ga­niz­za­zio­ne­del­le fasi ese­gui­te in tem­pi suc­ces­si­vi sen­za com­pro­met­te­re le ope­re realizzate;
  • assi­cu­ra­re un pia­no di tur­na­zio­ne dei dipen­den­ti dedi­ca­ti alla pro­du­zio­ne con l’obiettivo di dimi­nui­re al mas­si­mo i con­tat­ti e di crea­re grup­pi auto­no­mi, distin­ti e riconoscibili;
  • uti­liz­za­re in via prio­ri­ta­ria gli ammor­tiz­za­to­ri socia­li dispo­ni­bi­li nel rispet­to degli isti­tu­ti con­trat­tua­li gene­ral­men­te fina­liz­za­ti a con­sen­ti­re l’astensione dal lavo­ro sen­za per­di­ta del­la retribuzione;
  • sono incen­ti­va­te le ferie matu­ra­te e i con­ge­di retri­bui­ti per i dipen­den­ti non­ché gli altri stru­men­ti pre­vi­sti dal­la nor­ma­ti­va vigen­te e dal­la con­trat­ta­zio­ne col­let­ti­va per le atti­vi­tà di sup­por­to al cantiere;
  • sono sospe­se e annul­la­te tut­te le trasferte/viaggi di lavo­ro nazio­na­li e inter­na­zio­na­li, anche se già con­cor­da­te o organizzate
  • sono limi­ta­ti al mas­si­mo gli spo­sta­men­ti all’interno e all’esterno del can­tie­re, con­tin­gen­tan­do l’accesso agli spa­zi comu­ni anche attra­ver­so la rior­ga­niz­za­zio­ne del­le lavo­ra­zio­ni e degli ora­ri del cantiere;

Il lavo­ro a distan­za con­ti­nua ad esse­re favo­ri­to anche nel­la fase di pro­gres­si­va riat­ti­va­zio­ne del lavo­ro in quan­to uti­le e modu­la­bi­le stru­men­to di pre­ven­zio­ne, fer­ma la neces­si­tà che il dato­re di lavo­ro garan­ti­sca ade­gua­te con­di­zio­ni di sup­por­to al lavo­ra­to­re e alla sua atti­vi­tà (assi­sten­za
nell’uso del­le appa­rec­chia­tu­re, modu­la­zio­ne dei tem­pi di lavo­ro e del­le pause).

E’ neces­sa­rio il rispet­to del distan­zia­men­to socia­le, anche attra­ver­so una rimo­du­la­zio­ne degli spa­zi di lavo­ro, com­pa­ti­bil­men­te con la natu­ra dei pro­ces­si pro­dut­ti­vi e con le dimen­sio­ni del cantiere.

Nel caso di lavo­ra­to­ri che non neces­si­ta­no di par­ti­co­la­ri stru­men­ti e/o attrez­za­tu­re di lavo­ro e che pos­so­no lavo­ra­re da soli, gli stes­si potreb­be­ro, per il perio­do tran­si­to­rio, esse­re posi­zio­na­ti in spa­zi ricavati.

Per gli ambien­ti dove ope­ra­no più lavo­ra­to­ri con­tem­po­ra­nea­men­te potran­no esse­re assun­ti pro­to­col­li di sicu­rez­za anti-con­ta­gio e, lad­do­ve non fos­se pos­si­bi­le in rela­zio­ne alle lavo­ra­zio­ni da ese­gui­re rispet­ta­re la distan­za inter­per­so­na­le di un metro come prin­ci­pa­le misu­ra di con­te­ni­men­to, sia­no adot­ta­ti stru­men­ti di pro­te­zio­ne indi­vi­dua­le. Il coor­di­na­to­re per la sicu­rez­za nel­l’e­se­cu­zio­ne dei lavo­ri, ove nomi­na­to ai sen­si del Decre­to legi­sla­ti­vo 9 apri­le 2008 , n. 81, prov­ve­de ad inte­gra­re il Pia­no di sicu­rez­za e di coor­di­na­men­to e la rela­ti­va sti­ma dei costi. I com­mit­ten­ti, attra­ver­so i coor­di­na­to­ri per la sicu­rez­za, vigi­la­no affin­ché nei can­tie­ri sia­no adot­ta­te le misu­re di sicu­rez­za anticontagio;

L’articolazione del lavo­ro potrà esse­re ride­fi­ni­ta con ora­ri dif­fe­ren­zia­ti che favo­ri­sca­no il distan­zia­men­to socia­le ridu­cen­do il nume­ro di pre­sen­ze in con­tem­po­ra­nea nel luo­go di lavo­ro e pre­ve­nen­do assem­bra­men­ti all’entrata e all’uscita con fles­si­bi­li­tà di orari.

È essen­zia­le evi­ta­re aggre­ga­zio­ni socia­li anche in rela­zio­ne agli spo­sta­men­ti per rag­giun­ge­re il posto di lavo­ro e rien­tra­re a casa (com­mu­ting), con par­ti­co­la­re rife­ri­men­to all’utilizzo del tra­spor­to pub­bli­co. Per tale moti­vo andreb­be­ro incen­ti­va­te for­me di tra­spor­to ver­so il luo­go di lavo­ro con ade­gua­to distan­zia­men­to fra i viag­gia­to­ri e favo­ren­do l’uso del mez­zo pri­va­to o di navette.

Oltre a quan­to pre­vi­sto dal il DPCM dell’11 mar­zo 2020, i dato­ri di lavo­ro adot­ta­no il pre­sen­te pro­to­col­lo di rego­la­men­ta­zio­ne all’interno del can­tie­re, appli­can­do, per tute­la­re la salu­te del­le per­so­ne pre­sen­ti all’interno del can­tie­re e garan­ti­re la salu­bri­tà dell’ambiente di lavo­ro, le ulteriori
misu­re di pre­cau­zio­ne di segui­to elen­ca­te — da inte­gra­re even­tual­men­te con altre equi­va­len­ti o più inci­si­ve secon­do la tipo­lo­gia, la loca­liz­za­zio­ne e le carat­te­ri­sti­che del can­tie­re, pre­via con­sul­ta­zio­ne del coor­di­na­to­re per l’e­se­cu­zio­ne dei lavo­ri ove nomi­na­to, del­le rap­pre­sen­tan­ze sin­da­ca­li aziendali/organizzazioni sin­da­ca­li di cate­go­ria e del RLST ter­ri­to­rial­men­te competente.

1. Informazione

Il dato­re di lavo­ro, anche con l’ausilio dell’Ente Uni­fi­ca­to Bila­te­ra­le formazione/sicurezza del­le costru­zio­ni, quin­di attra­ver­so le moda­li­tà più ido­nee ed effi­ca­ci, infor­ma tut­ti i lavo­ra­to­ri e chiun­que entri nel can­tie­re cir­ca le dispo­si­zio­ni del­le Auto­ri­tà, con­se­gnan­do e/o affig­gen­do all’ingresso del can­tie­re e nei luo­ghi mag­gior­men­te fre­quen­ta­ti appo­si­ti car­tel­li visi­bi­li che segna­li­no le cor­ret­te moda­li­tà di comportamento.
In par­ti­co­la­re, le infor­ma­zio­ni riguar­da­no i seguen­ti obblighi:

  • il per­so­na­le, pri­ma dell’accesso al can­tie­re dovrà esse­re sot­to­po­sto al con­trol­lo del­la tem­pe­ra­tu­ra cor­po­rea. Se tale tem­pe­ra­tu­ra risul­te­rà supe­rio­re ai 37,5°, non sarà con­sen­ti­to l’accesso al can­tie­re. Le per­so­ne in tale con­di­zio­ne — nel rispet­to del­le indi­ca­zio­ni ripor­ta­te in nota1[1]La rile­va­zio­ne in tem­po rea­le del­la tem­pe­ra­tu­ra cor­po­rea costi­tui­sce un trat­ta­men­to di dati per­so­na­li e, per­tan­to, deve avve­ni­re ai sen­si del­la disci­pli­na pri­va­cy vigen­te. A tal fine si sug­ge­ri­sce … Con­ti­nue rea­ding — saran­no momen­ta­nea­men­te iso­la­te e for­ni­te di masche­ri­ne, non dovran­no recar­si al Pron­to Soc­cor­so e/o nel­le infer­me­rie di sede, ma dovran­no con­tat­ta­re nel più bre­ve tem­po pos­si­bi­le il pro­prio medi­co curan­te e segui­re le sue indi­ca­zio­ni o, comun­que, l’autorità sanitaria;
  • la con­sa­pe­vo­lez­za e l’accettazione del fat­to di non poter fare ingres­so o di poter per­ma­ne­re in can­tie­re e di dover­lo dichia­ra­re tem­pe­sti­va­men­te lad­do­ve, anche suc­ces­si­va­men­te all’ingresso, sus­si­sta­no le con­di­zio­ni di peri­co­lo (sin­to­mi di influen­za, tem­pe­ra­tu­ra, pro­ve­nien­za da zone a rischio o con­tat­to con per­so­ne posi­ti­ve al virus nei 14 gior­ni pre­ce­den­ti, etc) in cui i prov­ve­di­men­ti dell’Autorità impon­go­no di infor­ma­re il medi­co di fami­glia e l’Autorità sani­ta­ria e di rima­ne­re al pro­prio domicilio;
  • l’impegno a rispet­ta­re tut­te le dispo­si­zio­ni del­le Auto­ri­tà e del dato­re di lavo­ro nel fare acces­so in can­tie­re (in par­ti­co­la­re: man­te­ne­re la distan­za di sicu­rez­za, uti­liz­za­re gli stru­men­ti di pro­te­zio­ne indi­vi­dua­le mes­si a dispo­si­zio­ne duran­te le lavo­ra­zio­ni che non con­sen­ta­no di rispet­ta­re la distan­za inter­per­so­na­le di un metro e tene­re com­por­ta­men­ti cor­ret­ti sul pia­no dell’igiene);
  • l’impegno a infor­ma­re tem­pe­sti­va­men­te e respon­sa­bil­men­te il dato­re di lavo­ro del­la pre­sen­za di qual­sia­si sin­to­mo influen­za­le duran­te l’espletamento del­la pre­sta­zio­ne lavo­ra­ti­va, aven­do cura di rima­ne­re ad ade­gua­ta distan­za dal­le per­so­ne presenti;
  • l’obbligo del dato­re di lavo­ro di infor­ma­re pre­ven­ti­va­men­te il per­so­na­le, e chi inten­de fare ingres­so nel can­tie­re, del­la pre­clu­sio­ne dell’accesso a chi, negli ulti­mi 14 gior­ni, abbia avu­to con­tat­ti con sog­get­ti risul­ta­ti posi­ti­vi al COVID-19 o pro­ven­ga da zone a rischio secon­do le indi­ca­zio­ni dell’OMS;
  • Per que­sti casi si fa rife­ri­men­to al Decre­to leg­ge n. 6 del 23/02/2020, art. 1, lett. h) e i)

2. Modalità di accesso dei fornitori esterni ai cantieri

  • Per l’accesso di for­ni­to­ri ester­ni devo­no esse­re indi­vi­dua­te pro­ce­du­re di ingres­so, tran­si­to e usci­ta, median­te moda­li­tà, per­cor­si e tem­pi­sti­che pre­de­fi­ni­te, al fine di ridur­re le occa­sio­ni di con­tat­to con il per­so­na­le pre­sen­te nel can­tie­re, con inte­gra­zio­ne in appen­di­ce nel Pia­no di sicu­rez­za e coordinamento;
  • Se pos­si­bi­le, gli auti­sti dei mez­zi di tra­spor­to devo­no rima­ne­re a bor­do dei pro­pri mez­zi: non è con­sen­ti­to l’accesso ai loca­li chiu­si comu­ni del can­tie­re per nes­sun moti­vo. Per le neces­sa­rie atti­vi­tà di appron­ta­men­to del­le atti­vi­tà di cari­co e sca­ri­co, il tra­spor­ta­to­re dovrà atte­ner­si alla
    rigo­ro­sa distan­za mini­ma di un metro;
  • Per fornitori/trasportatori e/o altro per­so­na­le ester­no individuare/installare ser­vi­zi igie­ni­ci dedi­ca­ti, pre­ve­de­re il divie­to di uti­liz­zo di quel­li del per­so­na­le dipen­den­te e garan­ti­re una ade­gua­ta puli­zia giornaliera;
  • Ove sia pre­sen­te un ser­vi­zio di tra­spor­to orga­niz­za­to dal dato­re di lavo­ro per rag­giun­ge­re il can­tie­re, va garan­ti­ta e rispet­ta­ta la sicu­rez­za dei lavo­ra­to­ri lun­go ogni spo­sta­men­to, se del caso facen­do ricor­so a un nume­ro mag­gio­re di mez­zi e/o pre­ve­den­do ingres­si ed usci­te dal can­tie­re con ora­ri fles­si­bi­li e sca­glio­na­ti oppu­re rico­no­scen­do aumen­ti tem­po­ra­nei del­le inden­ni­tà spe­ci­fi­che, come da con­trat­ta­zio­ne col­let­ti­va, per l’uso del mez­zo pro­prio. In ogni caso, occor­re assi­cu­ra­re la puli­zia con spe­ci­fi­ci deter­gen­ti del­le mani­glie di por­tie­re e fine­stri­ni, volan­te, cam­bio, etc. man­te­nen­do una cor­ret­ta area­zio­ne all’interno del veicolo.

3. Pulizia e sanificazione nel cantiere

  • Il dato­re di lavo­ro assi­cu­ra la puli­zia gior­na­lie­ra e la sani­fi­ca­zio­ne perio­di­ca degli spo­glia­toi e del­le aree comu­ni limi­tan­do l’accesso con­tem­po­ra­neo a tali luo­ghi; ai fini del­la sani­fi­ca­zio­ne e del­la igie­niz­za­zio­ne van­no inclu­si anche i mez­zi d’opera con le rela­ti­ve cabi­ne di gui­da o di pilo­tag­gio. Lo stes­so dica­si per le auto di ser­vi­zio e le auto a noleg­gio e per i mez­zi di lavo­ro qua­li gru e mez­zi ope­ran­ti in cantiere;
  • Il dato­re di lavo­ro veri­fi­ca la cor­ret­ta puli­zia degli stru­men­ti indi­vi­dua­li di lavo­ro impe­den­do­ne l’uso pro­mi­scuo, for­nen­do anche spe­ci­fi­co deter­gen­te e ren­den­do­lo dispo­ni­bi­le in can­tie­re sia pri­ma che duran­te che al ter­mi­ne del­la pre­sta­zio­ne di lavoro;
  • Il dato­re di lavo­ro deve veri­fi­ca­re l’av­ve­nu­ta sani­fi­ca­zio­ne di tut­ti gli allog­gia­men­ti e di tut­ti i loca­li, com­pre­si quel­li all’esterno del can­tie­re ma uti­liz­za­ti per tale fina­li­tà, non­ché dei mez­zi d’opera dopo cia­scun uti­liz­zo, pre­sen­ti nel can­tie­re e nel­le strut­tu­re ester­ne pri­va­te uti­liz­za­te sem­pre per le fina­li­tà del cantiere;
  • nel caso di pre­sen­za di una per­so­na con COVID-19 all’interno del can­tie­re si pro­ce­de alla puli­zia e sani­fi­ca­zio­ne dei loca­li, allog­gia­men­ti e mez­zi secon­do le dispo­si­zio­ni del­la cir­co­la­re n. 5443 del 22 feb­bra­io 2020 del Mini­ste­ro del­la Salu­te non­ché, lad­do­ve neces­sa­rio, alla loro ventilazione
  • La perio­di­ci­tà del­la sani­fi­ca­zio­ne ver­rà sta­bi­li­ta dal dato­re di lavo­ro in rela­zio­ne alle carat­te­ri­sti­che ed agli uti­liz­zi dei loca­li e mez­zi di tra­spor­to, pre­via con­sul­ta­zio­ne del medi­co com­pe­ten­te azien­da­le e del Respon­sa­bi­le di ser­vi­zio di pre­ven­zio­ne e pro­te­zio­ne, dei Rap­pre­sen­tan­ti dei lavo­ra­to­ri per la sicu­rez­za (RLS o RSLT ter­ri­to­rial­men­te competente);
  • Nel­le azien­de che effet­tua­no le ope­ra­zio­ni di puli­zia e sani­fi­ca­zio­ne van­no defi­ni­ti i pro­to­col­li di inter­ven­to spe­ci­fi­ci in comu­ne accor­do con i Rap­pre­sen­tan­ti dei lavo­ra­to­ri per la sicu­rez­za (RLS o RSLT ter­ri­to­rial­men­te competente);
  • Gli ope­ra­to­ri che ese­guo­no i lavo­ri di puli­zia e sani­fi­ca­zio­ne deb­bo­no inde­ro­ga­bil­men­te esse­re dota­ti di tut­ti gli indu­men­ti e i dispo­si­ti­vi di pro­te­zio­ne individuale.
  • Le azio­ni di sani­fi­ca­zio­ne devo­no pre­ve­de­re atti­vi­tà ese­gui­te uti­liz­zan­do pro­dot­ti aven­ti le carat­te­ri­sti­che indi­ca­te nel­la cir­co­la­re n 5443 del 22 feb­bra­io 2020 del Mini­ste­ro del­la Salute;

4. Precauzioni igieniche personali

  • è obbli­ga­to­rio che le per­so­ne pre­sen­ti in azien­da adot­ti­no tut­te le pre­cau­zio­ni igie­ni­che, in par­ti­co­la­re assi­cu­ri­no il fre­quen­te e minu­zio­so lavag­gio del­le mani, anche duran­te l’esecuzione del­le lavorazioni;
    • il dato­re di lavo­ro, a tal fine, met­te a dispo­si­zio­ne ido­nei mez­zi deter­gen­ti per le mani;

5. Disposizioni di protezione individuale

  • l’adozione del­le misu­re di igie­ne e dei dispo­si­ti­vi di pro­te­zio­ne indi­vi­dua­le indi­ca­ti nel pre­sen­te Pro­to­col­lo di Rego­la­men­ta­zio­ne è di fon­da­men­ta­le impor­tan­za ma, vista la fat­tua­le situa­zio­ne di emer­gen­za, è evi­den­te­men­te lega­ta alla dispo­ni­bi­li­tà in com­mer­cio dei pre­det­ti dispositivi;
  • le masche­ri­ne dovran­no esse­re uti­liz­za­te in con­for­mi­tà a quan­to pre­vi­sto dal­le indi­ca­zio­ni dell’Organizzazione mon­dia­le del­la sanità;
  • data la situa­zio­ne di emer­gen­za, in caso di dif­fi­col­tà di approv­vi­gio­na­men­to e alla sola fina­li­tà di evi­ta­re la dif­fu­sio­ne del virus, potran­no esse­re uti­liz­za­te masche­ri­ne la cui tipo­lo­gia cor­ri­spon­da alle indi­ca­zio­ni dall’autorità sani­ta­ria e del coor­di­na­to­re per l’e­se­cu­zio­ne dei lavo­ri ove nomi­na­to ai sen­si del Decre­to legi­sla­ti­vo 9 apri­le 2008, n. 81;
  • è favo­ri­ta la pre­di­spo­si­zio­ne da par­te dell’azienda del liqui­do deter­gen­te secon­do le indi­ca­zio­ni dell’OMS (https://www.who.int/gpsc/5may/Guide to Locai Production.pdf);
  • qua­lo­ra la lavo­ra­zio­ne da ese­gui­re in can­tie­re impon­ga di lavo­ra­re a distan­za inter­per­so­na­le mino­re di un metro e non sia­no pos­si­bi­li altre solu­zio­ni orga­niz­za­ti­ve è comun­que neces­sa­rio l’uso del­le masche­ri­ne e altri dispo­si­ti­vi di pro­te­zio­ne (guan­ti, occhia­li, tute, cuf­fie, ecc…) con­for­mi alle dispo­si­zio­ni del­le auto­ri­tà scien­ti­fi­che e sani­ta­rie; in tali eve­nien­ze, in man­can­za di ido­nei D.P.I., le lavo­ra­zio­ni dovran­no esse­re sospe­se con il ricor­so se neces­sa­rio alla Cas­sa Inte­gra­zio­ne Ordi­na­ria (CIGO) ai sen­si del Decre­to Leg­ge n. 18 del 17 mar­zo 2020, per il tem­po stret­ta­men­te neces­sa­rio al repe­ri­men­to degli ido­nei DPI;
  • il coor­di­na­to­re per l’e­se­cu­zio­ne dei lavo­ri ove nomi­na­to ai sen­si del Decre­to legi­sla­ti­vo 9 apri­le 2008, n. 81 prov­ve­de al riguar­do ad inte­gra­re il Pia­no di sicu­rez­za e di coor­di­na­men­to e la rela­ti­va sti­ma dei costi con tut­ti i dispo­si­ti­vi rite­nu­ti neces­sa­ri; il coor­di­na­to­re per la sicu­rez­za in fase di pro­get­ta­zio­ne, con il coin­vol­gi­men­to del RLS o, ove non pre­sen­te, del RLST, ade­gua la pro­get­ta­zio­ne del can­tie­re alle misu­re con­te­nu­te nel pre­sen­te pro­to­col­lo, assi­cu­ran­do­ne la con­cre­ta attuazione;
  • il dato­re di lavo­ro prov­ve­de a rin­no­va­re a tut­ti i lavo­ra­to­ri gli indu­men­ti da lavo­ro pre­ve­den­do la distri­bu­zio­ne a tut­te le mae­stran­ze impe­gna­te nel­le lavo­ra­zio­ni di tut­ti i dispo­si­ti­vi indi­vi­dua­le di pro­te­zio­ne anche con tute usa e getta;
  • il dato­re di lavo­ro si assi­cu­ra che in ogni can­tie­re di gran­di dimen­sio­ni per nume­ro di occu­pa­ti (supe­rio­re a 250 uni­tà) sia atti­vo il pre­si­dio sani­ta­rio e, lad­do­ve obbli­ga­to­rio, l’apposito ser­vi­zio medi­co e appo­si­to pron­to inter­ven­to; per tut­ti gli altri can­tie­ri, tali atti­vi­tà sono svol­te dagli addet­ti al pri­mo soc­cor­so, già nomi­na­ti, pre­via ade­gua­ta for­ma­zio­ne e for­ni­tu­ra del­le dota­zio­ni neces­sa­rie con rife­ri­men­to alle misu­re di con­te­ni­men­to del­la dif­fu­sio­ne del virus COVID-19;

6. Gestione spazi comuni (mensa, spogliatoi)

  • L’accesso agli spa­zi comu­ni, com­pre­se le men­se e gli spo­glia­toi è con­tin­gen­ta­to, con la pre­vi­sio­ne di una ven­ti­la­zio­ne con­ti­nua dei loca­li, di un tem­po ridot­to di sosta all’interno di tali spa­zi e con il man­te­ni­men­to del­la distan­za di sicu­rez­za di 1 metro tra le per­so­ne che li occu­pa­no; nel caso di atti­vi­tà che non pre­ve­do­no obbli­ga­to­ria­men­te l’u­so degli spo­glia­toi, è pre­fe­ri­bi­le non uti­liz­za­re gli stes­si al fine di evi­ta­re il con­tat­to tra i lavo­ra­to­ri; nel caso in cui sia obbli­ga­to­rio l’uso, il coor­di­na­to­re per l’e­se­cu­zio­ne dei lavo­ri, ove nomi­na­to ai sen­si del Decre­to legi­sla­ti­vo 9 apri­le 2008 , n. 81, prov­ve­de al riguar­do ad inte­gra­re il Pia­no di sicu­rez­za e di coor­di­na­men­to anche attra­ver­so una tur­na­zio­ne dei lavo­ra­to­ri com­pa­ti­bil­men­te con le lavo­ra­zio­ni pre­vi­ste in cantiere;
  • il dato­re di lavo­ro prov­ve­de alla sani­fi­ca­zio­ne alme­no gior­na­lie­ra ed alla orga­niz­za­zio­ne degli spa­zi per la men­sa e degli spo­glia­toi per lascia­re nel­la dispo­ni­bi­li­tà dei lavo­ra­to­ri luo­ghi per il depo­si­to degli indu­men­ti da lavo­ro e garan­ti­re loro ido­nee con­di­zio­ni igie­ni­che sanitarie.
  • Occor­re garan­ti­re la sani­fi­ca­zio­ne perio­di­ca e la puli­zia gior­na­lie­ra con appo­si­ti deter­gen­ti anche del­le tastie­re dei distri­bu­to­ri di bevande;

7. Organizzazione del cantiere

(tur­na­zio­ne, rimo­du­la­zio­ne dei cro­no­pro­gram­ma del­le lavorazioni)

In rife­ri­men­to al DPCM 11 mar­zo 2020, pun­to 7, limi­ta­ta­men­te al perio­do del­la emer­gen­za dovu­ta al COVID-19, le impre­se potran­no, aven­do a rife­ri­men­to quan­to pre­vi­sto dai CCNL e favo­ren­do così le inte­se con le rap­pre­sen­tan­ze sin­da­ca­li azien­da­li, o ter­ri­to­ria­li di cate­go­ria, dispor­re la rior­ga­niz­za­zio­ne del can­tie­re e del cro­no­pro­gram­ma del­le lavo­ra­zio­ni anche attra­ver­so la tur­na­zio­ne dei lavo­ra­to­ri con l’obiettivo di dimi­nui­re i con­tat­ti, di crea­re grup­pi auto­no­mi, distin­ti e rico­no­sci­bi­li e di con­sen­ti­re una diver­sa arti­co­la­zio­ne degli ora­ri del can­tie­re sia per quan­to attie­ne all’apertura, alla sosta e all’uscita.

8. Gestione di una persona sintomatica in cantiere

  • Nel caso in cui una per­so­na pre­sen­te in can­tie­re svi­lup­pi feb­bre con tem­pe­ra­tu­ra supe­rio­re ai 37,5° e sin­to­mi di infe­zio­ne respi­ra­to­ria qua­li la tos­se, lo deve dichia­ra­re imme­dia­ta­men­te al dato­re di lavo­ro o al diret­to­re di can­tie­re che dovrà pro­ce­de­re al suo iso­la­men­to in base alle dispo­si­zio­ni dell’autorità sani­ta­ria e del coor­di­na­to­re per l’e­se­cu­zio­ne dei lavo­ri ove nomi­na­to ai sen­si del Decre­to legi­sla­ti­vo 9 apri­le 2008 , n. 81 e pro­ce­de­re imme­dia­ta­men­te ad avver­ti­re le auto­ri­tà sani­ta­rie com­pe­ten­ti e i nume­ri di emer­gen­za per il COVID-19 for­ni­ti dal­la Regio­ne o dal Mini­ste­ro del­la Salute;
  • Il dato­re di lavo­ro col­la­bo­ra con le Auto­ri­tà sani­ta­rie per l’individuazione degli even­tua­li “con­tat­ti stret­ti” di una per­so­na pre­sen­te in can­tie­re che sia sta­ta riscon­tra­ta posi­ti­va al tam­po­ne COVID-19. Ciò al fine di per­met­te­re alle auto­ri­tà di appli­ca­re le neces­sa­rie e oppor­tu­ne misu­re di qua­ran­te­na. Nel perio­do dell’indagine, il dato­re di lavo­ro potrà chie­de­re agli even­tua­li pos­si­bi­li con­tat­ti stret­ti di lascia­re cau­te­la­ti­va­men­te il can­tie­re secon­do le indi­ca­zio­ni dell’Autorità sanitaria.

 

9.Sorveglianza sanitaria/Medico competente/RLSRLST

  • La sor­ve­glian­za sani­ta­ria deve pro­se­gui­re rispet­tan­do le misu­re igie­ni­che con­te­nu­te nel­le indi­ca­zio­ni del Mini­ste­ro del­la Salu­te (cd. decalogo):
  • van­no pri­vi­le­gia­te, in que­sto perio­do, le visi­te pre­ven­ti­ve, le visi­te a richie­sta e le visi­te da rien­tro da malattia;
  • la sor­ve­glian­za sani­ta­ria perio­di­ca non va inter­rot­ta, per­ché rap­pre­sen­ta una ulte­rio­re misu­ra di pre­ven­zio­ne di carat­te­re gene­ra­le: sia per­ché può inter­cet­ta­re pos­si­bi­li casi e sin­to­mi sospet­ti del con­ta­gio, sia per l’informazione e la for­ma­zio­ne che il medi­co com­pe­ten­te può for­ni­re ai lavo­ra­to­ri per evi­ta­re la dif­fu­sio­ne del contagio;
  • nell’integrare e pro­por­re tut­te le misu­re di rego­la­men­ta­zio­ne lega­te al COVID-19 il medi­co com­pe­ten­te col­la­bo­ra con il dato­re di lavo­ro e le RLS/RLST non­ché con il diret­to­re di can­tie­re e il coor­di­na­to­re per l’e­se­cu­zio­ne dei lavo­ri ove nomi­na­to ai sen­si del Decre­to legi­sla­ti­vo 9 apri­le 2008, n. 81;
  • Il medi­co com­pe­ten­te segna­la al dato­re di lavo­ro situa­zio­ni di par­ti­co­la­re fra­gi­li­tà e pato­lo­gie attua­li o pre­gres­se dei dipen­den­ti e il dato­re di lavo­ro prov­ve­de alla loro tute­la nel rispet­to del­la pri­va­cy il medi­co com­pe­ten­te appli­che­rà le indi­ca­zio­ni del­le Auto­ri­tà Sanitarie;

10. Aggiornamento del protocollo di regolamentazione

  • È costi­tui­to in can­tie­re un Comi­ta­to per l’applicazione e la veri­fi­ca del­le rego­le del pro­to­col­lo di rego­la­men­ta­zio­ne con la par­te­ci­pa­zio­ne del­le rap­pre­sen­tan­ze sin­da­ca­li azien­da­li e del RLS.
  • Lad­do­ve, per la par­ti­co­la­re tipo­lo­gia di can­tie­re e per il siste­ma del­le rela­zio­ni sin­da­ca­li, non si des­se luo­go alla costi­tu­zio­ne di comi­ta­ti per i sin­go­li can­tie­ri, ver­rà isti­tui­to, un Comi­ta­to Ter­ri­to­ria­le com­po­sto dagli Orga­ni­smi Pari­te­ti­ci per la salu­te e la sicu­rez­za, lad­do­ve costi­tui­ti, con il coin­vol­gi­men­to degli RLST e dei rap­pre­sen­tan­ti del­le par­ti sociali.
  • Potran­no esse­re costi­tui­ti, a livel­lo ter­ri­to­ria­le o set­to­ria­le, ad ini­zia­ti­va dei sog­get­ti fir­ma­ta­ri del pre­sen­te Pro­to­col­lo, comi­ta­ti per le fina­li­tà del Pro­to­col­lo, anche con il coin­vol­gi­men­to del­le auto­ri­tà sani­ta­ria loca­li e degli altri sog­get­ti isti­tu­zio­na­li coin­vol­ti nel­le ini­zia­ti­ve per il con­tra­sto del­la dif­fu­sio­ne del COVID19.
    Si evi­den­zia che riman­go­no, comun­que, fer­me le fun­zio­ni ispet­ti­ve dell’INAIL e dell’Agenzia uni­ca per le ispe­zio­ni del lavo­ro, “Ispet­to­ra­to Nazio­na­le del Lavo­ro”, e che, in casi ecce­zio­na­li, potrà esse­re richie­sto l’intervento degli agen­ti di Poli­zia Locale.

Tipizzazione

TIPIZZAZIONE, RELATIVAMENTE ALLE ATTIVITADI CANTIERE, DELLE IPOTESI DI ESCLUSIONE DELLA RESPONSABILITÀ DEL DEBITORE, ANCHE RELATIVAMENTE ALLAPPLICAZIONE DI EVENTUALI DECADENZE O PENALI CONNESSE A RITARDATI O OMESSI ADEMPIMENTI

Le ipo­te­si che seguo­no, costi­tui­sco­no una tipiz­za­zio­ne pat­ti­zia, rela­ti­va­men­te alle atti­vi­tà di can­tie­re, del­la dispo­si­zio­ne, di carat­te­re gene­ra­le, con­te­nu­ta nell’articolo 91 del decre­to leg­ge 17 mar­zo 2020, n. 18, a teno­re del­la qua­le il rispet­to del­le misu­re di con­te­ni­men­to adot­ta­te per con­tra­sta­re l’epidemia di COVID-19 è sem­pre valu­ta­ta ai fini del­l’e­sclu­sio­ne, ai sen­si e per gli effet­ti degli arti­co­li 1218 e 1223 c.c., del­la respon­sa­bi­li­tà del debi­to­re, anche rela­ti­va­men­te all’applicazione di even­tua­li deca­den­ze o pena­li con­nes­se a ritar­da­ti o omes­si adempimenti.

  1. la lavo­ra­zio­ne da ese­gui­re in can­tie­re impo­ne di lavo­ra­re a distan­za inter­per­so­na­le mino­re di un metro, non sono pos­si­bi­li altre solu­zio­ni orga­niz­za­ti­ve e non sono dispo­ni­bi­li, in nume­ro suf­fi­cien­te, masche­ri­ne e altri dispo­si­ti­vi di pro­te­zio­ne indi­vi­dua­le (guan­ti, occhia­li, tute, cuf­fie, ecc..) con­for­mi alle dispo­si­zio­ni del­le auto­ri­tà scien­ti­fi­che e sani­ta­rie (risul­ta docu­men­ta­to l’av­ve­nu­to ordi­ne del mate­ria­le di pro­te­zio­ne indi­vi­dua­le e la sua man­ca­ta con­se­gna nei ter­mi­ni): con­se­guen­te sospen­sio­ne del­le lavorazioni;
  2. l’accesso agli spa­zi comu­ni, per esem­pio le men­se, non può esse­re con­tin­gen­ta­to, con la pre­vi­sio­ne di una ven­ti­la­zio­ne con­ti­nua dei loca­li, di un tem­po ridot­to di sosta all’interno di tali spa­zi e con il man­te­ni­men­to del­la distan­za di sicu­rez­za di 1 metro tra le per­so­ne che li occu­pa­no; non è pos­si­bi­le assi­cu­ra­re il ser­vi­zio di men­sa in altro modo per assen­za, nel­le adia­cen­ze del can­tie­re, di eser­ci­zi com­mer­cia­li, in cui con­su­ma­re il pasto, non è pos­si­bi­le ricor­re­re ad un pasto cal­do anche al sac­co, da con­su­mar­si man­te­nen­do le spe­ci­fi­che distan­ze: con­se­guen­te sospen­sio­ne del­le lavorazioni;
  3. caso di un lavo­ra­to­re che si accer­ti affet­to da COVID-19; neces­si­tà di por­re in qua­ran­te­na tut­ti i lavo­ra­to­ri che sia­no venu­ti a con­tat­to con il col­le­ga con­ta­gia­to; non è pos­si­bi­le la rior­ga­niz­za­zio­ne del can­tie­re e del cro­no­pro­gram­ma del­le lavo­ra­zio­ni: con­se­guen­te sospen­sio­ne del­le lavorazioni;
  4. lad­do­ve vi sia il per­not­to degli ope­rai ed il dor­mi­to­rio non abbia le carat­te­ri­sti­che mini­me di sicu­rez­za richie­ste e/o non sia­no pos­si­bi­li altre solu­zio­ni orga­niz­za­ti­ve, per man­can­za di strut­tu­re ricet­ti­ve dispo­ni­bi­li: con­se­guen­te sospen­sio­ne del­le lavorazioni.
  5. indi­spo­ni­bi­li­tà di approv­vi­gio­na­men­to di mate­ria­li, mez­zi, attrez­za­tu­re e mae­stran­ze fun­zio­na­li alle spe­ci­fi­che atti­vi­tà del can­tie­re: con­se­guen­te sospen­sio­ne del­le lavorazioni

La ricor­ren­za del­le pre­det­te ipo­te­si deve esse­re atte­sta­ta dal coor­di­na­to­re per la sicu­rez­za nel­l’e­se­cu­zio­ne dei lavo­ri che ha redat­to l’integrazione del Pia­no di sicu­rez­za e di coordinamento.

N.B. si evi­den­zia che la tipiz­za­zio­ne del­le ipo­te­si deve inten­der­si come mera­men­te esemplificativa
e non esaustiva.

Possibili integrazioni

Le pre­sen­ti linee gui­da sono auto­ma­ti­ca­men­te inte­gra­te o modi­fi­ca­te in mate­ria di tute­la sani­ta­ria sul­la base del­le indi­ca­zio­ni o deter­mi­na­zio­ni assun­te dal Mini­ste­ro del­la salu­te e dall’Organizzazione Mon­dia­le del­la Sani­tà in rela­zio­ne alle moda­li­tà di con­ta­gio del COVID-19.

Roma, 24 apri­le 2020

Note

Note
1
  • La rile­va­zio­ne in tem­po rea­le del­la tem­pe­ra­tu­ra cor­po­rea costi­tui­sce un trat­ta­men­to di dati
    per­so­na­li e, per­tan­to, deve avve­ni­re ai sen­si del­la disci­pli­na pri­va­cy vigen­te. A tal fine si sug­ge­ri­sce di: 1) rile­va­re a tem­pe­ra­tu­ra e non regi­stra­re il dato acqui­sto. È pos­si­bi­le iden­ti­fi­ca­re l’interessato e regi­stra­re il supe­ra­men­to del­la soglia di tem­pe­ra­tu­ra solo qua­lo­ra sia neces­sa­rio a docu­men­ta­re le ragio­ni che han­no impe­di­to l’accesso ai loca­li azien­da­li; 2) for­ni­re l’informativa sul trat­ta­men­to dei dati per­so­na­li. Si ricor­da che l’informativa può omet­te­re le infor­ma­zio­ni di cui l’interessato è già in pos­ses­so e può esse­re for­ni­ta anche oral­men­te. Quan­to ai con­te­nu­ti dell’informativa, con rife­ri­men­to alla fina­li­tà del trat­ta­men­to potrà esse­re indi­ca­ta la pre­ven­zio­ne dal con­ta­gio daCO­VID-19 e con rife­ri­men­to alla base giu­ri­di­ca può esse­re indi­ca­ta l’implementazione dei pro­to­col­li di sicu­rez­za anti-con­ta­gio ai sen­si dell’art. art. 1, n. 7, lett. d), del DPCM 11 mar­zo 2020 e con rife­ri­men­to alla dura­ta dell’eventuale con­ser­va­zio­ne dei dati si può far rife­ri­men­to al ter­mi­ne del­lo sta­to d’emergenza; 3) defi­ni­re le misu­re di sicu­rez­za e orga­niz­za­ti­ve ade­gua­te a pro­teg­ge­re i dati. In par­ti­co­la­re, sot­to il pro­fi­lo orga­niz­za­ti­vo, occor­re indi­vi­dua­re i sog­get­ti pre­po­sti al trat­ta­men­to e for­ni­re loro le istru­zio­ni neces­sa­rie. A tal fine, si ricor­da che i dati pos­so­no esse­re trat­ta­ti esclu­si­va­men­te per fina­li­tà di pre­ven­zio­ne dal con­ta­gio da COVID-19 e non devo­no esse­re dif­fu­si o comu­ni­ca­ti a ter­zi al di fuo­ri del­le spe­ci­fi­che pre­vi­sio­ni nor­ma­ti­ve (es. in caso di richie­sta da par­te dell’Autorità sani­ta­ria per la rico­stru­zio­ne del­la filie­ra degli even­tua­li “con­tat­ti stret­ti di un lavo­ra­to­re risul­ta­to posi­ti­vo al COVID-19); 4) in caso di iso­la­men­to momen­ta­neo dovu­to al supe­ra­men­to del­la soglia di tem­pe­ra­tu­ra, assi­cu­ra­re moda­li­tà tali da garan­ti­re la riser­va­tez­za e la digni­tà del lavo­ra­to­re. Tali garan­zie devo­no esse­re assi­cu­ra­te anche nel caso in cui il lavo­ra­to­re comu­ni­chi all’ufficio respon­sa­bi­le del per­so­na­le di aver avu­to, al di fuo­ri del con­te­sto azien­da­le, con­tat­ti con sog­get­ti risul­ta­ti posi­ti­vi al COVID-19 e nel caso di allon­ta­na­men­to del lavo­ra­to­re che duran­te Fat­ti­vi­tà lavo­ra­ti­va svi­lup­pi feb­bre e sin­to­mi di infe­zio­ne respi­ra­to­ria e dei suoi colleghi.
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